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Colpevole di diffondere cultura. L’ultima estate della ragione

Lultima-estate-della-ragione Il libro è la storia di un venditore di libri. Un venditore di sogni che nascono dall’allineamento di parole che corrono verso altri mondi e diventano consistenti, dalle pagine alla realtà. I regimi autoritari hanno paura della forza dei sogni e delle parole perché da esse inizia il cambiamento che rivoluziona e stravolge la bruttezza imposta dall’ordine costituito artificialmentety. Boualem Yekker è il protagonista di questo racconto ambientato in un paese dove il “comitato di preservazione della moralità collettiva” confisca il futuro ai fratelli in nome della fede nel Dio onnipotente. “Ma Boualem era stato incrollabile: egli rifiutava con tutte le sue forze queste concessioni mutilanti; aveva della vita una concezione troppo alta per accontentarsi della sua ombra, del suo involucro, delle sue scorze”.

Un romanzo strabiliante perché non procede col ritmo cadenzato del racconto, i fatti descritti sono l’occasione offerta al pensiero per spaziare in immagini, metafore e riflessioni dalle sfumature delicate che variano dalla poesia alla filosofia. Infatti l’edizione italiana per BiblioFabbrica ha ottenuto il “Premio Microeditoria di Qualità 2011”. “Boualem Yekker chiama quella stagione L’ultima estate della ragione”, questo la prima riga del terzo capitolo da cui è stato preso il titolo dell’opera trovata postuma fra le carte dello scrittore, poeta e giornalista, Tahar Djaout, ucciso dai terroristi algerini, il 2 Giugno 1993, nel suo paese natio. Del progetto di questo libro ne aveva parlato 3 settimane prima col suo editore parigino. Talvolta i sogni sono tristemente premonitori o, forse, sono l’espressione più chiara di un presente disperato che ha perso la luce.
Tahar Djaout, L’ultima estate della ragione, biblioFabbrica

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