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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Situazione virtuale

  

 Il problema delle relazioni virtuali (on-line) è che le persone, che nteragiscono, non sono virtuali.   Probabilmente i soggetti, che scrivono, sono sicuri di potersi esprimere con disinvoltura perché “fi­sicamente”non devono affrontare le possibili conseguenze di quello che hanno scritto.

Ad esempio, se uno scrive: “Voglio prenderti in braccio e salire una rampa di scale insieme a te” lo scrive tranquillo di non dover dimostrare di poterlo fare, e magari si convince di poterlo fare proiet­tandosi dentro il quadro di un qualche video-game per cellulare. Chi riceve il messaggio deve leg­gerlo come un altro personaggio virtuale, senza sentirsi stretta fra le braccia del compagno Capire quando il messaggio è virtuale e quando è materialmente scritto col sangue dell’anima, non è sem­plice nemmeno per chi scrive per primo. Davvero la comunicazione ha bisogno di questa ulteriore complicazione? Per me, le piazze virtuali, i forum le chat sono conversazioni superficiali che hanno senso solo fin quando restano un passatempo come i giochi di carte. Quando assumono toni perso­nali allora diventano intermediari troppo complicati ed indiretti nonché pericolosi come giochi d’az­zardo. Però nessuna condanna bigotta, chi gioca si assume la responsabilità di perdere.

Comments

  • stepph Novembre 26th, 2010 at 08:50

    Sottile e Pungente.
    Appropriato, nella maggior parte dei casi.

    Conversazioni che sono Complicate Indirette Pericolose.
    Quelle Virtuali di più o di meno ?

    Però sono Giochi – una delle mie Parole Preferite –
    Si è vero, in un gioco si può perdere.

    Ma se è di giochi che siamo parlando,
    io non amo i giochi in cui l’obiettivo è vincere.
    Anzi, non i giochi, ma i giocatori – quelli che giocano solo per vincere.

    Perche per me il gioco è un modo per essere in
    contatto, è una maniera diversa di parlare.

    Dove scrivi Virtuale, io penso alle Maschere.
    Che a volte rivelano di più di quello che nascondono.

    Ma è ovvio che il gioco è libero, non si può essere costretti a giocare. E che se si gioca, le regole
    dovrebbero essere chiare ed uguali per tutti
    (o potrebbe essere il gioco stesso che richiede di scoprire o definire le regole ?)

    Per inciso – da Wikipedia – esistono non solo giochi d’azzardo, ma Giochi di Simulacro dove si diventa “altro”, e anche Giochi di Vertigine in cui si gioca a provocare noi stessi.

    Nessuna condanna, mai – sono d’accordo.
    Nessun Giudizio ? Mai ?

    Un Abbraccio.

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