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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Archive for the 'Riflessioni' Category (1022)

Il grande spirito. Un sogno sul grande schermo

Ho letto che la settima arte (il cinema) si sia materializzata quasi simultaneamente all’interpretazione dei sogni e la psicanalisi del dott. Freud. Intorno alla fine del XIX secolo, l’inconscio ha iniziato a precedere e guidare, in maniera ufficiale, la parte conscia dell’uomo. Per togliere polvere e muffa da queste affermazioni seriose vi racconto cosa mi è successo qualche giorno fa quando sul grande schermo ho visto “Il grande spirito” di e con Sergio Rubini, Rocco Papaleo e, tra gli altri, Bianca Guaccero.

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Cantiamo

“Let it roll, baby, roll” in Roadhouse targato Doors… questo ci vuole e non perché finisce Carnevale, finisce la Civiltà e finiamo tutti al rogo infilzati in uno spiedo che era addolcito dal ghiaccio che abbiamo leccato via … Roll, rock and roll baby mentre Trump reclama il Nobel per aver mandato a morire pace e solidarietà in ghetti per messicani poveri e terroristi evirati di ogni forza e sicurezza. “People are strange when you are stranger” (eterni Doors)

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Principessa

Oggi è la festa degli innamorati. Mai festeggiata. Però capitano nella vita combinazioni, situazioni, emozioni strane quanto inaspettate. In una mattina piena di sole e gonfia di vento freddo come questa non avrei mai pensato a feste, festini, puttini e nemmeno ai cioccolatini considerando che ho iniziato la dieta, per cui evito pensieri dolci e tentazioni allettanti. Sul telefono arriva un messaggio di mia cugina, un link, una canzone di un ragazzo che mi ha presentato, amico della figlia più grande. Che bello, potrebbe essere l’amico di mia figlia.

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Virginia, diglielo tu ai saputoni!

Adoro i libri che si trasformano in sorgente appena li leggi. Una fonte di acqua fresca che ristora ogni sete, sopratutto quella insospettatamente nascosta. Quando penso al libro, penso a quello cartaceo dove occhi, pensieri e respiro si ritrovano uniti a seguire la storia lungo le righe di una pagina. Così, quando mi hanno regalato un audiolibro di Virginia Woolf sono rimasta interdetta con un sorriso omologato con carta e fiocco formato regalo ma non abbastanza radioso considerando l’opera e l’autrice.

Ho seguito qualche puntata di “Ad alta voce” un programma radiofonico dove romanzi e poesie di autori eccellenti vengono letti come negli audiolibri appunto. Ho sempre dedotto che non fa per me, diversa è la concentrazione perché con l’orecchio ascolto ma con l’occhio seguo la luce del tramonto spegnersi all’orizzonte e, soprattutto, la voce che legge non è la mia. Infatti anche quando seguo in silenzio le parole sul formato cartaceo, io sento una mia voce e con quella partecipo alla scena sostituendomi, inconsapevolmente, all’autore, divenendo l’unica proprietaria della storia almeno nell’attimo in cui l’assimilo. Il testo però merita una cascata di elogi, si tratta di un saggio-romanzo “Una stanza tutta per sé”, un testo nato dopo gli interventi della Woolf a due convegni sul tema donne e letteratura (sto semplificando per procedere con velocità). Tantissime sono le informazioni e le riflessioni dirette e indirette legate allo studio dell’autrice, in particolare uno mi porta su altri sentieri: l’entusiasmo spento dalle difficoltà e tramutato in rabbia dai troppi attacchi subiti da una persona… Naturalmente lei parla di Judith, la sorella fittizia di Shakespeare ma io penso a quelli a cui la vita riserva più agi che amarezze che mi guardano come una pessimista pigra poco propensa alle sfide dell’avvenire e gli rispondo con la voce presunta della scrittrice “certo che stando perennemente sulla difensiva non sei aperto alle sfide, ogni sfida è un attacco di rabbia che logora le forze fino a esaurisce loro e i nervi” (non sono parole testuali ma io ho sentito una voce non ho mica sottolineato una riga).

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Ci salveremo soltanto insieme

Toccare una tragedia con i propri occhi è un’esperienza travolgente che rimane tatuata sull’anima. Ho visto sopravvissuti con tatuato il numero di matricola di un campo di concentramento nazista, li ho visti in corteo durante una manifestazione del 1994, a Milano. Che anno quello, il mio anno horribilis. Mentre si svolgeva la mia tragedia personale m’imbattei nel più bel sorriso che abbia mai visto, un sorriso che esplode dentro, fuori e tutt’intorno.

