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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Archive for the 'articoli' Category (1)

Lunga vita a Plasticaqquà

Ogni volta che passo vicino ai resti delle mura greche, tra via Emilia e corso Italia a Taranto, sospiro vedendo la folta e rigogliosa vegetazione che mi saluta da quella discesa. Lì c’era il quartier generale di “Ammazza che piazza”, sono stati quei ragazzi a piantare tutti quegli alberi e quelle piante e a riempire di colore e di vita quell’angolo che dopo l’entrata di Annibale dalla porta di quel tratto di mura, era rimasto desolato come la Cartagine “delenda” di storica memoria.

Quei ragazzi fecero tanto in termini di pulizia e ristrutturazione delle piazze cittadine ma, a distanza di una manciata di anni, nessuno nemmeno li nomina più. All’incirca nello stesso periodo nacque un altro gruppo di volontari che si davano appuntamento per pulire le spiagge della nostra costa. Notizia numero uno: a distanza di 6-7 anni esistono ancora! Si tratta dei volontari di “Plasticaqquà” nati da un nocciolo di otto tenaci Cittadini che non solo puliscono ciclicamente spiagge e litorali nostrani ma spesso fanno opera di divulgazione andando nelle scuole a spiegare agli studenti quanto sia importante la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti e quanto sia nocivo il loro abbandono nei pressi delle aree marine a scapito dei pesci e quindi di noi stessi.

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Michele Pierri, il chirurgo d’altri tempi

Michele Pierri è stato uno dei migliori chirurgi che abbiano operato a Taranto. Dunque sono emozionata per avere ricevuto dal figlio, Giuseppe Pierri, il testo che riporto di seguito e che lui stesso ha scritto e mi ha incoraggiato a riportare come testimonianza per la memoria degli internauti.

—Non sono molti oggi coloro che a Taranto ricordano Michele Pierri in quello che fu il suo valore professionale di chirurgo, lui che per decenni fu il principale riferimento della chirurgia non solo per la nostra città ma anche per l’intera provincia, almeno nei casi di maggiore rilevanza.

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Appello alle genti del mondo

Uomini e donne del pianeta Terra,

genti di tutte le razze e di tutte le fedi: religiose, razionalistiche, animistiche, animalisti… tutti. In questi mesi di contagio e paura, abbiamo visto e toccato le ferite aperte sul corpo del pianeta terrestre. Abbiamo visto schiarirsi i cieli resi più respirabili, abbiamo udito gli animali tornare sulle nostre strade pesci venire a giocare a riva… segno che non lo facevano perché non potevano farlo. Ma ci sono e ci vengono volentieri incontro.

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Illuminismo. Intervista ad Antonio Gurrado

Chiaro, conciso e diretto. Antonio Gurrado nelle sue lezioni come negli articoli e nella rubrica “Bandiera bianca” che cura quotidianamente per il “Foglio”, spiega la realtà e la filosofia con uno stile deciso ed una proprietà di pensiero che colpisce e attrae gli interlocutori qualunque sia la loro capacità d’apprendimento. Il prof. Gurrado è studioso appassionato della filosofia illuminista, ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Scuola di Alti Studi della Fondazione San Carlo di Modena , ha continuato le sue ricerche sull’Illuminismo presso le facoltà di Napoli ed Oxford, vive a Milano. Catturata dalle lezioni che ha messo a disposizione di tutti on-line, interagisco con lui e vi riporto la breve intervista realizzata, rigorosamente a distanza, tramite mail:

1) Prof. Gurrado. Cosa intendiamo oggi per Illuminismo? È lo stesso concetto che avevano gli illuministi di sé stessi oppure il tempo ha cambiato le caratteristiche e gli appartenenti all’Illuminismo?

No, su questo sono drastico. Sono uno storico della filosofia, quindi la mia convinzione cardine è che le correnti filosofiche possano essere comprese solo all’interno del loro specifico contesto storico; a maggior ragione, è impossibile che esistano al di fuori delle condizioni materiali – politiche, economiche, religiose – in cui sono fiorite.

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La lettura ai tempi del covid-19

Still life stack books with coffee cup and globe.

Leggere aiuta sempre, in questo frangente, aiuta maggiormente.

Bello immaginare la casa dell’italiano medio piena di libri oltre alle provviste alimentari per sopravvivere alla quarantena. Libri letti, libri iniziati e non finiti, libri consumati solo per alcune pagine, libri accatastati per future letture. In una casa così non si è presi mai alla sprovvista, c’è sempre l’imbarazzo della scelta…

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No PANIC, state buoni!

Gente, gente non spaventatevi, stiamo facendo la prova generale. No panico, per favore. Stiamo creando un’emergenza che si diffonda in maniera rapida ed efficace. Non allarmatevi, conservate le energie, vi daremo il segnale chiaro, potente, da assumere a tempo indeterminato ma non ora. Il corona virus è infettivo ma non abbastanza letale.

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Pescado. Il tempo e la vita nel corto di Davide Caracciolo

Da diversi anni, la Puglia è terra di cinema, una terra che stimola sogni e desideri. Questo è accaduto anche al regista e autore di soggetti cinematografici, Davide Caracciolo che fin dall’età di 16 anni scrive e dirige cortometraggi premiati a festival internazionali come “Fuoricampo CinemaGiovane Film Fest” di Roma con la proiezione nella prestigiosa Sala Deluxe alla Casa del Cinema a Villa Borghese.

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Friday for future, e noi ci saremo?

Lunedì 2 dicembre, a Madrid, si è aperta la COP25, la conferenza mondiale sul clima, partecipano al summit le delegazioni di 196 Paesi. Un incontro importante e sopratutto necessario per dare finalmente attuazione agli accordi di Parigi (2015) sulla riduzione delle emissioni inquinanti con particolare attenzione all’eccessivo rilascio di gas serra nell’atmosfera.

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Disorso sulla schiavitù volontaria. De La Boetie, 1576

Si racconta che i pirati della Cilicia si raccolsero una volta in così gran numero che si rese necessario mandare contro di loro Pompeo il grande; non solo, ma riuscirono perfino a trascinare nella loro alleanza molte città tra le più belle e popolose; nei loro porti trovavano rifugio dopo le varie scorribande e come ricompensa vi lasciavano una parte del bottino che quelle città si erano impegnate a custodire.

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Alle origini della solidarietà

Solidarietà è una di quelle bellissime parole che viene praticata quando conviene, quando c’è un debito o è previsto nell’immediato futuro. Chiesta da chi si sente privato di un bene “comunitario” e praticata (nel migliore delle ipotesi) da chi gli è vicino, a stretto contatto e quindi contagiato dalla sua richiesta. Esagero? Troppo cinica, forse, ma il mio ragionamento scaturisce dall’origine stessa della parola: obbligazione in solidum.

La prima apparizione del concetto “solidarietà” si fa risalire al diritto romano, quando un gruppo aveva un debito in comune lo si definiva in solidum. Vale ancora oggi per le piccole società, ma anche per realtà condominiali, nel contratto si decide che i soci (o i condomini) sono sono sempre responsabili in solido nei confronti dei creditori della società e quindi rispondono tutti del debito contratto insieme. Il creditore può addirittura chiedere il pagamento totale a uno di loro e poi questi si rifà sugli altri (se qualcuno non paga le spese condominiali, tutti gli altri pagano per lui o tutti subiscono le conseguenze). Ovvero il fatto di avere un debito in comune è alla base della solidarietà. Si potrebbe dedurne che chi non sia in debito o in credito, non debba necessariamente essere solidale.

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