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Il mio spazio creativo

Stefano Cristante, la saggistica e la comunicazione culturale

Leggere richiede anche impegno e concentrazione, per questo la voce autorevole del prof. Stefano Cristante richiama la nostra attenzione sui saggi e la comunicazione scientifica con uno stile personale ed un linguaggio rigoroso.

. Cos’è, per lei, la saggistica? Cosa mette nei saggi che scrive e cosa cerca in quelli che legge?

La saggistica è un genere di scrittura che prevede l’uso di documentazione e di argomentazione intorno a una domanda di ricerca. Non credo però alla saggistica come “scrittura impersonale”: usare i repertori documentali e argomentare le proprie affermazioni può non essere disgiunto dalla ricerca di una tensione nella scrittura (ricerca di un proprio stile) e da un trasporto emozionale nella definizione e nell’approfondimento dell’oggetto di ricerca.

. Secondo lei, qual è il futuro del libro e della lettura in generale e quanto il futuro dei trattati scientifici è legato alla loro divulgazione?

Il futuro del libro secondo me non è in discussione: il libro continuerà a essere un fondamentale veicolo di contenuti universali e specifici e anche la forma-libro cartacea non è destinata a sparire. Si affiancheranno altre forme, come possiamo verificare ad esempio con gli audio-libri, ma il libro materiale è una forma perfezionata ed ergonomica. La versione “libro tascabile” resiste ancora piuttosto bene ai lettori tipo Kindle, anche se queste tecnologie sono destinate ad avere più spazio nel futuro, per la loro economicità e per la loro maneggevolezza. Ma il possesso fisico del libro (dalle singole pagine alle copertine) è qualcosa di assodato nel tempo, e avrà un suo futuro anche nell’area vintage del consumo di massa.

. La quarantena ha fermato festival, incontri letterari e presentazioni di libri. Quanto e come, queste performance, sono importanti per il libro-saggio e gli audio-libri o le letture in video via social possono essere una valida alternativa all’esperienza cartacea?

Escono molti libri al giorno, in Italia e nel mondo.Per un lettore orientarsi non è semplice, e d’altronde la pandemia, costringendo all’isolamento domestico, favorisce un riavvicinamento alla lettura. Nelle condizioni date, le presentazioni on line cercano di assolvere allo stesso compito delle presentazioni nelle librerie. Sono cose utili, e le case editrici che possono fare un minimo di investimenti in questo settore lo fanno.

Le letture in video via social e altre esperienze sono parte di queste attività, interessanti ma non certo in grado di sostituirsi all’esperienza personale del lettore (il quale poi può scegliere se leggere su carta o su file).

. Quando e perché ha iniziato a scrivere e c’è un libro fondamentale per lei e che consiglierebbe per questo?

Ho cominciato a scrivere perché volevo comunicare i miei pensieri, e in questo senso anche tenere un diario privato manifesta in realtà la speranza di avere qualcuno che ti legga e che voglia discutere con te (dunque in pubblico). Ho avuto la fortuna di poter leggere, durante le elementari, molti libri di mitologia per ragazzi. Quelle letture mi catturavano e mi rapivano per ore, ed erano capaci di esaltare la mia fantasia e il mio desiderio di avventure. Consiglierei chiunque, ma forse soprattutto i genitori, di riconnettersi con il mondo magnifico della mitologia, la base narrativa e immaginifica della nostra civilità.

Lucia Pulpo

Nota: Stefano Cristante nato a Venezia, insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università del Salento, è autore di saggi come Potere e comunicazione, L’onda anonima, Azzardo e conflitto, Media Philosophy, L’icona delirante, autore di raccolte poetiche e di saggi su Andrea Pazienza e Corto Maltese dirige la rivista “H-ermes. Journal of Comunication”.

Comments

  • Raffaella Maggio 15th, 2020 at 09:39

    Meno male che ci sono i libri che ci fanno volare con la fantasia ma insegnano anche tanto.

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