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L’inconscio e l’ambiente. Recensione

L’inconscio e l’ambiente. Recensione

Lo sfruttamento delle risorse energetiche e di sostentamento come acqua e petrolio, l’abbandono e l’incuria ambientale dai rifiuti alla deforestazione alla cementificazione forsennata e lasciata vuota sulle coste della nostra coscienza, questi sono alcuni dei problemi attuali che, troppo spesso, gli individui tendono a minimizzare o addirittura a negare. Il cambiamento climatico è un fatto che minaccia d’avere conseguenze più disastrose di quelle già sotto i nostri occhi, eppure movimenti come “Friday for future” non possono contare sulla partecipazione e nemmeno sul consenso “globale”, perché?

Cosimo Schinaia ci spiega chiaramente cosa succede all’inconscio personale e all’immaginario collettivo, posti di fronte ai problemi ambientali e alle loro proiezioni sul futuro dei nostri figli e di tutti quelli che seguiranno.

Tutto giusto, ma queste sono le solite parole tra allarmismo ed “ecosofia”, dove il credo è una specie di panteismo con sfumature apocalittiche e fantascientifiche. No, “L’inconscio e l’ambiente. Psicanalisi ed ecologia”, per me, ha due caratteristiche meritevoli di attenzione:1) l’autore chiama a raccolta psicanalisti e psicanalisi chiedendo di non rimanere “alla finestra a guardare”, la neutralità (in questo caso) è complicità. Schinaia, per rendere la sua analisi tangibile e coinvolgente, non solo riporta delle vignette cliniche dei suoi pazienti, ma ci mostra le sue stesse reazioni di fronte ai problemi ambientali che lo hanno toccato nel suo vissuto. 2) il libro è pieno di citazione prese da autori di diverse discipline “Ritengo vitale che su questi temi i diversi saperi possano dialogare e confrontarsi, se necessario anche polemicamente, onde evitare di rinchiudersi nella torre eburnea di uno specialismo asfittico e autoreferenziale.”

Le numerose e pertinenti 0citazioni rendono il libro “corale” e lo stile semplice dal tratto leggero e piacevolmente scorrevole aiutano il lettore a entrare dentro la questione e dentro se stesso per divenire cosciente del proprio rapporto con l’ambiente e del proprio impegno a favore della vita. Secondo Sigmund Freud: “Nella vita psichica del singolo l’altro è regolarmente presente come modello, come oggetto, come soccorritore, come nemico e, pertanto, in quest’accezione più ampia ma indiscutibilmente legittima, la psicologia individuale è al tempo stesso, fin dall’inizio, psicologia sociale.” Per questo Schinaia scrive dei meccanismi di difesa individuali e di quelli collettivi come “l’ambientalismo duro e puro”, un estremismo che va codificato e capito per potersi relazionare fruttuosamente anche con esso.

153 pagine che, strano a dirsi per un saggio di psicoanalisi, sono un entusiasmanti come spingersi da uno scivolo giù nella caverna dell’inconscio per ritrovarsi a respirare luce su di un’altalena da cui non vorremmo più scendere. Non si parla così dei saggi, però questo è capitato a me: Mi chiedevo cosa succede? Perché ci preoccupiamo più dello spread mentre il mare si scalda e sale sulle coste e l’acqua potabile diminuisce causando spostamenti di massa destinati ad aumentare paurosamente? Immaginerete la mia soddisfazione nel leggere la postfazione del meteorologo Luca Mercalli che inizia scrivendo: “Finalmente un libro su psicoanalisi ed emergenza ambientale.” Cosimo Schinaia e la casa editrice Alpes ci permettono di accedere a una lettura necessaria

“Credo che per quanto riguarda i rischi di catastrofe ecologica, è necessario esplorare le dinamiche individuali e i conflitti sottostanti, nonché le dinamiche e gli stili di vita familiari che vengono appresi e fatti propri, per modificarli e per permettere che ogni singola azione sostenibile sia creativa, rispettosamente riparativa e diventi parte di un rinnovamento globale, in un orizzonte di senso che faccia rigorosamente riferimento al principio di realtà, ma opponendosi allo scetticismo di chi pensa che il singolo sia condannato all’impotenza.”

Lucia Pulpo

2 Comments on "L’inconscio e l’ambiente. Recensione"

    Io con i miei alunni di scuola Primaria partecipo al Friday for future, perché constatare, ogni giorno, gli effetti drammatici del cambiamento climatico, richiede la sollecitazione di tutte le coscienze, a cominciare da quelle dei piccoli che potranno far crescere in se stessi il seme della consapevolezza e dell’impegno propositivo.

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