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Il grande spirito. Un sogno sul grande schermo

Ho letto che la settima arte (il cinema) si sia materializzata quasi simultaneamente all’interpretazione dei sogni e la psicanalisi del dott. Freud. Intorno alla fine del XIX secolo, l’inconscio ha iniziato a precedere e guidare, in maniera ufficiale, la parte conscia dell’uomo. Per togliere polvere e muffa da queste affermazioni seriose vi racconto cosa mi è successo qualche giorno fa quando sul grande schermo ho visto “Il grande spirito” di e con Sergio Rubini, Rocco Papaleo e, tra gli altri, Bianca Guaccero.

Il film poetico nella sua semplicità parla dell’incontro di un piccolo rapinatore e un sioux dell’Italia meridionale sui tetti di una città. Una storia che ha tanti significati, ricca di sfumature ma, sopratutto, non è la storia in cui inciampo quotidianamente affacciandomi sulla soglia di casa. Una storia che parla della realtà non col linguaggio della quotidianità ma del cinema, ovvero di un sogno che racconta la verità col linguaggio onirico. Questa è stata la prima cosa che ho lodato fra me uscendo dalla sala cinematografica. Quel sioux con problemi psichici di cui in molti approfittano la sa lunga sulla vita che viviamo dove devi stare attento e cercare di prevenire le truffe, gli imbrogli che i tanti disperati cercano di scontare su te. Il piccolo bandito ne è la prova, un cuore tenero pieno di spine difficile da condannare sopratutto quando vede il cervo nero e l’ombra del “grande spirito” si estende anche su lui.

Il colpo di scena, a me, è arrivato mentre ripensavo al film, al terrazzo di casa, mia… Eureka, il mio sogno ricorrente! finalmente ho capito il significato di un film che mi gira in testa di notte quando con amici arrivo alì’ultimo piano di un palazzo e poi saliamo le scale per entrare in stanze piccole ma piene di luce che so essere un rifugio segreto dove far chiasso stando al sicuro riparo fra nuvole e cielo. Non so da dove siano uscite queste immagini ma il film mi ha fatto respirare la stessa sensazione di libertà. Film e sogno, due facce della stessa medaglia, quella che Rubini e Papaleo hanno guadagnato sui tetti del nostro mondo senza nemmeno calpestarlo.

Lucia, sioux di Taranto

Comments

  • Valerio Maggio 26th, 2019 at 23:18

    E’ veramente difficile poter commentare quello che hai detto, Lucia.
    La storia che racconta il film (a me e mia moglie è piaciuto) rivela una inaspettata umanità che arriva dritto al cuore; tu, peraltro, hai trovato riscontri, valutazioni e affinità con la tua vita di tutti i giorni.

  • lucia pulpo Maggio 27th, 2019 at 09:18

    Sì Valerio, un condensato di Umanità!

  • Raffaella Maggio 28th, 2019 at 15:05

    Bello. lo vedrò sicuramente…un po’ di umanità serve in quest’epoca piuttosto “arida”

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