Libro, ora sei giunto alla fine. Ultimamente mi sono messa a riscrivere a rotta di collo. Da una riga all’altra saltavo tra le nazioni e i mari e i continenti. Cos’è questa furia che mi ha preso, quest’impazienza? Si direbbe che sono in attesa di qualcosa. Ma cosa mai possono attendere le suore, qui appunto ritirate per star fuori dalle sempre cangianti occasioni del mondo? Read More…
L’INNAMORATO MARE
L’ho vista ieri sera, al calar della notte, dal più lontano punto della pianura delle Puglie, una linea di luci disseminate lungo il mare ancora rosato per il crepuscolo. Le onde, esauste per questo infrangersi su una riva che non oppone resistenza, non erano più stanche di quanto non sembrasse. Una stessa fiacchezza le allacciava l’una all’altra. È forse il suo nome voluttuoso nella sua sonorità che me la rende sì conturbante e suadente? La sua è la grazia di una gatta distesa, che a ciambella dolcemente sulla riva le membra setose e morbide nell’incanto dell’ora oziosa. E questa mattina, al sole, essa mi offre ancora la stessa impressione. Bisogna vederla, sul bordo della sua piccola baia, in fondo al golfo immenso al quale ha dato il nome; tutta adagiata, snella sulla sabbia, Read More…
Non c’è tempo. Modernità irrequieta 
Tra le molteplici definizioni che si possono attribuire al nostro specifico momento storico ve n’è una che forse, meglio delle altre, coglie il suo spirito: il nostro presente è l’epoca della fretta, un “tempo senza tempo” in cui tutto corre scompostamente e senza fermarsi mai, impedendoci non soltanto di vivere pienamente gli istanti presenti, che si succedono vorticosamente, ma anche di riflettere serenamente su quanto accade intorno a noi. Read More…
[...] Prima Marchionne e i suoi compagni capiscono queste elementari cose, e meglio è per tutti. Non si può stravincere, non si può tirare la corda. Prima o poi la gente si incazza. Dice: “E l’azienda?” Io all’azienda voglio più bene di te. Io ho solo quella. Tu forse no. La mia vita stessa è legata a lei. Read More…

Libro, ora sei giunto alla fine. Ultimamente mi sono messa a riscrivere a rotta di collo. Da una riga all’altra saltavo tra le nazioni e i mari e i continenti. Cos’è questa furia che mi ha preso, quest’impazienza? Si direbbe che sono in attesa di qualcosa. Ma cosa mai possono attendere le suore, qui appunto ritirate per star fuori dalle sempre cangianti occasioni del mondo? Cos’altro io aspetto tranne nuove pagine da vergare e i consueti rintocchi della campana del convento? Read More…
Ogni romanzo ha la sua critica… talora si tratta d’interpretazione molto arbitrarie che col tempo sfiorano il ridicolo. Questa volta, il tempo sembra proprio beffarsi sia della critica sia dell’autore e sembra presentare una “realizzazione” de IL CAVALIERE INESISTENTE (di Italo Calvino) dove il cavaliere è divenuto tanto inesistente da lasciare solo le orme sulla sabbia a canto allo scudiero matto Gurdulù (di scudieri così siamo pieni!). Read More…

[...] Un’altra specie d’amatori si quereli ad altissima voce a sua posta. Esclamano di essere stati venduti e traditi: ma se si fossero armati sarebbero stati vinti forse, non mai traditi; e se si fossero difesi sino all’ultimo sangue, né i vincitori avrebbero potuto venderli, né i vinti si sarebbero attentati di comprarli. Read More…
DI SEGUITO IL PEZZO DI LAURA MATTEUCCI SULL’uNITò DI SABATO 31 LUGLIO, PAGINA 29.
“sERGIO ERA DI SINISTRA”
Qualcuno liberi il Marchione che c’era in lui. Rianimi il brillante e generoso dottor Jekill, soffocato dal torvo ed aggressivo mister Hyde, sperando che non finisca (malissimo) come nel romanzo.
Rivogliamo il Marchionne che quando è arrivato alla Fiat è rimasto allibito delle condizioni dei dipandenti e si è posto l’impegno di umanizzare l’ambiente di lavoro, perchè “a noi stanno a cuore le condizioni dei lavoratori”. Non solo l’ha detto, l’ha pure fatto, tra mense, docce, spogliatoi e l’apertura di Mirafiori baby, il più grande asilo nido aziendale d’Italia. Era settembre 2007, mica il secolo scorso. E qualche giorno dopo, il rissanatore della Fiat aveva dato copertura concettuale a fatti che ricordavano in linea diretta, l’illuminato Adriano Olivetti: ad un incontro per la rivista industria, aveva bacchettato i liberisti di casa nostra, perchè sbaglia, aveva detto, chi vorrebbe il sistema europeo convergere, per migliorare produttività, efficenza profitti, verso il modello americano. Sbagliato e nemmeno auspicabile, secondo il fu Marchionne. PPerchè “in Europa, il terreno culturale è fertilizzato da due condizioni storiche: un’apertura al mercaato recente e un forte senso di responsabilità sociale”. “Ed è proprio il forte senso di responsabilità sociale che ci differenzia dagli USA…Chiunque operi in Europa deve considerare questo particolare contesto sociale e politico”. Chiunque: dunque, anche mister Hyde.