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aprile 18, 2009
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lucia
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Polis
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Stalag X B matricola 208872
La testimonianza dei deportati stattesi
C’è stato un tempo in cui il male dominava prepotentemente sulla ragione degli umani…
Potrebbe essere l’inizio di una favola, di una storia di orrore da raccontare in una notte fredda e piovosa, evocare mostri e fantasmi per scacciarne lo spettro e relegarlo nell’inferno da noi più lontano; invece, questa premessa con la paura, vibrante nelle corde vocali del narratore, è il risultato del ricordo, ancora, bruciante di una tragedia vissuta senza averne capito il senso, col timore di appoggiare la testa sul cuscino e riprendere a sognare l’incubo appena interrotto.
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L’amicizia non vuole limiti né confini, ed ha la costanza di resistere ai silenzi, la pazienza di attendere le confessioni segrete, superare le dimenticanze e la pioggia estiva; l’amore invece è un impulso violento che travalica e travolge ogni confine, proprio questa sua forza irruente, indebolisce la sua resistenza, la passione necessita di continui “approvvigiona-menti” come fossero legna da ardere nel camino per riscaldare il cuore, e consuma, col suo ardore, tutte le provviste e le scorte per disperdersi, infine, nella notte priva di carezze.L’ipotesi si complica quando amicizia ed amore si sovrappongono e s’intrecciano fino a scambiarsi le vesti, come gemelli siamesi, il cui riconoscimento è difficile perfino ai propri genitori.
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