Archive for the 'Poesie' Category (19)
ESTATE INDIMENTICABILE
IL MARE è PIATTO QUANDO IL CALDO è AFOSO
FERMO DIVENTA TUTT’UNO COL CIEL
UNA UMIDITà UNIFORME DOVE SI ANNULLANO I DESIDERI
INSIEME ALLA FORZA DI OPPORSI
A TANTO AZZURRO IMMENSO.
L’acqua, però, è cristallina
dipende dal vento, dalle correnti
dalle coordinate e dalla confusione di bagnanti
che alzano la sabbia dal fondale
e portano in superficie la voce di risa dimenticate.
SULLA SPIAGGIA QUALCUNO SI MUOVE
CON UN TUFFO SCOMPIGLIA
LA MONOTONIA PERFETTA DEL QUADRO CONOSCIUTO,
DI CORSA IN ACQUA
PER DARE REFRIGERIO AI PIEDI SCOTTATI SULLA SABBIA
ED è UN GIOCO DI SCHIZZI E SCHIUMA
RIFLESSI SCINTILLANTI DI ORE FELICI
CHE INONDANO ANCHE GL’ALTRI BAGNANTI.
Canto inatteso
Un riverbero di luce
accarezza la foglia di una pianta sul balcone.
Dal vegetale rimbalza contro la pietra del pavimento
e quasi si alza eretto sul muro attiguo.
Un’ eco felice che
entra in casa
e richiama l’occhio
senza presentarsi o bussare.
Nella stanza incontra la concorrenza di altre ombre
con cui gioca
sovrapponendosi,
disegnando un fiore dai petali tutti diversi
nella forma e nell’intensità di vivacità.
Intravedo una danza di corpuscoli
confusi e distratti
salgono, scompaiono, tornano
forse cantano e antenne sensibili di farfalle delicate
intercettano la loro melodia.
Dalle fonti artificiali
compro luce piatta ed uniforme
che non incanta la mia attenzione
con melodie magiche e vive.
Vita nell’isola
A mezz’ora di mare
dal ponte di città
lì è l’isola.
Una landa di terra invitante
con alberi,
ombra
e cicale.
D’estate, la calda estate del sud,
si riempie di turisti,
bagnanti locali che vengono
solamente
per le vacanze balneari.
Non c’è acqua dolce qui,
le piante e gli insetti
si nutrono di pioggia e di umidità.
Eppure il verde è vivace
e le cicale rumorose
come i bambini che corrono
liberi
sulla lunga spiaggia.
Se dovessi dare il mio nome a qualcosa,
direi che l’isola mi rassomiglia
accogliente nelle intenzioni,
assetata nelle membra che
si tuffano in mare
cercando l’anima
che dia senso alla vita.
Oltre il silenzio
Oltre il silenzio
Le domande esplodono nel silenzio
diventano sospetti
accuse
condanne.
Non so chi parla:
il cuore, la ragione, l’istinto…
ascolto ma non vorrei credere
a quei sussurri gridati
con echi assordanti e schiaccianti
Non posso sopportare questo tormento
a cui mi costringi
con i tuoi segreti.
Continuerai, sempre, a nascondermi i tuoi problemi
sei fatto così
io capisco e concilio
e mi consumo sotto la cenere del rancore.
Null’altro hai da offrirmi?
Null’altro pretendo da te,
ma oltre te ci sono io.
Nulla da dirti
Nulla, non ho più nulla da dirti.
Ieri ti avrei preso a morsi
per rabbia,
avresti dovuto ascoltarmi
in mezzo al furore
avrei capito che ci sei
ma,
tu non ci sei… per me.
Il sonno di questa notte
stranamente
non è stato popolato da incubi,
nemmeno sogni
come me questa mattina.
Nulla, non ho nulla da dirti,
Il cielo è celeste,
la temperatura mite,
mangerò qualcosa di leggero a pranzo
e poi andrò a prendere un gelato
dolce con la panna montata.
Non ho tempo per pensare a qualcosa da dirti.
Come se avessi pianto,
mi sento vuota
e debole
e leggera
perfino assente…
come alla fine di un combattimento,
nulla, non ho più nulla da dirti.
La parola… possibile
Mi dibatto e stringo
il nodo che mi stringe.
Ferma e zitta sarei come morta
ma così finisco per uccidermi da sola.
Ho sempre immaginato la mia scrivania
ma forse sono io il risultato
essa è illuminata da una lampada
e circondata dal buio
un buio che contende spazio e potere
alla lampada
e la vita diventa solo un’immagine sterile
come un dipinto da appendere al muro
e da dimenticare.
Magari riuscissi a dimenticarmi di me.
Vedermi dal di fuori
senza cercare sempre dentro
i motivi del mio dolore.
Ma c’è sempre quella scrivania
che scrive sulle mie aspirazioni la parola:
INUTILE
devo tornare a scrivere su lei la mia parola:
POSSIBILE.
Brezza marina
Guardo l’orizzonte
senza occhiali tutto è perfetto
immenso, senza confini, limiti delineati
nessuna fine se non
la luce del giorno.
Un silenzio solenne
che lascia intatta
l’aspettativa
il desiderio mio intimo
riflesso nel panorama.
Sono indecisa
indugiare in quella contemplazione
o scontrarmi con la realtà di ombre proiettate su strade disastrate
e piene di buche dove
si raccolgono acque piovane e zanzare?
Allora del tramonto
mi lascio accarezzare dalla brezza marina
che passa leggera anche sul’asfalto di quelle strade
mentre la notte ne copre i fossi
per fare inciampare chi non vuole vederli.
Fissare lo sguardo a terra
per evitaare le cadute
serve solo a camminare su quattro zampe come animali
ma, non sono angeli
quelli che alzano il naso sempre all’in su.
Vorrei fuggire col vento
scoprire nuovi mari
in cui tuffarmi per uscirne
più fresca e pronta
per svolazzare ancora.
Sottosopra
Nell’incoscienza del sonno
ho gridato
tanto forte da svegliarmi
come una eruzione spontanea
ribolliva
nel profondo silenzio dei miei giorni.
Tutto al contrario
io… forse, sono al contrario
e vivo al contrario
Charles Baudelaire
XXXIX
Dalla raccolta I FIORI DEL MALE di Baudelaire
Ti dono questi versi e se il mio nome,
vascello favorito da un grande aquilone,
approderà felicemente in epoche future
e farà sognare a sera i cervelli umani,
il ricordo di te, simile a incerte favole,
stanchi il lettore come un timpano
e resti appesa alle mie rime alterecon un fraterno e mistico anello di catena,
essere maledetto, a cui nulla risponde,
oltre me, dal profondo abisso al vertice del cielo!
Tu, ombra dalla traccia effimera! Tu che calpesti
con piede lieve e serena nello sguardo
gli stupidi mortali che amara ti ritennero!
Statua dagli occhi neri! Grande angelo dalla bronzea fronte!
