Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

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Canto inatteso

Un riverbero di luce
accarezza la foglia di una pianta sul balcone.
Dal vegetale rimbalza contro la pietra del pavimento
e quasi si alza eretto sul muro attiguo.
Un’ eco felice che
entra in casa
e richiama l’occhio
senza presentarsi o bussare.

Nella stanza incontra la concorrenza di altre ombre
con cui gioca
sovrapponendosi,
disegnando un fiore dai petali tutti diversi
nella forma e nell’intensità di vivacità.
Intravedo una danza di corpuscoli
confusi e distratti
salgono, scompaiono, tornano
forse cantano e antenne sensibili di farfalle delicate
intercettano la loro melodia.
Dalle fonti artificiali
compro luce piatta ed uniforme
che non incanta la mia attenzione
con melodie magiche e vive.

Oltre il silenzio

Oltre il silenzio

Le domande esplodono nel silenzio
diventano sospetti
accuse
condanne.
Non so chi parla:
il cuore, la ragione, l’istinto…
ascolto ma non vorrei credere
a quei sussurri gridati
con echi assordanti e schiaccianti

Non posso sopportare questo tormento
a cui mi costringi
con i tuoi segreti.

Continuerai, sempre, a nascondermi i tuoi problemi
sei fatto così
io capisco e concilio
e mi consumo sotto la cenere del rancore.

Null’altro hai da offrirmi?
Null’altro pretendo da te,
ma oltre te ci sono io.

Nulla da dirti

Nulla, non ho più nulla da dirti.

Ieri ti avrei preso a morsi
per rabbia,
avresti dovuto ascoltarmi
in mezzo al furore
avrei capito che ci sei
ma,
tu non ci sei… per me.

Il sonno di questa notte
stranamente
non è stato popolato da incubi,
nemmeno sogni
come me questa mattina.

Nulla, non ho nulla da dirti,

Il cielo è celeste,
la temperatura mite,
mangerò qualcosa di leggero a pranzo
e poi andrò a prendere un gelato
dolce con la panna montata.
Non ho tempo per pensare a qualcosa da dirti.

Come se avessi pianto,
mi sento vuota
e debole
e leggera
perfino assente…
come alla fine di un combattimento,

nulla, non ho più nulla da dirti.

La parola… possibile

Mi dibatto e stringo
il nodo che mi stringe.
Ferma e zitta sarei come morta
ma così finisco per uccidermi da sola.

Ho sempre immaginato la mia scrivania
ma forse sono io il risultato
essa è illuminata da una lampada
e circondata dal buio
un buio che contende spazio e potere
alla lampada

e la vita diventa solo un’immagine sterile
come un dipinto da appendere al muro
e da dimenticare.
Magari riuscissi a dimenticarmi di me.

Vedermi dal di fuori
senza cercare sempre dentro
i motivi del mio dolore.
Ma c’è sempre quella scrivania
che scrive sulle mie aspirazioni la parola:
INUTILE
devo tornare a scrivere su lei la mia parola:
POSSIBILE.

Brezza marina

Guardo l’orizzonte
senza occhiali tutto è perfetto
immenso, senza confini, limiti delineati
nessuna fine se non
la luce del giorno.

Un silenzio solenne
che lascia intatta
l’aspettativa
il desiderio mio intimo
riflesso nel panorama.

Sono indecisa
indugiare in quella contemplazione
o scontrarmi con la realtà di ombre proiettate su strade disastrate
e piene di buche dove
si raccolgono acque piovane e zanzare?

Allora del tramonto
mi lascio accarezzare dalla brezza marina
che passa leggera anche sul’asfalto di quelle strade
mentre la notte ne copre i fossi
per fare inciampare chi non vuole vederli.

Fissare lo sguardo a terra
per evitaare le cadute
serve solo a camminare su quattro zampe come animali
ma, non sono angeli
quelli che alzano il naso sempre all’in su.

Vorrei fuggire col vento
scoprire nuovi mari
in cui tuffarmi per uscirne
più fresca e pronta
per svolazzare ancora.

Sottosopra

Nell’incoscienza del sonno
ho gridato
tanto forte da svegliarmi

come una eruzione spontanea
ribolliva
nel profondo silenzio dei miei giorni.

Tutto al contrario
io… forse, sono al contrario
e vivo al contrario

Charles Baudelaire

XXXIX
Dalla raccolta I FIORI DEL MALE di Baudelaire
Ti dono questi versi e se il mio nome,
vascello favorito da un grande aquilone,
approderà felicemente in epoche future
e farà sognare a sera i cervelli umani,

il ricordo di te, simile a incerte favole,
stanchi il lettore come un timpano
e resti appesa alle mie rime alterecon un fraterno e mistico anello di catena,

essere maledetto, a cui nulla risponde,
oltre me, dal profondo abisso al vertice del cielo!
Tu, ombra dalla traccia effimera! Tu che calpesti
con piede lieve e serena nello sguardo
gli stupidi mortali che amara ti ritennero!
Statua dagli occhi neri! Grande angelo dalla bronzea fronte!

Disco solare

Nella tarda ora di un pomeriggio estivo
uscendo dal mare
arriva un brivido freddo al contatto
con l’aria e con la sabbia asciutta.

La sensazione è quasi di fastidio
quasi fosse difficile scegliere
se restare ad asciugarsi
oppure
tornare ad immergersi completamente.

Nel frattempo la luce è dolce
accarezza teneramente lo sguardo.
Non è invadente
come un caldo abbraccio
ma neppure indifferente
come la voce della Luna.

Il Sole arriva a colorarsi d’arancione
ad ardere in un rosso fuoco che lo consuma
fino a sparire
portandosi dietro il desiderio di tornare
a casa.

La frustrata

Nel silenzio di un giorno scontato
arriva, di colpo, un abbraccio
una morsa stretta ed inopportuna
forte nei muscoli e nei nervi
calda come presa da febbre.

Mi contagia
inizio a bruciare anch’io
perdendo coscienza di tutto il resto
confusa
nel rumore dei miei stessi gemiti.

Vinta da tanta furia
mi vergogno, come fosse colpa mia
non poter ricambiare tanta violenza;
le frustate ammaestrano i leoni
i tuoi abbracci m’insegnano ad odiarti.

Vertigine d’amore

Uscendo da casa
un raggio di sole
si è avvicinato
e mi ha accarezzato il viso.

Il circuito delle luci consuete
non prevede tanta dolcezza
un colore così bello del cielo
una gioia improvvisa
dopo la notte insonne, passata
fra pensieri di te da una parte
e di me, chissà dove.

La solitudine si dissolve
in un abbraccio di sole
in fondo, lo so bene
di essere fatta per cantare di giorno
e tacere nel buio

Un colpo di vento mi raggela il naso
da sternutire ma non piangere,
allora forse
ti ho già dimenticato
come volevi tu.

Stanotte mi sembrava di cadere dal letto
mentre immaginavo le tue labbra
impegnate in un bacio che non conoscerò mai.
Giusto una vertigine
io sono sempre qui a terra

il mio amore è come la carezza delicata
del sole
una illusione che scioglie le ali
meglio navigare in acque sconosciute
imprevedibili
lì sarò sorretta dal mio peso
e dal mio desiderio d’amarti.