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Che pesci prenderemo?
Il fossato tra i due mari
Non dimenticherò mai ilV NovembreCi sono film kolossal che narrano episodi storici, film che portano sul grande schermo romanzi di autori illustri con ambientazioni impressionanti per lo sfarzo esibito e con colonne sonore incredibili, gioielli da citare a memoria per lustrarsi del loro splendore. Ma anche ci sono film che escono in sordina, magari nascono da un racconto visionario come un fumetto di fantascienza. Questo è il caso di V per vendetta, indimenticabile movie diretto da James Mc Treigue nato dal romanzo grafico scritto da Alan Moore ed illustrato da David Lloyd e diventato storia reale. Il protagonista (Hungo Weaving) indossa la maschera di Guy Fawkes artefice della congiura delle polveri, una maschera divenuta il simbolo della lotta contro ogni forma di tirannia. Come accade anche nella pellicola, questa maschera è stata indossata dal popolo (gli indignatos di Madrid) per protestare e per rivendicare il proprio diritto alla libertà Esaltante, un inno alla reazione contro i soprusi, non mancano citazioni dirette ed indirette a Shakespeare, Orwell, perfino al primo principio di Newton, ai film Matrix e Per un pugno di dollari., con un’intensa interpretazione di Natalie Portmann (premio Saturn Arwards) unico amore possibile come alternativa alla vendetta.
Digestivo cicuta: Spalle al muro.
Austerity… vecchio stileAusterity … vecchio stile Il mondo aveva circa 3366 anni (secondo il calendario del Vecchio Testamento), in quel tempo in Grecia si festeggiava la 96° Olimpiade, ovvero correva l’anno 395 ante Christum dominum, quando Taranto fioriva sotto il governo del filosofo Archita. Parliamo di circa 311 anni dopo la fondazione ad opera dello spartano Falanto, del periodo in cui Taranto era considerata “l’ombelico del mondo”, capitale della Magna Grecia, Magna perché dava alla madre-patria ricchezze che ne amplificavano la grandezza, la potenza e l’estensione. La fecondità e la mitezza del luogo facilitavano la vita contemplativa degli uomini. Così Pitagora di Samo fondò qui la scuola omonima, in parte simile ad una setta religiosa, dove i seguaci erano tenuti a rispettare la castità, la moderazione e la purificazione dello spirito tramite lo studio della matematica. L’austerità dei costumi era un “privilegio” degli adepti, non una tassa esclusiva a carico del popolo. L’anima doveva espiare il peccato che l’aveva allontanata dalla divinità d’origine e non erano previste indulgenze per ricchi mercanti o per aristocratici figli di papà. Il rigore e la segretezza a cui erano costretti i discepoli non permisero loro una perfetta integrazione nella società. Gli abitanti cacciarono Pitagora ed i suoi seguaci (da Crotone). Chissà, magari temevano che se l’élite al comando si fosse castigata con ogni tipo di digiuno (anche alimentare) magari avrebbe preteso che tale costume divenisse legge per tutti. La diaspora seminò i pitagorici su tutto il territorio ellenico fino ad Archita, l’ultimo grande esponente di questa corrente di pensiero. Filosofo, matematico, astronomo, generale dell’esercito, eletto per 6 volte consecutivamente, governatore della sua città natia, il nostro scienziato fu il germoglio più rigoglioso della Magna Grecia. Forse, alla disponibilità verso rapporti d’amicizia si deve il successo del tarantino presso i suoi concittadini; egli ebbe un atteggiamento meno chiuso e riservato nei confronti degli altri uomini, anzi diceva che se un uomo ascendesse al cielo, e di là considerasse la natura di questo mondo, la bellezza delle stelle, e l’influenza dei pianeti, non gli parrebbe soave se non avesse un amico e compagno, col quale potesse conferire e comunicare tali cose. La crescita culturale ha causato la crescita economica e l’austerità dei costumi è stata la premessa necessaria all’avvio del cammino. Oggi la situazione non è molto diversa. Lucia Pulpo Pubblicato su Cosmopolis di Gennaio
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