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Friday for future, e noi ci saremo?

Lunedì 2 dicembre, a Madrid, si è aperta la COP25, la conferenza mondiale sul clima, partecipano al summit le delegazioni di 196 Paesi. Un incontro importante e sopratutto necessario per dare finalmente attuazione agli accordi di Parigi (2015) sulla riduzione delle emissioni inquinanti con particolare attenzione all’eccessivo rilascio di gas serra nell’atmosfera.

Il problema allarmante è il riscaldamento globale che sta raggiungendo il punto di non ritorno del cambiamento climatico; doppiato quell’istmo non avremo modo di tornare a temperature adeguate alla sopravvivenza umana.

Per completare il quadro catastrofico possiamo aggiungere che gli effetti nocivi del riscaldamento globale sono già tangibili e che procedono più velocemente, e con maggior danno, di quanto fin qui previsto.

Questo tono, da apocalisse imminente, non mi piace, ma è un grido disperato contro la coltre di fumo che oscura il mio cielo e mi obbliga a considerarmi sepolta viva sotto un intreccio di pretese politico-economiche cieche e sorde, arroganti e sprezzanti del pericolo come se il mio futuro non fosse anche il loro. Dopo questa specie di “Guernica” mi permetto di evidenziare alcuni malefici disguidi occorsi contro le buone intenzioni di questo “Summit for future”:

1) Promosso dall’ONU si sarebbe dovuto tenere in Cile. Purtroppo, la popolazione locale sta manifestando dissenso contro il governo statale intralciando i lavori per l’organizzazione… “Mia cara contessa, non tutti vogliono contribuire al benessere che poi la classe dirigente ridistribuirà, come è giusto che sia, distribuendo gli avanzi della tavola… Non c’è riconoscenza. Questi capricci popolari hanno costretto gli organizzatori cileni a spostare la sede e Madrid è stata la scelta dovuta.

2) La concomitanza con altri vertici internazionali non distoglierà l’attenzione dagli obiettivi della COP25, chi vuoi che perda tempo ad approfondire gli esiti degli incontri che si stanno svolgendo per il vertice della NATO a Londra (3 dicembre), mentre a Bruxelles, da ieri (4 dicembre), l’Eurogruppo e l’Ecofin discutono della governance economica europea e, da questa mattina, i delegati dell’Opec sono a Vienna per discutere sul rialzo dei prezzi del petrolio.

3) Fortunatamente Amaduro in Brasile non sta incentivando ulteriormente i contadini ad incendiare la foresta dell’Amazzonia per convertirla in campi coltivabili. Se pensate che questo sia importante per la produzione di ossigeno, vi sbagliate. La foresta pluviale amazzonica è importante per la produzione di umidità (ovvero pioggia), la cui diminuzione si intreccia pericolosamente col riscaldamento globale esasperando gli effetti nocivi a livello globale. Insomma, la green economy di Amaduro ci salva dalle alluvioni e promette di risolvere il problema delle inondazioni in India e in tutti i continenti!

Di tutto questo si sparla molto ma non adesso che Trump è andato a Londra a minacciare nuovi dazi contro chi accetta i 5 giga cinesi (si può ancora dirlo?).

Mentre le fake news intorbidiscono le menti arriverà un altro “Friday for future”, ma il prossimo (6 dicembre) lo passerò ascoltando la voce del prof. Piero Lionello, docente di “Dinamica del clima” all’Università del Salento. Per finire con leggerezza chiudo con una canzone: “Il futuro arriverà lo stesso” e… noi ci saremo?

Comments

  • Valerio Dicembre 7th, 2019 at 15:35

    Lucia puoi constatare che, purtroppo, abbiamo affidato i governi a gente con scarsa abilità mentale ma, in compenso, con una immensa ignoranza. Pertanto, con queste basi, incapaci di risolvere i problemi, per difesa dichiarano che non esistono (in questo sono supportati da un gruppo di uomini di scienza, che, quindi, si dichiarano scienziati o, peggio, presidente dell’associazione mondiale degli scienziati (nota bene l’uso delle lettere minuscole)).
    Il tutto ben si accompagna col desiderio di avere “uomini (?) forti” al governo, i quali le uniche cose che sono capaci di mettere su sono la propaganda e le “fakes”. Alla fine per coprire la loro “nutelliana” (rende tutto più dolce) e grossolana incapacità risolve tutto “inzippando” una guerra più o meno grande o dando la colpa alla “perfida Albione”.

  • lucia pulpo Dicembre 8th, 2019 at 14:16

    E sì, la colpa è della perfida Albione che ci toglie la Nutella di bocca!!!

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