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Il mio spazio creativo

Ci salveremo soltanto insieme

Toccare una tragedia con i propri occhi è un’esperienza travolgente che rimane tatuata sull’anima. Ho visto sopravvissuti con tatuato il numero di matricola di un campo di concentramento nazista, li ho visti in corteo durante una manifestazione del 1994, a Milano. Che anno quello, il mio anno horribilis. Mentre si svolgeva la mia tragedia personale m’imbattei nel più bel sorriso che abbia mai visto, un sorriso che esplode dentro, fuori e tutt’intorno.

Ero nel reparto di neurochirurgia all’ospedale di Brescia e avevo l’ordine di non uscire, da sola, dal reparto. La luce nel corridoio come nelle stanza era terribilmente artificiale ma inutile far capricci, si sa non essere quello il problema di chi è ricoverato lì dentro. Avevo tempo ma non potevo far niente quando mi accorsi che in corridoio correva gioiosamente una bimbetta dalla pelle scura. Potrei dirvi bella, Carla era il punto esclamativo della vita e correva felice in quel posto silenzioso e opaco. Carla veniva dal Ruanda, era fine luglio e sapevo del genocidio che si stava consumando, Hutu contro Tutsi a colpi di machete. Una catastrofe del genere non mi sembrava potesse centrare con quella esplosione di vita. Carla era tutsi, aveva visto uccidere i genitori sotto i suoi occhi, miracolosamente scampata era stata portata in Italia perché quella esperienza le aveva procurato un vistoso idrocefalo, doveva essere operata prima che la morte strappasse il suo sorriso dal mondo dei viventi.

Subito iniziai a giocare con lei, a mangiare con lei a passare ogni minuto con la piccola che non parlava, solo qualche risolino di contentezza. Poi sono stata trasferita in un’altra città, altri problemi ma quell’incontro mi ha cambiato la vita. Come si fa a credere in tanta vitalità… eppure quella scossa ha ridato battiti al cuore, in quella serra artificiale stavo perdendo colpi, speranza e volontà di uscire; Carla fu portata in Italia dall’organizzazione CESVI di Bergamo, questo vorrei dire a chi chiude le frontiere e lascia morire altri uomini: state condannando tutta l’Umanità a morte, loro in mare e noi nelle batterie artificiali dei polli. Ci salveremo ma solo insieme.

Lucia Pulpo

Comments

  • Mario Pennuzzi Gennaio 21st, 2019 at 19:34

    Tutto questo rimane nascosto perché altrimenti dovremmo riconoscere la nostra compromissione con i crimini e le tragedie. Italiani brava gente?

  • Nicola Attanasio Gennaio 21st, 2019 at 19:47

    La gente chiude gli occhi davanti a tante atrocità e i governi pensano solo ai loro interessi non sapendo che aiutare questa gente ci ridà tanta vitalità interiote

  • lucia pulpo Gennaio 21st, 2019 at 20:11

    Nascosto a chi proprio non vuol vedere. Mario non vorrei essere perdutamente amara anche se le circostanze attuali sono quello che sono…

  • lucia pulpo Gennaio 21st, 2019 at 20:14

    Sì Nicola, aiuto reciproco… possibile che i governi non siano in grado di capire la povertà che rinsecchisce la nostra interiorità?

  • Giovanna Gennaio 21st, 2019 at 23:46

    Il sorriso dei bambini è VITA, GIOIA, ALLEGRIA allo stato puro. Loro donano inconsapevolmente, come Carla ha fatto con te. Ti ha regalato un po’ di serenità. … si è vero, ci salveremo soltanto insieme! A tal proposito, menzioni il ” Matera 2019: nasce la Silent Academy, dove gli insegnanti sono i migranti. Un applauso all’ideatore di questa iniziativa. Un vero esempio di integrazione.

  • Antonella Gennaio 22nd, 2019 at 09:49

    Carla è l’ esempio di quella vita che vince ogni brutalità e che persino sfida la morte!E’ quell’ anima che dovrebbe scuotere le coscienze e liberare gli occhi dai prosciutti di tante ipocrisie sedimentate nel tempo.

  • Raffaella Gennaio 22nd, 2019 at 10:04

    Dovremmo imparare a sorridere da loro…una persona che è andata in Kenia ha incontrato gli “Zingari del mare” ragazzi giovani che girano per le spiagge e vivono di quello che gli danno i turisti, compresa l’acqua. Alla domanda “perché sorridete sempre e non avete nulla e noi occidentali abbiamo tutto e non sorridiamo?” un ragazzo ha risposto “guarda in che paradiso viviamo, come fai a non sorridere?”. E’ un approccio positivo su cui dovremmo riflettere per imparare a sorridere…..

  • lucia pulpo Gennaio 22nd, 2019 at 14:49

    Certo Giovanna, hai ragione su tutta la linea!

  • lucia pulpo Gennaio 22nd, 2019 at 14:52

    Sì Antonella, un esempio incredibile!

  • lucia pulpo Gennaio 22nd, 2019 at 15:03

    Sì Raffaela, ma in questo caso, mi sono chiesta come potesse essere così sorridente e affettuosa (abbracciava chiunque giocasse con lei e si buttava con slancio felice) dopo aver visto i genitori assassinati, essere portata lontana dai suoi luoghi e dai suoi familiari, soffrire le pene del cervello compresso dall’idrocefalo, fidarsi di gente con lingua e pelle completamente diversa ed era spontanea e bellissima.

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