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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Point break / Deal breker

Ehilà Gregorio, cosa succede in città? Ci sono due alternative: possiamo guardarci intorno e sorvolare oppure possiamo mettere i paraocchi e calpestare tutto quello che ci viene sotto gli zoccoli. Potremmo anche aderire al pensiero comune, se ci fosse un pensiero alla base, però questa ipotesi mi sembra troppo ipotetica per prenderla in considerazione, almeno non ora. La prima strada ha bisogno di essere illuminata da autori che si librano nell’aria, capaci di sollevarci con loro tipo Italo Calvino, o talmente appassionanti da immergerti immediatamente nel profumo delle loro parole magari poetiche. Quando però la leggerezza ti crea un vuoto d’aria dentro e risucchia le mie energie, allora gli autori sono altri, pochi fidati con cui fare a botte, prenderle e ridarle a sangue finché il mondo che mi circonda diventa un posto dove fermarsi a leccare le ferite.

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Scrivere

Caro il mio Gregorio, ho momenti diversi per tutto: per la ginnastica, per nuotare, per la lettura, per respirare durante una passeggiata fuori di casa, per vedere la televisione; oggi pomeriggio sono rimasta folgorata dalla radio nel sentire la storia dello scrittore Raymond Chandler intrecciata con alcuni spezzoni sonori tratti dai film col suo protagonista: il detective Philip Marlowe. Il servizio radiofonico a conclusione recita: “scrivere è vivere molto intensamente”.

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New Age (XIII Capitolo)

“Un altro mondo e possibile” recitava una canzone dei Modena City Ramblers, ma io lo speravo già da tanto. Tuttavia, avevo accantonato l’idea, travolta da una maturità che ha il gusto dell’appassito di mele. Candido si burlava del migliore dei mondi di Leibniz, non siamo all’altezza di tali speculazioni ma “francamente” fan ridere.

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Guerra al mondo intero (XII Capitolo)

Basta, oggi al diavolo le buone maniere. Gregorio, Lucia, ego superato o sottomesso, oggi non sono comprensiva e non m’interessa essere chiara… Blues, baby blues. Baby… no more, no ragionevole, la musica mi straripa dalle tempie e balliamo sul mondo! A piedi scalzi lasciando impronte di fango e sudore. Sulla testa non ho niente, il cielo mi sta tutto intorno per volare e guardare il mare dall’alto con i Negrita, acrobati in copertina a testa in giù.

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Super-eroi (XI Capitolo)

Gregorio urge una precisazione: i miei “eroi” preferiti sono donne e uomini esistiti in carne ed ossa. Ipazia di Alessandria, Eleonora Pimentel De Fonseca, Friedrich Nietzsche, Ernesto che Guevara… ma oggi riflettevo che hanno avuto tutti una morte violenta (Nietzsche impazzisce ed è bruttissimo). Chiariamo non ò questo il punto che li accomuna con me, non aspiro al martirio. “Libertà va cercando, che si cara, come ben sa, chi per lei vita rifiuta” come Dante docet, e per quanto questi versi facciano tremare i polsi, trovano conferma nella vita e nel pensiero di tutti questi miei eroi. Nemmeno la ribellione è un punto cardine quanto la Libertà.

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Volere volare (X Capitolo)

Tutto quello che puoi … fallo. Gregorio, questo me lo dico spesso. Un incitamento contro ogni pigrizia e demotivazione. Da una parte coricarmi stanca è una soddisfazione perché indica che ho fatto qualcosa d’impegnativo, dall’altra è un sentirmi utile a me stessa, come dire che ho bisogno di me e che posso contare sul mio aiuto. Non poter contare più sulle mie forze mi ha fatto sentire tradita, come se il mio corpo avesse tradito la mia mente, quest’ultima non è avvezza al perdono e il problema è diventato tragedia.

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Una lettera (IX Capitolo)

Caro Gregorio,

per telefono, questa mattina, ho detto che sono preoccupata per l’interruzione delle lezioni… gli esercizi li sto facendo, non è lo stesso che venire a lezione, però, un impegno fisico e mentale c’è. Tuttavia rimane un circolo chiuso capace di ripetersi senza le variazioni significative dovute alle interferenze di una forza ceerebrale esterna. Spero che il problema sia momentaneo perché e grave: mi sta mancando proprio la voglia di sentire il mio corpo, quasi un rigetto spirituale, questo depotenzia tutto il mio funzionamento rompendo ogni “equilibrio instabile”. Come se fosse uguale, tutto uguale: prima e dopo il movimento, la volontà di realizzarlo, quasi dando per scontato la riuscita finale. Proprio questo è il punto: dando per scontato il movimento ottenuto da tanto si perde attenzione e piacere nel realizzarlo nuovamente, cancellandone il futuro ricordo.

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Elogio della follia (VIII capitolo)

Ciao Gregorio, oggi è una bella giornata, una delle tante del nostro Sud ma devo raccontarti di un lontano fiocco di neve e della promessa che gli feci. Questo ricordo è fondamentale perché i miei giorni non sono tutti felici, ma è importante ricordare sempre quel fiocco per rinnovarmi la promessa di restare fedele alla vita. Una volontà che ha tante declinazioni verbali, la prima è vivere. Dante incontra all’Inferno anime i cui corpi si muovono ancora sulla terra o, come canta Lucio Dalla, “morti da sempre, anche se possono respirare”; ecco perché parlo di vivere come fedeltà alla vita.

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Apologia – VII Capitolo

Ciao Gregorio,

parliamo sinceramente: il mio problema è l’eccessivo bisogno di controllare tutto quel che mi accade e d’intorni, con il radar telepatico sempre acceso pronto a interpretare tutti i segni, astrali o animali che siano. Quando mi metti le mani sulla testa o prendi il mio braccio per muoverlo, io penso: “Lucia lasciati andare, ti muove lui, non frenare il movimento irrigidendoti”. Baccalà che non sono altro, mi faccio male ma non mi affido agli altri. Potrei vantarmi di non essere una bambola cui far girar la testa, niente burattino da buttare nel fuoco o plastichina da modellare. Tutte chiacchiere: tiro le rendine anche senza cavallo e carro.

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Illuninata (VI capitolo Eserciziario)

Gregorio viva, viva la luce del sole! Nulla mi anima maggiormente della luce dorata e splendente di un raggio di sole sul cammino del mio sguardo. Ho letto che fa bene anche ai bambini che nascono itterici. per me è una benedizione. A casa cerco le finestre proprio per incrociare e lasciarmi salutare da quella luce.

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