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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Archive for the 'Racconti' Category (3)

Leggere una storia

Questa storia era già iniziata quando ho scoperto di essere uno dei personaggi che le stavano dando corpo reale. Realtà e fantasia, uomo e personaggio… nel racconto di carta non ci sono distinguo ma un unico spirito  che anima la realizzazione d’una intuizione, qualunque cosa essa sia. Stavo nuotando fra libri trovati, regalati, comprati e sparsi disordinatamente su tavolo, sedie e scaffali della libreria.  Nel silenzio soffocante mi sono accorta di un bisbiglio quasi accennato. Proveniva da due libri disposti uno su l’altro ma con gli angoli molto sporgenti, come se volessero andare in direzioni opposte. Intanto stavano fermi in punta alla sedia e se la prendevano comoda  riempiendo lo spazio col loro brusio da amanti segreti capitati casualmente vicini, infischiandosene della mia presenza. 
Conoscevo il loro linguaggio lei avevo messi sulla sedia dopo averli letti, con la loro stessa indifferenza mi avvicinai per carpirne il segreto. Il motivo di tanta audacia era il titolo di un volume non ancora aperto sul tavolo dalla copertina poco invitante, un romanzo piuttosto voluminoso ma non bellicoso, stampato con caratteri grandi da una caa editrice piccola. Il tomo non mi guardava neppure, aspettava che lo prendessi fra le mani e stava lì, tranquillo senza sgomitare, come un ragno aspetta che la mosca rimanga imbrigliata nella sua rete. C’è un ordine di arrivo delle letture e bisogna rispettarlo, così come bisogna impegnarsi a leggere fino all’ultima pagina con le antenne tese per recepire ogni segno sul foglio ma quando la tempesta irrompe nella stanza spazza via tutti gli orpelli superflui e l’unica maniera per uscirne indenni è assecondare la sua volontà e leggere l’unico superstite alla sua furia, l’unico racconto di cui si ode ancora la voce. Il ragno era rimasto nell’ombra e non immaginavo che sapesse ridere, lo imparai nell’aprire lo scrigno di parole in bella vista sul tavolo. Il contenuto era talmente avvincente da non permettermi di lasciarlo incustodito fuori dal mio cuore, né potetti chiuderlo col buio della notte sopraggiunta alle nostre spalle. I personaggi non mi somigliavano fin quando scoprii che avevano maschere e parrucche come attori sulla scena teatrale ma sotto c’erano voci a me familiari. Una aveva un timbro antipatico, sembrava registrata su un messaggio telefonico, che odio la mia voce registrata. La mia voce? Dunque il bisbiglio degli amanti era dovuto a me, personaggio fuori dal suo libro. Che ci facevo là fuori? Avevo dimenticato il mio cielo come un’anima che si rincarna? Forse, oppure non era quella la mia storia ma soltanto una storia per me. La storia che sto scrivendo è la mia storia e quanto io sia personaggio o autore, io non lo so. Io scrivo, intanto scrivo e magari qualcun altro scoprirà il suo personaggio imbrigliato fra le mie righe e vorrà portarlo fuori in una storia infinita.
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Come nel ventre di una madre. Recensione

Il libro si apre con un prologo, si abbassano le luci e arriva sulla ribalta scenica la voce di Nora, la protagonista: “Gradualmente le tenebre si diradarono cedendo spazio a una luce dorata e morbida che mi avvolse completamente, facendomi sentire sicura e protetta come nel grembo di una madre.

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2045, le avventure di Mimino

Nell’anno astrale 2045 Siderlandia festeggia la sua raggiunta posizione di “Società di fratellanza” dove i suoi cittadini sono tutti ugualmente disperati perché manca il lavoro, il pane, manca aria da respirare, la dignità di resistere alla disperazione violenta e manca pure la salute per scappare lontano. In quello che sarebbe stato “il giardino delle delizie” se Bosch avesse cercato una location per il suo trittico.

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La fabella delirante

Cari lettori c’è speranza per l’Umanità, nulla è perduto, come insegna la “fabella”. Si tratta di un osso del ginocchio quasi scomparso nell’uomo fino al 1800 d. C., dal secolo scorso si è registrato un aumento di presenze, gli uomini stanno ritrovando la fabella!

