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Category Archive : Articoli

Pescado e Moonwatchers film festival

Lunedì 27 luglio nella Biopiazza a Statte, sarà proiettato il cortometraggio “Pescado” di Davide Caracciolo come film fuori-concorso del “Moonwatchers film festival” arrivato alla sua terza edizione e organizzato dalla omonima associazione, attiva a Statte dal 2015. Abbiamo parlato di “Pescado” appena finito ed è particolarmente entusiasmante seguirne i passi anche in un momento difficile, come questo, con festival ed eventi culturali in ripresa dopo l’annullamento iniziale. Parliamo dell’opera e dell’arte con il giovane regista Davide Caracciolo:

Davide stai studiando regia a DAMS ma fai cortometraggi già da 5 anni. Cos’è, per te, il cinema e cosa vorresti comunicare con i tuoi film (passati, presenti e futuri)?

Sono un allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia, corso di Conservazione e Management del Patrimonio Audiovisivo con sede a Lecce. Ho realizzato 3 cortometraggi,il primo a 16 anni, di cui vado molto fiero. Penso che fare Cinema sia molto importante per raccontare al pubblico storie sempre nuove e desidero soprattutto che gli spettatori, una volta visti i miei cortometraggi, possano essere spinti a riflettere.

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Cosimo Argentina legge Garcia Marquez

In periodo di quarantena, tutti leggevano tutto e consigliavano libri… Tutti grandi lettori che avevano già letto tutto e ne disquisivano con disinvoltura. In quel periodo mi sono ricordata di una intervista che avevo fatto a Cosimo Argentina su Gabriel Garcia Marquez ma non la trovavo più fino a ieri, compleanno di Argentina, allora ecco i miei auguri e scusate il ritardo di un giorno…

Leggendo gli scritti di Argentina mi è sembrato trovare qualcosa di Gabriel Garcia Marquez… è così, Gabo è uno degli autori che legge lei?

Gabriel Garcia Màrquez è stato uno dei più grandi. Morto lui restano le sue opere e quelle non moriranno mai. Sì, ho letto praticamente tutto di lui, sia opere di narrativa come Cent’anni di solitudine sia reportage come Le avventure di Miguel Littin sia gli articoli giornalistici.

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Seguendo le stelle danzanti

Sandokan e Zarathustra

Lo scorso Maggio, nell’intervista che mi ha rilasciato, Omar Di Monopoli ha dichiarato: “Cinema e televisione hanno flirtato con la letteratura sin dalla loro nascita, francamente non ci vedo niente di male e anzi mi sembra un plusvalore per la diffusione delle storie. Poi sono altresì convinto che definire un’opera letteraria al pari di una sceneggiatura possa non essere necessariamente un diminutivo: uno scrittore capace di imporre un passo “cinematografico” al proprio narrato dimostra infatti, secondo me, un talento diverso, molto moderno e sicuramente pop.” Inizialmente, non ero d’accordo sullo considerare una sceneggiatura al pari d’un opera letteraria e, in genere, non amo i libri che si raccontano come le immagini di un film; tuttavia la serietà e il talento dell’autore mi hanno spinto a mettere in dubbio le mie certezze.

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Lunga vita a Plasticaqquà

Ogni volta che passo vicino ai resti delle mura greche, tra via Emilia e corso Italia a Taranto, sospiro vedendo la folta e rigogliosa vegetazione che mi saluta da quella discesa. Lì c’era il quartier generale di “Ammazza che piazza”, sono stati quei ragazzi a piantare tutti quegli alberi e quelle piante e a riempire di colore e di vita quell’angolo che dopo l’entrata di Annibale dalla porta di quel tratto di mura, era rimasto desolato come la Cartagine “delenda” di storica memoria.

Quei ragazzi fecero tanto in termini di pulizia e ristrutturazione delle piazze cittadine ma, a distanza di una manciata di anni, nessuno nemmeno li nomina più. All’incirca nello stesso periodo nacque un altro gruppo di volontari che si davano appuntamento per pulire le spiagge della nostra costa. Notizia numero uno: a distanza di 6-7 anni esistono ancora! Si tratta dei volontari di “Plasticaqquà” nati da un nocciolo di otto tenaci Cittadini che non solo puliscono ciclicamente spiagge e litorali nostrani ma spesso fanno opera di divulgazione andando nelle scuole a spiegare agli studenti quanto sia importante la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti e quanto sia nocivo il loro abbandono nei pressi delle aree marine a scapito dei pesci e quindi di noi stessi.

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Taranto, l’inconscio fra lavoro e ambiente. Intervista a Cosimo Schinaia

Il libro “L’inconscio e l’ambiente” di Cosimo Schinaia è un’analisi chiara e necessaria per capire i meccanismi di difesa, a livello soggettivo e comunitario, che continuano a portare l’Umanità sulla strada della sottovalutazione, o peggio, della negazione dell’odierno problema ambientale, come sottolinea Luca Mercalli nella sua postfazione al testo. Affaritaliani ne ha parlato, direttamente, con Cosimo Schinaia, psichiatra e psicoanalista, membro della Società Psicoanalitica Italiana e dell’Internationall Psychoanalytical Association.

