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Alessio Rega, l’editoria e la diversità bibliografica

Un tempo i libri erano scritti a mano e la loro diffusione era limitata e, spesso, segreta. Poi Guttemberg ha cambiato tutto, perfino il formato digitale o quello audio, gli sono debitori. La riflessione odierna, per voce di Alessio Rega, attira la nostra attenzione sull’oggetto libro e il suo futuro.

1. L’editoria è in sofferenza, secondo Sandro Ferri, sopravviveranno solo i best seller, ma i piccoli editori sono tanti anche in Puglia, perché? Cosa mette nei libri che escono dalla sua casa e cosa cerca nei libri che legge?

La bibliodiversità è un aspetto importante che deve essere sempre e il più possibile tutelato. Le piccole case editrice nascono anche per questo, per provare a proporre libri diversi dai soliti best seller.

Nei nostri libri c’è una cura maniacale di tutte la fasi della lavorazione, dalla valutazione del testo alla promozione, passando per un editing accurato e per una veste grafica di qualità. Io cerco di proporre storie belle e autori emergenti in grado di dire qualcosa.

2. Il libro non è esclusivamente in formato cartaceo, audio-book ed e-book soppianteranno la forma classica?

Il libro, così come i giornali, continuerà a resistere nella sua forma classica cartacea ancora per molto tempo. I nuovi sistemi digitali di fruizione delle storie non faranno altro che dare ai fruitori nuove possibilità di scelta ma anche di avvicinare alla lettura un pubblico più vasto ed eterogeneo.

3. Lei è stato anche autore, il self- pubblishing è una valida alternativa al rifiuto di pubblicazione di editori tradizionali?

Sono completamente contrario al selfpublishing. In questa maniera viene meno qualsiasi filtro. Ci sono tantissimi editori in Italia. Se un testo viene scartato da tutti gli editori, l’autore dovrebbe farsi qualche domanda. Certo, ci sono tante variabili che portano un libro alla pubblicazione. Anche nelle grandi case editrici non sempre è il merito a essere il primo criterio di selezione. Inutile essere ipocriti. Ci vuole un buon testo, fortuna e a volte le giuste conoscenze.

4. La quarantena da coronavirus ha bloccato festival, mostre e presentazioni con l’autore. L’alternativa digitale con video e siti dedicati (come www.italiabookfestival.it) è promettente oppure andrebbe ripensato l’intero sistema?

Le crisi, se sfruttate bene, sono sempre delle occasioni per ripensare il modo di fare economia e di essere sul mercato. La preponderanza del web in futuro sarà ancora più massiccia, quindi bisogna abituarsi in fretta ai cambiamenti che ormai già da tempo sono in atto e che questa pandemia ha velocizzato. Fermo restando che non si può fare a meno del contatto diretto, dal vivo, con i lettori. Non dobbiamo perdere le relazioni umane, dobbiamo preservarle e curarle per quanto possiamo.

5. Perché è passato dallo scrivere a fare editoria? C’è stato un libro che l’ha folgorata su questo cammino e che consiglierebbe a tutti di leggere?

Volevo fare della mia passione per la lettura e la scrittura, una professione. Ci sono riuscito e sono molto soddisfatto dei risultati raggiunti sino ad ora. Ma so bene che non bisogna mai fermarsi e continuare a formarsi e migliorare il più possibile le proprie competenze. Sono tanti i libri che mi hanno segnato, difficile sceglierne uno, fanno parte tutti del mio percorso di crescita. Quello che posso consigliare è soltanto di seguire le proprie passioni e di prendersene cura.

Lucia Pulpo

Nota: Alessio Rega nato a Bari dove ha fondato la casa editrice Les Flaneurs, direttore responsabile della rivista Nel Mese, autore del romanzo Giro di vita.

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