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Riflessione rimpianta

Penso spesso che avrei voluto saper disegnare e dipingere.
Non parlo di tecnica ma di talento istintivo. La grossa differenza, per me, fra un quadro e un libro consiste nello sguardo d’insieme: immediato nel primo e costruito fino all’ultima parola nel secondo. Intendo dire che il quadro lo guardi subito tutto e poi ne studi i contorni, i dettagli, i colori e la luce mentre il libro ha altri tempi e dai dettagli ricostruisci l’intera opera cosicché ti fermi (mi fermo) prima sui vocaboli, sulle sfumature e poi gusto il significato dell’opera intera che potrebbe essere meno interessante di alcuni dei suoi particolari. La pittura ha tempi w modi diversi, c’è un gioco di squadra che amalgama le componenti interne e poi ne svela i respiri. Read More…

Se ci sei batti un tasto

Oggi è il compleanno d mia nonna. ”Le hai preparato una torta, fatto un regalo, pensato ad una sorpresa che le possa fare piacere?” Avrei voluto rispondere ad una di queste domande ma nonna è morta da qualche anno e ora le domande più glamour sono: “L’hai iscritta su elysway.com, hai postato video e foto della nonna a cui accedere con lo smartphone passando vicino alla sua tomba con QR-Code? Hai fatto il funerale in streaming così da poterlo vedere in mondo visione?”
No, non ho predisposto nemmeno un chatbot con i suoi dati, così parlo direttamente con i ricordi che ho di lei. Non era tipo da facebook da viva e quindi dubito vorrebbe un profilo su Elysway.com da morta. Read More…

Auguri all’Umanità intera


Il 4 settembre sarebbe stato il compleanno di Ivan Illich, filosofo e sociologo d’immensa cultura SENZA CONFINI TERRITORIALI. Sono orgogliosa di condividere la data del compleanno (giorno e mese) con una mente libera che ha spaziato fra argomenti vari e continenti geografici diversi. Un pensiero libero che esaltava la convivialità e richiamava l’uomo alla coscienza dei propri limiti sottolineando che l’uomo si definisce nei rapporti sociali con i suoi simili e col rispetto della Natura.
Vorrei condividere questa festa con tutti, per festeggiare tutti i compleanni dell’anno e con loro l’umanità che nasce e si rigenera nonostante gli intoppi dovuti a individui meschini. Quando è nata l’umanità? Ci sono giornate mondiali per tutto… Il 4 settembre è la giornata mondiale dell’Umanità che nasce, hip-hip urrà. Read More…

Fatti non foste per viver come…

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Quando il mare non è troppo agitato offre delle sensazioni uniche a chi s’immerge in esso. Ti accarezza, ti sostiene comunicandoti serenità. Il primo impatto è quello di rottura con la quotidianità terrestre. Rottura che è traumatica solo in proporzione al nervosismo e all’elettricità che ti porti addosso. Quando entri completamente in sintonia con “lo stato marino” e t’immergi con tutta la testa nella dolce freschezza delle sue acque, allora scopri che il respiro è superfluo perché quella pace e quella bellezza entrano dentro di te al contatto con la pelle. L’ossigeno passa per osmosi ma fino a un certo punto perché l’uomo non si adatta a tutta quella meraviglia. Inutile, provare a saziarsi di pace e bellezza, dobbiamo tirar su la testa e riprendere contatto con la nostra terrestrità. Però mi piacerebbe essere un pesce, uno di quelli piccoli e veloci che arrivano fino in riva a mordicchiare i piedi dei bagnanti. Ma se non è l’ossigeno è il freddo; insomma “Nati non foste per vivere come…” pesci, concludendo con la battuta finale di “A qualcuno piace caldo”: “Nessuno è perfetto”.

Il sindaco di San Francisco sconvolge Trump


“Insomma, chi diavolo scrive queste notizie sul SAN FRANCISCO CHRONICLE, è un giornale cinese?” – “No, presidente Trump, trattandosi di California, forse, ci sono infiltrati del cartello della droga messicani. Ma cosa c’è scritto?” – “Osano scrivere che a San Francisco, come sindaco, è stata eletta una donna afroamericana, una ballerina povera. Non si può nemmeno sentire.” – “Ah sì, London Breed che è stata la direttrice esecutiva Dell’African American art & culture complex e molti dicono abbia ridato energia e vita al centro culturale con una galleria d’arte, corsi di danza, uno studio di registrazione spettacoli dal vivo e assistenti sociali per i ragazzi in difficoltà. Poi è diventata presidente dei super-visori della città e alla morte improvvisa del sindaco ha saputo reggere l’amministrazione comunale.” Read More…