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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Intervista a Tiziana Maggio. “Spirito di bellezza, dove te ne sei andato?”

Il poeta inglese Percy Shelley, nel 1816, si domandava ne “Inno alla bellezza intellettuale”: “Spirito di bellezza che consacri / coi tuoi colori ogni pensiero e ogni forma / umana su cui splendi – dove te ne sei andato?”. Shelley venne a cercare la risposta in Italia. Ora, nel 2018, mi piace immaginare che dall’Italia sia arrivata la risposta a Londra con Tiziana Maggio e la sua agenzia di consulenza d’arte, specializzata nel sourcing di opere d’arte per il settore immobiliare, per spazi residenziali e commerciali per arricchirli di carattere e stile.

Tiziana è una consulente d’arte e scrive su riviste d’arte specializzate e un’entusiasta d’arte. La sua passione e’ sostenuta dagli studi specialistici in arte e da una importante esperienza maturata sul campo con la Sovrintendenza delle belle arti italiane. A Londra, dopo aver lavorato in diverse gallerie d’arte, ha fondato la sua agenzia di consulenza artistica come lei stessa ci ha spiegato.

d. Tiziana, come e quando è nata quest’idea per la tua agenzia? Com’è strutturata e a chi si rivolge?

r. Circa 6 anni fa, mi accorsi che c’era un gap nel mercato. Quasi tutti nell’ambito artistico erano concentrati nel lavorare con e per collezionisti privati ma nessuno lavorava con i professionisti del settore immobiliare. I costruttori, gli agenti immobiliari, gli architetti di interni erano lasciati a navigare nelle immagini di Google alla ricerca d’ispirazione per opere d’arte, spesso lasciando, alla fine, muri spogli e spazi vuoti. Ho fondato la mia agenzia di consulenza d’arte con l’idea di portare l’arte creata da artisti emergenti di talento e disporla in nuovi spazi commerciali, uffici e in proprietà private a Londra. Infatti tutti concordano che disporre arte in luoghi di lavoro porta benefici in termini di produttività, stato d’animo e benessere. D’altra parte, l’arte può anche aumentare il valore economico di una proprietà e facilitare il processo di vendita o di affitto. In termini di modello di business, ci concentriamo sul leasing e vendita di opere d’arte. Il leasing e’ un eccellente modo per le aziende di evitare spese in conto capitale e di impegnarsi nell’acquisto di un’opera che potrebbe risultare non adeguata nel lungo termine. Infatti molti dei nostri clienti preferiscono ‘affittare & ruotare’ così che i loro spazi sono sempre aggiornati con nuove opere d’arte a scadenza regolare.

d. In Italia, siamo immersi in arte quotidianamente grazie al nostro ricco patrimonio artistico. C’è una relazione fra la tua agenzia e questa immersione artistica tutta italiana?

r. Se cresci in Italia, sei abituato a vivere, studiare e lavorare circondato da un incredibile patrimonio artistico. Per esempio, i miei corsi universitari erano tenuti in un monastero del XII secolo con meravigliosi affreschi medievali, mentre negli uffici della Sovrintendenza dove lavoravo, eravamo circondati da quadri del XVII secolo della scuola di Caravaggio. Con

questo in mente, io credo che la mia agenzia cerchi di far riemergere quella fascinazione quotidiana per l’arte ereditata dal background italiano e arricchire gli ambienti di lavoro e di uso quotidiano. Ma allo stesso tempo, e’ una una specie di reazione a quella tendenza italiana di concentrarsi prevalentemente sui grandi maestri dell’arte. Infatti, con la mia agenzia, promuoviamo e sosteniamo artisti emergenti di talento che speriamo diventino i maestri del domani.

D. Le gallerie d’arte stanno utilizzando sempre più piattaforme online per vendere arte. Rischiano di diventare mercificate? Credi che la digitalizzazione sia positiva?

r. Secondo l’ultimo rapporto di Deloitte su Arte e Finanza, il mercato d’arte online continua ad apparire forte e in crescita. Infatti in base al “Rapporto Hiscox del commercio online d’arte 2017” le vendite hanno raggiunto 3.75 miliardi di dollari nel 2016 con un incremento del 15% rispetto al 2015. Questo ha dato al mercato d’arte online una fetta dell’8.4% dell’intero mercato, superiore al 7.4% del 2015. Questi numeri quindi dimostrano come le gallerie stiano affrontando un’opportunità unica di entrare in contatto con il loro pubblico a livello mondiale con una relativa facilita’. Per esempio possono coltivare relazione e vendere a collezionisti in tutto il mondo con siti come Artsy. Ma per la stessa ragione, piattaforme online come Artfinder o Saatchi Art danno ugualmente la stessa opportunità agli artisti di vendere direttamente ai loro estimatori. Quindi, ironicamente, la medesima opportunita’ che supporta le gallerie, potrebbe alla fine avere un impatto negativo per le stesse, visto che il mercato digitale sta rimuovendo gli intermediari. Alla fine, questo cambiamento del mondo dell’arte riflette quanto abbiamo visto gia’ in tanti altri settori delle arti, includendo la televisione e la musica con YouTube e Spotify. 

d. Londra è sempre stata considerata un crocevia internazionale. È ancora così? Da dove vengono i tuoi artisti e riuscite ad attrarre l’attenzione di compratori internazionali?

r. Londra ha sempre affascinato e attratto artisti ed amanti dell’arte da ogni parte del mondo per la sua quantità’ di mostre e opportunità. Brexit o no, Londra continua ad essere il cuore palpitante del mondo dell’arte. I miei artisti hanno un background estremamente internazionale: provenienti dalla Corea, Stati Uniti o dall’Australia, si sono trasferiti a Londra attratti dagli ottimi college come il Royal College of Art e il Central St. Martin, per le uniche art residencies come quella al Gasworks Gallery e all’Acme Studios, o per la preziosa esposizione internazionale. Posso dire lo stesso per i nostri clienti, esperti d’arte che apprezzano l’idea di offrire una vetrina artistica internazionale nelle loro proprietà immobiliari e non ultimo perché i loro residenti e affittuari vengono loro stessi da ogni parte del mondo e si sentono sicuramente a casa quando sono circondati da quadri o da sculture stimolanti e cosmopoliti nei loro luoghi di lavoro e nelle loro abitazioni.

d. Chi sono gli artisti che, di recente, ti hanno colpito?

r. Nell’ultimo anno ho focalizzato la mia ricerca su lavori di dimensioni molto grandi Sto lavorando con artisti internazionali come la pittrice Anca Stefanescu: lei trasferisce una grande maestria del colore digitale e della composizione di elementi dallo schermo del computer a grandi tele, dove finisce con pennellate di colore a olio piene di energia. La sua base è Londra, ma i suoi quadri sono stati esposti in numerose gallerie ed mostre dagli USA all’Italia. Adoro i suoi colori brillanti e le sue figure affascinanti, donne e animali che popolano serenamente i suoi quadri.

Un’altra artista con cui sto attualmente lavorando è la messicana-franco-americana Alicia Paz. I suoi quadri, collages e sculture si concentrano sulle figura femminile. Abitando in una realtà fantastica ed esotica, i soggetti femminili della Paz si fondono e si combinano con la creazione di una natura organica, creando strane e sconvolgenti visioni di donne-albero e donne-mostro. Il lavoro della Paz è stato soggetto di vari cataloghi e pubblicazioni ed è stato recensito a

livello internazionale. Rimango sempre affascinata dalle sue scene eteree dove puoi scoprire messaggi nascosti o significati e forme nuove se guardate da vicino.

Lucia Pulpo

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