EU Cookie Law

Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Quattro protagonisti e un sorriso

Improvvisamente, mi sono ritrovata a ricostruire una storia vera partendo da un film e poi un romanzo che raccontano storie diverse, di ragazzi diversi, in terre e tempi diversi ma perfettamente calzanti con due miei amici di età differente ma reali con poca carne e ossa già rotte.

Nel film, “La meglio gioventù”, Alessio Boni interpreta un personaggio inquietante ed affascinante, durissimo ma sensibile, insomma un tipo da incontrare ma non come familiare (ad esempio come figlio) perché non si avrebbero “armi” alla pari per affrontarlo. Nel film il personaggio è intrigante al punto che non lo si giudica nelle scelte ma si resta dalla sua parte anche dopo la sua morte.

Il romanzo è un’altra storia. Parlo di “Maschio adulto e solitario”, altro protagonista dal profilo duro, durissimo pieno di cicatrici e ossa rotte. Danilo ha angoli squadrati contro cui è pericoloso sbattere. Però bisogna confrontarsi con lui per cercare di misurare le nostre ampiezze goniometriche.

Ho incrociato l’ombra di Colombia lungo le strade della mia città e per questo sono rimasta in guardia, aspettandomi di trovarmelo faccia a faccia, un giorno o l’altro.

Fra i due racconti, ho conosciuto “Senior”, un adulto particolarmente perspicace nelle intuizioni e con gli occhi molto vivaci. Senior non è un personaggio inventato ma è la perfetta maturazione dei due sopra citati.

Infine ho visto crescere junior, adorabile bimbetto che amava correre e non piangeva mai malgrado ferite, colpi morali o punti di sutura senza anestesia. Su Junior si può contare perché se dice no, non lo smuovi ma se la cosa gli va a genio allora la capisce e la completa prima che tu possa batter ciglia.

I 4 erano sempre rimasti ognuno nel proprio circuito anche se, presto, ho riscontrato in Junior i tratti della “Meglio gioventù”, diciamo una precoce anteprima. Il ragazzo, primo nella sua famiglia, si è appassionato alla squadra locale di calcio e si è abbonato alla curva dello stadio e questo ha tirato dentro le mie osservazioni Senior. Senior non gioca più ma parla spesso delle squadre dei suoi tempi, i cori dello stadio, ii colori delle magliette e il contrasto con quello del campo erboso dei giochi eroici. Senior è sopravvissuto a Danilo. Però ne vedevo meglio l’ombra che l’entusiasmo di gioventù. Fin quando Junior ha portato Matteo nel filo della storia. Il Matteo del film ha ridato smalto alle immagini polverose bagnate d’inchiostro in cui Danilo sembra perdersi.

Personaggi che trovano corpo e sangue nei due miei amici. La storia è quella di un uomo intelligente che vede il mondo e ne sente la violenza sulla pelle perché il sistema corpo-mente è compatto, solido un unicum dove circolano sensazioni e interpretazioni con la stessa velocità. Il dolore non è quello di un pugno preso o reso ma è quello emotivo che causa la reazione fisica. Malgrado ogni resistenza, il dolore e la tensione debbono sfogarsi, spesso si trraducono in frite auto-provocate pr trasformal disagio psichico in dolore fisico più facile da sopportare anche se inconsciamente. Le donne non sono un problema per questo uomo, la sua corazza però è un problema per loro perché non riescono ( o non vogliono) toglierla dunque non possono toccarlo ed entrare in contatto con lui. Junior, Matteo, Danilo, Senior tutti in fila in silenzio mentre sul palco si accendono i riflettori e l’uomo inizia a recitare con canto raffinato. Lo guardano oppure sono loro a scrivergli le battute? Più onesti di tutti ma imprendibili mi guardano e se ne vanno. Mi rimane la fotografia impressa sulla memoria volatile di un sorriso che avrei voluto fargli se avessi avuto l’ardire di fermarli in tempo.

Your Comment

CAPTCHA: Completa l\'operazione sottostante *