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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Archive for the 'articoli' Category (1)

Friday for future, e noi ci saremo?

Lunedì 2 dicembre, a Madrid, si è aperta la COP25, la conferenza mondiale sul clima, partecipano al summit le delegazioni di 196 Paesi. Un incontro importante e sopratutto necessario per dare finalmente attuazione agli accordi di Parigi (2015) sulla riduzione delle emissioni inquinanti con particolare attenzione all’eccessivo rilascio di gas serra nell’atmosfera.

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Disorso sulla schiavitù volontaria. De La Boetie, 1576

Si racconta che i pirati della Cilicia si raccolsero una volta in così gran numero che si rese necessario mandare contro di loro Pompeo il grande; non solo, ma riuscirono perfino a trascinare nella loro alleanza molte città tra le più belle e popolose; nei loro porti trovavano rifugio dopo le varie scorribande e come ricompensa vi lasciavano una parte del bottino che quelle città si erano impegnate a custodire.

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Alle origini della solidarietà

Solidarietà è una di quelle bellissime parole che viene praticata quando conviene, quando c’è un debito o è previsto nell’immediato futuro. Chiesta da chi si sente privato di un bene “comunitario” e praticata (nel migliore delle ipotesi) da chi gli è vicino, a stretto contatto e quindi contagiato dalla sua richiesta. Esagero? Troppo cinica, forse, ma il mio ragionamento scaturisce dall’origine stessa della parola: obbligazione in solidum.

La prima apparizione del concetto “solidarietà” si fa risalire al diritto romano, quando un gruppo aveva un debito in comune lo si definiva in solidum. Vale ancora oggi per le piccole società, ma anche per realtà condominiali, nel contratto si decide che i soci (o i condomini) sono sono sempre responsabili in solido nei confronti dei creditori della società e quindi rispondono tutti del debito contratto insieme. Il creditore può addirittura chiedere il pagamento totale a uno di loro e poi questi si rifà sugli altri (se qualcuno non paga le spese condominiali, tutti gli altri pagano per lui o tutti subiscono le conseguenze). Ovvero il fatto di avere un debito in comune è alla base della solidarietà. Si potrebbe dedurne che chi non sia in debito o in credito, non debba necessariamente essere solidale.

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Conversazione con Cosimo Argentina sul suo striptease letterario

Cosimo Argentina dal 16 ottobre terrà un corso di scrittura creativa presso la libreria “ Al Sette“. Un’occasione appetitosa per parlare di letteratura, scrittura e lettura dal “di dentro” con una delle voci più autentiche ed interessanti nel panorama italiano contemporaneo. Al suo attivo ha 14 romanzi tre cui:Cuore di cuoio, Maschio Adulto e solitario, Vicolo dell’acciaio, Beata ignoranza, L’umano sistema fognario e il più recente Kiruna Requiem per un detective.

d. Secondo lei che si è sempre definito narratore e non scrittore, cos’è la scrittura creativa? Anzi lo striptease letterario che dà il titolo al corso?

r. È un nome come un altro. Uno slogan. Bisogna sintetizzare e io lo faccio e quindi sarà un modo come un altro per definire il tentativo di scrivere storie: brevi, lunghe, di genere, non di genere. Lo strip invece è un modo divertente per dire che parleremo di questo e di quello cercando di mettere a nudo le varie differenze tra un genere letterario e l’altro.

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Un altro mondo è possibile

Il 24 Settembre 2019 verrà ricordato come “il giorno dell’occhiataccia”.La reazione spontanea di Greta Thunberg nel vedere Donald Trump al palazzo di vetro dell’ONU a New York per la conferenza sul clima. Mister President si è presentato a sorpresa, proprio lui che nega il riscaldamento globale causato dalle emissioni di anidride carbonica. Molti di noi vorrebbero dare a Trump un’occhiataccia e non soltanto per una questione “ecologica” ma quella dell’adolescente norvegese ha fatto il giro del web accompagnata da facile ironia pro e contro lei e le sue istanze.

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Ezio Varallo e le impronte sulla sabbia

Qualche anno fa, nel terreno prospiciente allo stabilimento balneare che frequento, vidi uno scheletro umano usurato dal tempo e lasciato nella fossa dove era stato rinvenuto. Mi dissero che probabilmente fosse stato un contadino seppellito lì, un bracciante il cui corpo non interessava a nessuno, una fossa anonima senza altri elementi che quelle ossa. Doveva essere vissuto secoli fa, infatti le ossa erano talmente consumate da sembrare più impronte del terreno che veri e propri corpi materiali. Riguardando le foto di quel ricordo mi è sembrato di sentire la voce dentro quelle ossa che gridava rauca: “Dacci un nome, qualcuno dovrebbe ricordarsi della nostra storia, che senso ha la vita se viene cancellata così totalmente dalla faccia della terra?”

La mia seduta spiritica è stata interrotta dalla telefonata di mio cugino, mi ha proposto di acchiappare un altro fantasma, uno che mi assomiglia maggiormente, per questo ne voglio parlare pur non avendolo “acchiappato”.

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Segnali di fumo

Quest’inverno sono stati pubblicati due libri dal titolo: “Le parole sono importanti”. Mi addolora pensare che questi libri li abbiano letti coloro che già attribuiscono alle parole un peso specifico. La situazione è facilmente tracciabile, oltre ai dati preoccupanti su lettura e comprensione da parte di alunni e studenti, c’è il passaggio da social media come Twitter (che prevede l’uso quasi esclusivo delle parole) a Facebook (che facilita il mix di parole-immagini e video) ad Instagram (che privilegia l’uso di foto e video alle vecchie parole alfabetiche).

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Il sogno italiano nel cinema

Al cinema ho visto il film “Martin Eden”, libera trasposizione che il regista Pietro Marcello compie del romanzo omonimo scritto da Jack London. Di seguito, vi propongo la mia libera trasposizione del film… Un bastimento carico di spezie giunge nel porto di Napoli. I marinai escono alla spicciola con un sacco sulle spalle e la camicia logora, tra questi c’è Martin Eden che dopo un istante d’esitazione si precipita sulla banchisa scaraventando a terra il suo sacco mezzo vuoto. Un gruppo di scugnizzi sta tirando per la giacchetta un giovane dall’aspetto pulito, troppo pulito per essere della zona.

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Pirati ad Alcatraz

La realtà supera la fantasia, sempre. Le parole della realtà però sono nude e riproducono immagini crude, così meglio sfumarle con la fantasia…

Il vascello dei pirati solca mari tempestosi oppure silenziose maree notturne su cui veglia la Luna piena presagio di sventura e malasorte in agguato.

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Gemelli

Gemelli riempiono pagine di storia fra mitologia e realtà. Romolo e Remo a Roma, Apollo e Artemide nell’Olimpo greco…

Gemelli divini e gemelli maledetti che vivono un giorno nell’Ade e il giorno seguente nell’Olimpo come Caspare e Polluce, i gemelli di Sparta, figli di Zeus e Leda, cresciuti dal re spartano Tindaro marito di Leda. I racconti tramandati sono tanti e diversi fra loro, comunque i “Dioscuri” erano protettori dei naviganti e avevano il dono di domare venti e tempeste.

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