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Odisseo internauta

Odisseo naviga davanti allo schermo del computer mentre squilla il telefono. Il figlio Telemaco lo cerca allarmato dalla notizia che il padre è stato messo in pensione anticipata perché non aggiornato sulle nuove possibilità che la tecnologia e internet offrono. Telemaco lo cerca al fisso di casa, poi al mobile che il padre tiene sempre acceso e carico, infine teme sia successo qualcosa fra suicidio e distrazione. Odisseo vuole aggiornarsi subito per dimostrare di essere ancora utile, se non indispensabile, in ufficio. Odisseo sa che entro 10 ore sarà pubblicato l’annuncio per trovare il suo sostituto per cui inizia subito a “smanettare” accedendo alla posta elettronica che non usa e che è piena di avvisi dalla sua azienda alla banca.

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Disorso sulla schiavitù volontaria. De La Boetie, 1576

Si racconta che i pirati della Cilicia si raccolsero una volta in così gran numero che si rese necessario mandare contro di loro Pompeo il grande; non solo, ma riuscirono perfino a trascinare nella loro alleanza molte città tra le più belle e popolose; nei loro porti trovavano rifugio dopo le varie scorribande e come ricompensa vi lasciavano una parte del bottino che quelle città si erano impegnate a custodire.

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Gli incontri di una lumaca avventurosa

I grandi poeti non hanno bisogno di motivi per essere letti. Un lettore apre un libro quando ha voglia di leggere, di uscire dal proprio mondo… ma i grandi autori vanno letti per sentire cosa hanno da dire qualunque sia l’argomento di cui scrivono. Certamente non tutti sono grandi, anzi bisognerebbe capire bene chi lo sia e secondo chi e quando. Allora dirò che da quando ho letto diverse poesie di Garcia Lorca, l’ho collocato tra i grandi, grandissimi del mio cielo personale. Da allora quando mi capita sotto gli occhi qualcosa scritta da lui, la leggo, voglia o non voglia è un “imperativo categorico”.

Naturalmente ci sono versi che mi colpiscono più di altri, atmosfere che mi coinvolgono maggiormente e situazioni che capisco meglio di altre. Ci sono anche canti che mi commuovono senza avere rapporti diretti con me e altri che sembrano parlare di me senza saperlo. Di seguito vi propongo un poema,uno scritto lungo per noi gente distratta del 2019, anche questo ha a che fare con “Gli incontri di una lumaca avventurosa”. (di Garcia Lorca).

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Detective smarriti

Il bello della letteratura è incontrare mondi sconosciuti che nemmeno avresti cercato e tuffartici dentro affascinato dal loro richiamo. Mi spiego meglio: qualche mese fa ho letto un parere interessante su un libro di Roberto Bolano, ho comprato il libro ma nel leggerlo ho capito che non era per me, almeno in quel momento. Dopo qualche settimana, sfogliando una raccolta di poesie di autori vari, mi è caduto l’occhio sul nome di Bolano. Mi sono detta “Sarà come per il romanzo?” scettica ho letto la poesia e poi altre dello stesso autore. L’ho appuntata e, ora, vorrei proporvela sperando che confermi anche in voi, la voglia di non fermarvi mai di leggere, anche quel che non conosciamo o non ci convince può aprirci un pezzo di cielo personale…

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Indelebile. La poesia dentro di noi

Ho letto e riletto questa raccolta di poesie con piacere sempre più forte e pieno perché: inizialmente, si sfiora la poesia, poi si viene abbracciati da un onda di amore e ci si scopre a respirare vita attraverso la voce dell’autrice. Ogni verso l’ho dovuto leggere almeno due volte, per essere sicura di non averlo scritto io, per essere sicura di essere completamente estranea a questo inchiostro che penetra nell’anima e, quasi, sostituisce il sangue. “E poi chiudi gli occhi/ e lo senti,/ quell’urlo muto/ Ti attraversa/ ti percuote, ti stordisce, ti avvilisce/ E poi, giuri a te stesso/ che/ lo raggiungerai quel sogno…”

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Sabato è domani (Postilla all’Eserciziario)

Abbiamo oltrepassato il limite, Agosto e le pause di riflessione sono finite. Settembre è un mese fondamentale, per me. Finisce l’estate intesa come vacanza al mare, inizia il ritorno alle abitudini e ai doveri, all’alienazione della quotidianità, festeggio il mio compleanno col resoconto che si tira dietro, partono gli amici, le giornate iniziano ad accorciarsi visibilmmente e tutto assume una luce melanconica da canzone destinata all’oblio.

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