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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Riflessione rimpianta

Penso spesso che avrei voluto saper disegnare e dipingere.
Non parlo di tecnica ma di talento istintivo. La grossa differenza, per me, fra un quadro e un libro consiste nello sguardo d’insieme: immediato nel primo e costruito fino all’ultima parola nel secondo. Intendo dire che il quadro lo guardi subito tutto e poi ne studi i contorni, i dettagli, i colori e la luce mentre il libro ha altri tempi e dai dettagli ricostruisci l’intera opera cosicché ti fermi (mi fermo) prima sui vocaboli, sulle sfumature e poi gusto il significato dell’opera intera che potrebbe essere meno interessante di alcuni dei suoi particolari. La pittura ha tempi w modi diversi, c’è un gioco di squadra che amalgama le componenti interne e poi ne svela i respiri.

Le parole richiedono attenzione continua anche se è diventato di moda leggere velocemente magari in diagonale o la prima parola di ogni rigo. Insomma scorrere con lo sguardo su pagine monotone in bianco e nero come la televisione degli anni ‘50. Forse per questo ultimamente sono molti i libri scritti pensando al piccolo e al grande schermo perché il pubblico preferisce vederli e non leggerli. Ma è proprio un’altra cosa!
Avrei voluto anche disegnare ma sto esercitando la mano sinistra a scrivere in corsivo come la destra per affinare l’abilità di leggere con attenzione sapendo che scrivere è molto faticoso.

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