Le nuvole si appoggiano al cielo
anche ora
lo coprono ma da sotto
a testa in giù, senza cadere.
Vorrei volare come loro,
senza cadere, seppur spericolato ed acrobatico
sarebbe quello il mio volare.
Una gravità al contrario
che mi porterebbe sempre più in alto
senza dolore
senza risa maligne.
Girarmi e voltarmi e rotolarmi
senza sporcarmi,
nessuno sbaglio,
nessuna conseguenza.
Insomma, non saprei neppure di sognare
camminando sul tetto dei miei respiri
appesantiti dalla luce opaca
di questa giornata senza spiragli
per parole annoiate.
Le riflessioni sono una pausa
dalla vita che scorre
per questo raffreddano
il mio entusiasmo
ma non posso farne a meno
per essere permeato da codesta energia vitale.
Mentre calcio la palla che corre
desidero calciarla ancora ed ancora
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Ho appreso recentemente che, le dilatazioni di tempo, a me tanto familiari, sono cose da pazzi, allucinazioni che, non devono permeare i ricordi, neppure quelli inconsci.
Il mio tempo è variabile, si ferma nell’osservare un colore lontano, la scia di un arcobaleno, e la mia miopia lo trasforma in un bellissimo pensiero, audace nella sua semplice chiarezza.
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