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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Chanel n°5 (V capitolo Eserciziario)

Gregorio quando ti deciderai a cambiare abito? Sai indossare soltanto tute da palestra? Un jeans con camicia ti è stato vietato dagli dei? Qualcosa del genere mi disse uno dei primi obiettori all’università. Aveva ragione, avevo preso l’abitudine d’indossare tute sportive facili da mettere e togliere. A quei tempi stavo alla casa dello studente in un’altra città. “Più della scomodità pote l’abitudine” direbbe Maestro Dante. Infatti, era questione d’abitudine oltre che indubbia comodità. In quel momento non pensavo nemmeno a curare il mio aspetto a rendermi più appetibile o, almeno, meglio presentabile, non m’interessava guardarmi allo specchio e divenir di pietra.

Mi piaceva mettere sempre del profumo leggero o acqua di colonia o essenza da erbolaio.

Non uscivo mai senza, profumata mi sentivo completa… anche se spesso ero spettinata, anche ora il pettine non lo avverto necessario. Quando mi guardo con la tuta mi viene da pensare al mio obiettore annoiato al quale la tuta non sembrava adeguata all’edificio di filosofia.

Nemmeno il profumo mi accompagna più tanto. Però mi piace sentire il dopobarba di un passante o un profumo leggero della signora in fila a un passo dal mio naso o l’odore del sapone rimasto sulle mani del mio insegnante di Feldenkrais. Si, devo proprio rincominciare a frequentare l’aroma profumato del mio miglior sorriso! Si, mi piace sorridere a me stessa sentendo il mio profumo. Credo sia come sapere di prendermi cura di me. Tu, Gregorio, avrai qualcosa d’altro, mamma non esce senza pettinarsi allo specchio, zia Bianca col rossetto perennemente rosso, zio Nicola con gli occhiali da sole… io col profumo, Marilyn andava a letto con una goccia di Chanel. Buffo vero? A me piace Marilyn Monroe. Non sono certo della sua generazione e non voglio essere vanitosa e civetta, però mi piace contraddirmi e se lei e il contrario di come mi vedo, bene, w Marilyn. Caro Gregorio, te lo dico sempre, mi piace contraddire tutto. Boom, ecco sono effervescente, mi solletico da sola. Ho bisogno di questa effervescenza auto-indotta. Il miglior modo di prendermi cura di me e non lasciarmi andare in comode abitudini da tuta sportiva senza spruzzi di profumo leggero. Le abitudini servono per affinare e approfondire delle situazioni con studio ripetuto e prolungato ma una volta raggiunto, o approssimato, l’obiettivo bisogna introdurre varianti, per esempio cambiare aroma, indossare un altro modello di pantalone, la sostanza non cambia.

Lucia ricordati che il tuo approccio alla vita è polifonico o perdi interesse. Stimoli diversi orientati verso un’unica direzione: seconda stella a destra, il resto verrà da solo.

Certo Marilyn non ha fatto una bella vita, lo sappiamo (Gregorio ed io) che non è un modello, e nemmeno Peter Pan o Trilli, ma, sei della pasta dei sogni che fai. Sai che un giorno a quell’obiettore ho accennato la canzone “By-bye baby” mentre mi aiutava a stare in piedi per le scale della casa dello studente? Un po’ di frivolezza ci vuole e ridavamo tanto, per questo accoglievo le sue osservazioni e mi adeguavo all’istante.

Due matti fra ragazzi più giovani che quella canzone e quel film non conoscono né hanno il desiderio o la curiosità di vedere e sapere come potrebbe essere.

Comments

  • Raffaella Agosto 12th, 2019 at 06:59

    Concordo sul prendersi cura di se stessi. Io anche a casa indosso sempre dei vestiti comodi ma carini o una tuta ma con strass e brillantini ed una maglietta Abercrombie o Hard Rock Cafe (comode ma carine). Mi pettino, mi sistemo le
    Sopracciglia e mi guardo allo specchio vedendovi riflessa una persona che si vuole bene. Eh si dobbiamo essere i primi a rispettare noi stessi e a volerci bene.
    Continua con questi buoni propositi…brava!!!

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