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“Salviamo le biblioteche” Erri De Luca

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Erri De Luca viene spesso in Puglia, sia per partecipare a manifestazioni ed incontri culturali, sia per trascorrere le vacanze fra il Gargano e il Salento. Uno scrittore attento e asciutto che usa le parole necessarie ed essenziali, scelte con cura nel vasto vocabolario dei segni possibili e mai superflui. Una voce autorevole in difesa delle biblioteche tutte, piccole o grandi che esse siano.

Le biblioteche sono “centri di cultura” storici dagli antichi assiri, la biblioteca di Alessandria e la rivale di Pergamo… secondo lei hanno ancora lo stesso significato? Abbiamo bisogno di biblioteche e perché?
Abbiamo bisogno di biblioteche comunali in periferia, luoghi di consultazione anche di materiale visivo, luoghi accoglienti dove ci si possa dare appuntamento. Ci vediamo in biblioteca, dovrebbe essere il luogo migliore dove incontrarsi tra i quartieri più isolati e desolati. Vanno bene le sontuose biblioteche centrali su modello di Alessandria, ma servono quelle decentrate, come ne esistono ovunque in Francia.

Nel 2015 si è avuto un incremento delle visite nei luoghi d’arte ma 1 italiano su 5 non ha aperto libro… Bisognerebbe trasformare le biblioteche in mete turistiche per incrementare l’affluenza fra i loro meandri?
Il lettore italiano è sotto media europea, questo vuol dire anche che il potenziale di crescita esiste. Sono fiducioso sull’aumento della lettura, sul l’incoraggiamento intelligente e non pedante della scuola. Ma il libro testa un incontro e un’esperienza personale non assimilabile a una gita turistica in compagnia assortita.

Cosa avrebbero le biblioteche italiane da importare dalle “colleghe” estere e cosa da esportare?
Dove esistono non hanno niente da invidiare , se non la disponibilità di mezzi e apparecchiature. In Italia si detiene la maggioranza del patrimonio culturale dell’umanità , abbiamo una documentazione in campo artistico che nessun’altra nazione possiede. 

La legge Delrio sta causando il ridimensionato della biblioteca provinciale di Foggia e, in generale, la spending review ha causato la chiusura di biblioteche e archivi importanti, ma non dovremmo difendere la nostra cultura come immuno-difesa dalle barbarie che terrorizzano la nostra democrazia?
Non conosco la legge in questione ma rientra nella miseria intellettuale della classe dirigente di questo paese. Non basta che ignori la specialità culturale e naturale del popolo italiano, occorre pure che la perseguiti con tagli alle risorse e oscene trivellazioni petrolifere davanti al patrimonio estetico e turistico delle nostre coste. I barbari avevano un rispetto verso i monumenti, la bellezza. Questi titolari di scelte sono invece al di sotto di quegli invasori alieni.

Erri De Luca ha dei ricordi legati ad una biblioteca?
Purtroppo solo a quella privata di mio padre, che in compenso era così vasta e fornita da non farmi desiderare altre sale di raccolta.

PUBBLICATA SU AFFARITALIANI GENNAIO 2016

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