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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

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Conversazione con Cosimo Argentina sul suo striptease letterario

Cosimo Argentina dal 16 ottobre terrà un corso di scrittura creativa presso la libreria “ Al Sette“. Un’occasione appetitosa per parlare di letteratura, scrittura e lettura dal “di dentro” con una delle voci più autentiche ed interessanti nel panorama italiano contemporaneo. Al suo attivo ha 14 romanzi tre cui:Cuore di cuoio, Maschio Adulto e solitario, Vicolo dell’acciaio, Beata ignoranza, L’umano sistema fognario e il più recente Kiruna Requiem per un detective.

d. Secondo lei che si è sempre definito narratore e non scrittore, cos’è la scrittura creativa? Anzi lo striptease letterario che dà il titolo al corso?

r. È un nome come un altro. Uno slogan. Bisogna sintetizzare e io lo faccio e quindi sarà un modo come un altro per definire il tentativo di scrivere storie: brevi, lunghe, di genere, non di genere. Lo strip invece è un modo divertente per dire che parleremo di questo e di quello cercando di mettere a nudo le varie differenze tra un genere letterario e l’altro.

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Un altro mondo è possibile

Il 24 Settembre 2019 verrà ricordato come “il giorno dell’occhiataccia”.La reazione spontanea di Greta Thunberg nel vedere Donald Trump al palazzo di vetro dell’ONU a New York per la conferenza sul clima. Mister President si è presentato a sorpresa, proprio lui che nega il riscaldamento globale causato dalle emissioni di anidride carbonica. Molti di noi vorrebbero dare a Trump un’occhiataccia e non soltanto per una questione “ecologica” ma quella dell’adolescente norvegese ha fatto il giro del web accompagnata da facile ironia pro e contro lei e le sue istanze.

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Ezio Varallo e le impronte sulla sabbia

Qualche anno fa, nel terreno prospiciente allo stabilimento balneare che frequento, vidi uno scheletro umano usurato dal tempo e lasciato nella fossa dove era stato rinvenuto. Mi dissero che probabilmente fosse stato un contadino seppellito lì, un bracciante il cui corpo non interessava a nessuno, una fossa anonima senza altri elementi che quelle ossa. Doveva essere vissuto secoli fa, infatti le ossa erano talmente consumate da sembrare più impronte del terreno che veri e propri corpi materiali. Riguardando le foto di quel ricordo mi è sembrato di sentire la voce dentro quelle ossa che gridava rauca: “Dacci un nome, qualcuno dovrebbe ricordarsi della nostra storia, che senso ha la vita se viene cancellata così totalmente dalla faccia della terra?”

La mia seduta spiritica è stata interrotta dalla telefonata di mio cugino, mi ha proposto di acchiappare un altro fantasma, uno che mi assomiglia maggiormente, per questo ne voglio parlare pur non avendolo “acchiappato”.

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Segnali di fumo

Quest’inverno sono stati pubblicati due libri dal titolo: “Le parole sono importanti”. Mi addolora pensare che questi libri li abbiano letti coloro che già attribuiscono alle parole un peso specifico. La situazione è facilmente tracciabile, oltre ai dati preoccupanti su lettura e comprensione da parte di alunni e studenti, c’è il passaggio da social media come Twitter (che prevede l’uso quasi esclusivo delle parole) a Facebook (che facilita il mix di parole-immagini e video) ad Instagram (che privilegia l’uso di foto e video alle vecchie parole alfabetiche).

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Il sogno italiano nel cinema

Al cinema ho visto il film “Martin Eden”, libera trasposizione che il regista Pietro Marcello compie del romanzo omonimo scritto da Jack London. Di seguito, vi propongo la mia libera trasposizione del film… Un bastimento carico di spezie giunge nel porto di Napoli. I marinai escono alla spicciola con un sacco sulle spalle e la camicia logora, tra questi c’è Martin Eden che dopo un istante d’esitazione si precipita sulla banchisa scaraventando a terra il suo sacco mezzo vuoto. Un gruppo di scugnizzi sta tirando per la giacchetta un giovane dall’aspetto pulito, troppo pulito per essere della zona.

