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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Numero civico 18

Beatrice carissima,

sei arrivata alla mitica porta della maturità, quella legale con numero civico 18. Oltre si apre “via Indipendenza” illuminata da un sole piacevolmente tiepido nel segno del Futuro.

Sicuramente arriverà leggero l’eco del battito del mio cuore, ritma una canzone di buon auspicio perché tutto il bene possibile riempia l’aria che respirerai percorrendo quella strada. Noi della tribù dei sognatori abbiamo un linguaggio onirico, quasi surreale ma, spero tu riesca a cogliere i fiori del nostro prato, oggi sono tutti tuoi e le spine le abbiamo tolte una a una, tutte per la Morgana che dovesse provare a mettere il naso nella nostra storia.

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Il grande spirito. Un sogno sul grande schermo

Ho letto che la settima arte (il cinema) si sia materializzata quasi simultaneamente all’interpretazione dei sogni e la psicanalisi del dott. Freud. Intorno alla fine del XIX secolo, l’inconscio ha iniziato a precedere e guidare, in maniera ufficiale, la parte conscia dell’uomo. Per togliere polvere e muffa da queste affermazioni seriose vi racconto cosa mi è successo qualche giorno fa quando sul grande schermo ho visto “Il grande spirito” di e con Sergio Rubini, Rocco Papaleo e, tra gli altri, Bianca Guaccero.

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Gemelli

Gemelli riempiono pagine di storia fra mitologia e realtà. Romolo e Remo a Roma, Apollo e Artemide nell’Olimpo greco…

Gemelli divini e gemelli maledetti che vivono un giorno nell’Ade e il giorno seguente nell’Olimpo come Caspare e Polluce, i gemelli di Sparta, figli di Zeus e Leda, cresciuti dal re spartano Tindaro marito di Leda. I racconti tramandati sono tanti e diversi fra loro, comunque i “Dioscuri” erano protettori dei naviganti e avevano il dono di domare venti e tempeste.

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I passi del tempo

Il tempo risuona nel mio corpo

vaga fra le membra

non trova posto per sedersi

per scoprirsi interessante

si crede condannato

a inseguire i suoi passi

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Il bigliettino della festa

La sorpresa nel tuo sorriso

il regalo nello sguardo scintillante

potessi pensare al Paradiso

direi che tu lo guardi ,almeno un istante

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L’energia inebriante della Rimbambend

Orfeo con la sua lira suona, canta e incanta tutti gli esseri viventi inducendoli a uno stato di benessere al confine col divino. Durante la prima guerra mondiale è stato un fante a incidere sulla trincea: “canta che ti passa” come riportato dall’ufficiale Piero Jahier nella sua raccolta di poesie “Canti del soldato”. Da allora l’epitaffio è divenuto un luogo comune a cui nemmeno Orfeo è riuscito a ridare brillantezza.

La scontatezza e la banalità dei luoghi comuni appannano il valore e la saggezza della verità popolare. Così quando amici mi hanno invitata ad andare con loro a sentire la Rimbambend, non ho chiesto dettagli sulle loro precedenti esibizioni perché il nome è esplicativo ed evocativo quanto basta, e poi mi fido dei miei amici.

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La letteratura e i nuovi orizzonti di Cosimo Kiruna Argentina

Cosimo Argentina non vuole definirsi scrittore. Dice di essere un narratore di storie ma, le sue storie offrono molteplici spunti di riflessione, hanno sapore forte e deciso, così è difficile rinchiuderle nella cornice della storiella raccontata da ingoiare come acqua di fiume. “Saul Kiruna, requiem per un detective” è il nuovo romanzo dell’autore tarantino a cui chiediamo maggiori delucidazioni:

1) Argentina, in questa storia confluiscono tante briciole della nostra realtà: i luoghi come strade e ville perfettamente individuabili sulla cartina, le facce uguali e siliconate dell’umanità di Le Havre, i riti fra l’esoterico e il carnevalesco dove si confondono mafie e potere, l’inquinamento nel cielo dove si rincorrono fiamme e gas, dunque è una specie di denuncia sociale?

Il narratore scrive una storia e cerca di dare coerenza a ciò che vuole raccontare. Realtà e immaginazione si fondono attraverso un meccanismo che è difficile da decodificare, ma esiste un remoto luogo del cervello dove dei piccoli nani lavorano incessantemente a cesellare, ripulire, ordinare, creare qualcosa di nuovo utilizzando ciò che hanno a disposizione. In questo caso a disposizione avevano alcuni elementi ovvero un mondo che va sempre più a rotoli, una integrazione che si vuol far passare a colpi di atti legislativi e azioni massmediatiche, ma che cozza contro un’assenza di cultura dell’accoglienza, un’umanità che si ridisegna da sola in nome di non so bene cosa. E allora va bene rifarsi il seno con una sesta misura, rifarsi il naso alla francese, festeggiare feste che non esistono come Halloween eccetera eccetera.

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Giggino Reinfield e il successo letterario

Il primo libro che ha scritto Giggino è stata la sua tesi di laurea sul ruolo della musica nel pensiero di Adorno. Una ricerca ben documentata e corretta dal suo professore di filosofia morale. Interessante malgrado l’ovvietà del contenuto, al punto che l’Università, tramite l’interessamento del professore, l’ha pubblicata, poche copie diffuse perlopiù in ambito accademico ma che soddisfazione per Giggino che non aveva mai pensato di scrivere e pubblicare nulla considerando il suo scarso interesse per la lettura.

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Citazione. Rayuela. Il gioco del mondo. By Cortàzar

Tocco la tua bocca, con un dito tocco l’orlo della tua bocca, la sto disegnando come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e rincominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna in volto, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo volto, e che per un caso che non cerco di capire coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.

Mi guardi, mi guardi da vicino, ogni volta più vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi ingrandiscono, si avvicinano tra loro, si sovrappongono e i ciclopi si guardano…

Gli strumenti della vita

Il corpo non è lo strumento del cervello, funzionano insieme e se uno prende il sopravvento sull’altro, lo squilibrio porta catastrofiche conseguenze per la vita di tutti. Il dott. Justin C. Sanchez direttore della DARPA (Defens Advanced reserce projects agency, nata sotto l’amministrazione di Eisenhouer e attualmente gestita dal Pentagono statunitense) non la pensa così e con la scusa di ricerche per la salute dei reduci di guerra sta portando avanti progetti di tecnoscienza per sostituire il corpo umano con un mezzo (un tempo si sarebbe parlato di bionica) estraneo ma efficiente mosso dal cervello umano.

Bando alle polemiche vi racconto la storia del robocot “Sanchez” e del suo amico fraterno Lucio:

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