1. La “decrescita felice”, da Latousche a Pallante,cosa significa, secondo lei, è una soluzione auspicabile?e?

In realtà Serge Latouche parla di decrescita conviviale. Il termine decrescita felice è stato coniato da Maurizio Pallante, che separa la qualità della vita dal prodotto interno lordo (PIL). A mio parere, sostenere con decisione l’urgente necessità dell’equilibrio ambientale non vuole dire sconfinare automaticamente nell’utopia anti-universalistica sostenuta dai due, e i cui antesignani si possono rintracciare nei socialisti utopisti, fautori di un nostalgico ritorno alla semplicità rurale e artigiana, ma valorizzare la conservazione dei beni comuni, il benessere psicofisico nostro e delle generazioni future, costruendo una concreta transizione ecologica, in cui l’innovazione possa essere uno strumento di azione responsabile, che tenga conto dell’integrità degli ecosistemi e non ne alteri i delicati equilibri.

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L’elemento umano nella macchina

Ci siamo. Da oggi uscire torna ad essere una pratica comune per tutti i bipedi italiani. 4 Maggio, si aprono porte e portoni senza paura di multe, infrazioni e scappatelle fuorilegge.

Dagli studi alle elementari, il “4 Maggio” è una poesia più che una data del calendario… certo in tempo di DAD sembra “preistorico” imparare versi a memoria, però così Manzoni non lo scordi e nemmeno il suo rapporto con Napoleone e la rivoluzione. Superfluo a dirsi, quest’anno l’unica cosa legata a tale data sembra essere l’uscita dalle restrizioni per il contagio, il resto non ci sfiora nemmeno. Ieri sera mi sono ricordata “Ei fu…”. nessun altro EI indica l’uomo “poetico” con determinazione e rispetto. Ei è solo lui.
Il virus cancella la memoria del computer, ma noi siamo “l’elemento umano dentro la macchina”, non possiamo annullarci o darci malati. Oggi si esce ripetendo “Dalle Alpi alle piramidi, Dal Manzanarre al Reno… ode e lode al 4 maggio…con noi non l’avrete vinta mai!

Michele Pierri, il chirurgo d’altri tempi

Michele Pierri è stato uno dei migliori chirurgi che abbiano operato a Taranto. Dunque sono emozionata per avere ricevuto dal figlio, Giuseppe Pierri, il testo che riporto di seguito e che lui stesso ha scritto e mi ha incoraggiato a riportare come testimonianza per la memoria degli internauti.

—Non sono molti oggi coloro che a Taranto ricordano Michele Pierri in quello che fu il suo valore professionale di chirurgo, lui che per decenni fu il principale riferimento della chirurgia non solo per la nostra città ma anche per l’intera provincia, almeno nei casi di maggiore rilevanza.

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Appello alle genti del mondo

Uomini e donne del pianeta Terra,

genti di tutte le razze e di tutte le fedi: religiose, razionalistiche, animistiche, animalisti… tutti. In questi mesi di contagio e paura, abbiamo visto e toccato le ferite aperte sul corpo del pianeta terrestre. Abbiamo visto schiarirsi i cieli resi più respirabili, abbiamo udito gli animali tornare sulle nostre strade pesci venire a giocare a riva… segno che non lo facevano perché non potevano farlo. Ma ci sono e ci vengono volentieri incontro.

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Illuminismo. Intervista ad Antonio Gurrado

Chiaro, conciso e diretto. Antonio Gurrado nelle sue lezioni come negli articoli e nella rubrica “Bandiera bianca” che cura quotidianamente per il “Foglio”, spiega la realtà e la filosofia con uno stile deciso ed una proprietà di pensiero che colpisce e attrae gli interlocutori qualunque sia la loro capacità d’apprendimento. Il prof. Gurrado è studioso appassionato della filosofia illuminista, ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Scuola di Alti Studi della Fondazione San Carlo di Modena , ha continuato le sue ricerche sull’Illuminismo presso le facoltà di Napoli ed Oxford, vive a Milano. Catturata dalle lezioni che ha messo a disposizione di tutti on-line, interagisco con lui e vi riporto la breve intervista realizzata, rigorosamente a distanza, tramite mail:

1) Prof. Gurrado. Cosa intendiamo oggi per Illuminismo? È lo stesso concetto che avevano gli illuministi di sé stessi oppure il tempo ha cambiato le caratteristiche e gli appartenenti all’Illuminismo?

No, su questo sono drastico. Sono uno storico della filosofia, quindi la mia convinzione cardine è che le correnti filosofiche possano essere comprese solo all’interno del loro specifico contesto storico; a maggior ragione, è impossibile che esistano al di fuori delle condizioni materiali – politiche, economiche, religiose – in cui sono fiorite.

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L’età della PENOMBRA

Signori, signorine e signorie varie, riflettendo sulla quarantena sul virus incoronato e leggendo a ruota libera… sono arrivata alla seguente elucubrazione filo-socio-psico-logica: siamo immersi nella penombra.

Seguitemi senza inciampare: nell’etere in cui galleggiamo, non riusciamo a distinguere i contorni fisici delle cose che scontriamo ma non tocchiamo. Alcune cose ci colpiscono e feriscono in piena fronte, altre scivolano sfiorandoci appena ma, comunque non le vediamo e non le “palpeggiamo” perché siamo avvolti a una penombra che ci fa intravedere ma non ci concede nemmeno ombre definite da evitare.

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