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Pirati ad Alcatraz

La realtà supera la fantasia, sempre. Le parole della realtà però sono nude e riproducono immagini crude, così meglio sfumarle con la fantasia…

Il vascello dei pirati solca mari tempestosi oppure silenziose maree notturne su cui veglia la Luna piena presagio di sventura e malasorte in agguato.

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Gemelli

Gemelli riempiono pagine di storia fra mitologia e realtà. Romolo e Remo a Roma, Apollo e Artemide nell’Olimpo greco…

Gemelli divini e gemelli maledetti che vivono un giorno nell’Ade e il giorno seguente nell’Olimpo come Caspare e Polluce, i gemelli di Sparta, figli di Zeus e Leda, cresciuti dal re spartano Tindaro marito di Leda. I racconti tramandati sono tanti e diversi fra loro, comunque i “Dioscuri” erano protettori dei naviganti e avevano il dono di domare venti e tempeste.

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Il bigliettino della festa

La sorpresa nel tuo sorriso

il regalo nello sguardo scintillante

potessi pensare al Paradiso

direi che tu lo guardi ,almeno un istante

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L’energia inebriante della Rimbambend

Orfeo con la sua lira suona, canta e incanta tutti gli esseri viventi inducendoli a uno stato di benessere al confine col divino. Durante la prima guerra mondiale è stato un fante a incidere sulla trincea: “canta che ti passa” come riportato dall’ufficiale Piero Jahier nella sua raccolta di poesie “Canti del soldato”. Da allora l’epitaffio è divenuto un luogo comune a cui nemmeno Orfeo è riuscito a ridare brillantezza.

La scontatezza e la banalità dei luoghi comuni appannano il valore e la saggezza della verità popolare. Così quando amici mi hanno invitata ad andare con loro a sentire la Rimbambend, non ho chiesto dettagli sulle loro precedenti esibizioni perché il nome è esplicativo ed evocativo quanto basta, e poi mi fido dei miei amici.

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La letteratura e i nuovi orizzonti di Cosimo Kiruna Argentina

Cosimo Argentina non vuole definirsi scrittore. Dice di essere un narratore di storie ma, le sue storie offrono molteplici spunti di riflessione, hanno sapore forte e deciso, così è difficile rinchiuderle nella cornice della storiella raccontata da ingoiare come acqua di fiume. “Saul Kiruna, requiem per un detective” è il nuovo romanzo dell’autore tarantino a cui chiediamo maggiori delucidazioni:

1) Argentina, in questa storia confluiscono tante briciole della nostra realtà: i luoghi come strade e ville perfettamente individuabili sulla cartina, le facce uguali e siliconate dell’umanità di Le Havre, i riti fra l’esoterico e il carnevalesco dove si confondono mafie e potere, l’inquinamento nel cielo dove si rincorrono fiamme e gas, dunque è una specie di denuncia sociale?

Il narratore scrive una storia e cerca di dare coerenza a ciò che vuole raccontare. Realtà e immaginazione si fondono attraverso un meccanismo che è difficile da decodificare, ma esiste un remoto luogo del cervello dove dei piccoli nani lavorano incessantemente a cesellare, ripulire, ordinare, creare qualcosa di nuovo utilizzando ciò che hanno a disposizione. In questo caso a disposizione avevano alcuni elementi ovvero un mondo che va sempre più a rotoli, una integrazione che si vuol far passare a colpi di atti legislativi e azioni massmediatiche, ma che cozza contro un’assenza di cultura dell’accoglienza, un’umanità che si ridisegna da sola in nome di non so bene cosa. E allora va bene rifarsi il seno con una sesta misura, rifarsi il naso alla francese, festeggiare feste che non esistono come Halloween eccetera eccetera.

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