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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Mara Venuto, la ricerca poetica e la visionarietà della letteratura

Leggere è sempre un’esperienza personale che rimescola idee, sentimenti e la nostra materia corporale. Una ricerca continua per mettere a fuoco meglio la visione che abbiamo del mondo. Le suggestioni di oggi arrivano dalla poetessa Mara Venuto.

Cos’è, per te, la poesia, cosa metti nelle poesie che scrivi?

Apprezzo in modo particolare che nella prima domanda sia stato posto l’accento sull’esperienza personale, che mi sia stato chiesto cosa è “per me” la Poesia, perché non amo né avventurarmi e nemmeno leggere definizioni assolute o generali, la Poesia non merita banalizzazioni e riduzioni.

Mi limiterò a soffermarmi sulla Poesia intesa come atto creativo, la scrittura poetica come percorso intellettuale ed emotivo allo stesso tempo. Comporre versi nasce in me da uno stimolo esterno o interno, da una suggestione, un ricordo, ma anche dall’osservazione materiale di ciò che posso avere, ad esempio, sotto gli occhi sulla mia scrivania. Ciò che segue è la trasposizione in versi di quell’impulso, seguendo un percorso che è di liberazione del pensiero e del contenuto inconscio, ad esempio tramite libere associazioni, seguito poi da un minuzioso lavoro tecnico sul ritmo e di rifinitura del linguaggio. Nelle mie poesie c’è la mia vita intima, una lettura simbolica del presente, c’è il dialogo con me stessa, ma anche con gli oggetti del quotidiano, le mie radici e le nuove scoperte, la mia storia familiare, il legame con i luoghi, quelli viscerali e quelli a cui devo ancora appartenere, c’è il dolore, ci sono i vuoti e l’alienazione, e c’è anche il sollievo, quello della lucertola che si libera della sua coda per restare viva o per passare da un’altra parte.
Cosa cerci nelle poesie e nelle sillogi che leggi?

Nelle poesie e nelle raccolte di altri autori, a fasi alterne cerco o un modo di poetare diverso dal mio, ossia meno simbolico, più diretto ed essenziale, oppure l’estrema visionarietà e innovazione linguistica, ciò non solo per godere della Poesia nei suoi diversi stili, ma anche per meditare sulla mia ricerca e continuare a maturare ed evolvere. Leggo tanta Poesia d’oggi e, in generale, dalle sillogi mi aspetto che risulti evidente il percorso dell’autore, la sua visione della Poesia, mi piace quando dal corpus dell’opera emerge in modo nitido un tratto personale riconoscibile, una ricerca poetica individuale che, spesso, diventa anche collettiva e, raffrontando più autori contemporanei, ci parla dei tempi che viviamo.

Quando e come nasce il testo poetico?

In parte credo di aver già risposto: la scrittura poetica è per me un percorso mentale ed emotivo allo stesso tempo. è liberazione e controllo, in un processo di compressione e rilascio, di chiusura e apertura, di assunzione e scarto, simile a ben pensarci al funzionamento del nostro corpo e dei nostri organi vitali. Per estensione potrei concludere che si tratta per me di un processo vitale.
Quando scrivo, difficilmente compongo poesie a sé stanti, fini a sé stesse, ho quasi sempre in mente un contenuto ispiratore interno o esterno, un filo conduttore, un dialogo poetico esteso che cerca uno sbocco, le mie ultime due raccolte di poesie, in particolare, sono nate da uno spunto contenutistico nitido, quasi prosastico.

Qual è il futuro della poesia… gli uomini ne hanno necessità ma sembrano rifiutarsi di accoglierla tra le loro letture?

Scavando appena un po’ sotto la superficie è possibile accorgersi che la Poesia è in realtà molto vitale, soprattutto fra le giovani generazioni. Sono fioriti numerosi blog tematici, riviste, Festival, rassegne, opere collettive a cura di poeti nati fra gli anni ’90 e 2000, ventenni che vivono immersi nella Poesia, la studiano, cercano con insistenza di far ascoltare la propria voce, e radunano molti altri attorno a sé con la forza della passione e della qualità poetica. Le statistiche di alcuni siti di Poesia contemporanea contano numeri da capogiro, dunque la Poesia è viva, molti la leggono e moltissimi scrivono versi. Sicuramente a livello di vendite resta un genere di nicchia, ma è pur vero che gli editori nazionali e quelli indipendenti non a pagamento riescono a sopravvivere, oggi, forse solo grazie ai gialli, ai thriller o al romance, e non si possono pubblicare solo quelli, pena un eccessivo impoverimento dei cataloghi.

La quarantena ha fermato festival, incontri letterari e presentazioni di libri. Quanto e come, queste performance, sono importanti per il libro e ci sono forme alternative per raggiungere i lettori come i video via social?

Esistono eventi artistici, a mio avviso la maggior parte, che non possono assolutamente essere sostituiti dai social, penso alle Fiere librarie nazionali e anche locali, le mostre d’arte, per non parlare del teatro e delle performance, in cui la presenza, la condivisione e lo scambio dal vivo, sono parte integrante e fondante dell’esperienza. Nessun videomessaggio, nessun videotalk può essere sostitutivo dell’incontro, lo schermo inficia l’attenzione, impoverisce la comunicazione, annulla lo scambio di emozioni. Posto ciò, in questi ultimi due mesi la mia casa editrice (Edit@) ha avviato, fra le prime in Italia, una lunga e tuttora non conclusa maratona di presentazioni librarie sui social, e i riscontri in termini di visualizzazioni e anche di vendite, pur in un momento nerissimo per l’editoria, sono stati incoraggianti. Evidentemente, in questo periodo sofferto di isolamento forzato e inibizione delle comuni forme di fruizione artistica, chi ne sente la necessità ha colto tutte le opportunità di arricchimento culturale disponibili, comprese quelle offerte sui social.

Quando e perché hai deciso di scrivere poesia e c’è un libro che ti ha aiutata e che consiglieresti per questo?

Nasco come autrice di prosa e teatro, le mie prime pubblicazioni non sono di Poesia, anche se ho iniziato a leggerla avidamente sin dall’adolescenza, cominciando con autori celebri e di moda fra gli studenti, quali Neruda, Prevert, Whitman, Hikmet, affiancati ai grandi classici studiati al liceo, come Catullo, Lucrezio e Saffo, poi i poeti romantici e ancora Ungaretti, Montale, Saba. Successivamente le mie letture hanno incluso nuovi autori, come Pavese, Bufalino, Bodini e poi Fortini, Gatto, Salvia, per citarne solo qualcuno che più mi ha influenzata. Mi hanno aiutata molti libri e molti autori nella mia vita, restando sulla Poesia sicuramente mi sento legata in modo particolare alla prima edizione dell’opera “Inferno minore” pubblicata postuma, dopo la scomparsa dell’autrice, la poeta salentina Claudia Ruggeri. Si tratta di una Poesia abbacinante, vertiginosa e sperimentale, che ho letto e studiato per mesi per arrivare a scrivere un saggio, pubblicato successivamente su due riviste letterarie. È un’opera importante per me, non solo per l’oggettivo valore letterario, ma perché mi ha aiutata a indagare e a rispettare il mistero poetico, del suo linguaggio, del suo genio.

Lucia Pulpo

Nota: Mara Venuto è nata a Taranto e vive ad Ostuni. Autrice di poesia e premiata anche per i suoi lavori teatrali,  editor, ghostwriter tra le sue opere: LeAli, Amori liquidi, Impermeabili, The Monster, Viola il corpo e l’anima della donna, Questa polvere la sparge il vento.

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