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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Corso di formazione per un futuro dell’Umanità

Voglio iniziare l’anno con una considerazione: “Quando le parole sono realmente vissute hanno il calore del corpo che le ha prodotte, ballano al ritmo del suo cuore e splendono con l’energia cerebrale che le ha concepite e riempite di vita.”

Tali parole meritano attenzione, sempre, anche se riportano concetti poco amati.

In questi ultimi mesi mi sono capitate tra le mani due opere di Jack London, due scritti che proprio non mi aspettavo perché, a proposito di questo autore americano, sento sempre parlare di “Zanna bianca”, “Il richiamo della foresta”, libri di avventura, racconti sulla boxe e l’amore per i cani… non sono il mio genere. Perplessa ho iniziato a leggere: “Io appartengo per nascita alla classe operaia.

Molto presto ho iniziato a scoprire l’entusiasmo, l’ambizione e gli ideali e il soddisfarli è divenuto il problema della mia vita di fanciullo. L’ambiente che mi circondava era crudele, duro e meschino. Non potevo godere di una visione in prospettiva ma solo dal basso verso l’alto Occupavo il fondo della scala sociale, dove la vita non offriva altro che sordidezza e miseria della carne e dello spirito; perché qui la carne e lo spirito erano come affamate e tormentate.”

Un inizio che spazza via ogni incertezza di lettore. Bene, ma per potermi immergere nel testo e seguirlo ovunque vada devo potermi fidare dell’autore come quando ci si abbandona alla storia con un amante. Così, prima di procedere ho letto la sua biografia, ascoltato alcuni documentari su youtube e letto l’introduzione al libro che, generalmente, evito accuratamente. La vita è il romanzo da cui ha tratto ispirazione? Non precisamente, la vita è il filo che attraversa, entra ed esce dai suoi romanzi e fa di loro una grande opera letteraria.

Finito di leggere “Il senso della vita, secondo me” mi sono precipitata ne “La valle della Luna” pronta a qualunque storia perché un autore così autentico che scrive con una naturalezza tale da immergerti nel suo inchiostro con la sua piuma d’oca, merita rispetto e fiducia. Parla del proletariato in fermento tra sfruttamento e sciopero, cosa non in sintonia con i comuni racconti su San Francisco dell’inizio 1900. Oltre a scrivere romanzi e articoli, è stato sindacalista e attivista politico. Parte dei suoi discorsi si ritrova facilmente nei dialoghi dei suoi personaggi, nelle obiezioni che muovono e nell’entusiasmo con cui si arrovellano in discussioni pacate ma vivaci. Qui la lettura si fa incandescente perché penso ai politici che abbiamo oggi in Italia, agli scioperi scombinati di un pugno di contestatori (altro che quelli di cui scrive l’americano), all’orgoglio di appartenere alla classe dei lavoratori, alla rivendicazioni per il benessere comune. Credo che bisognerebbe leggerlo e rileggerlo più frequentemente nel corso di formazione per un futuro dell’Umanità.

Comments

  • Raffaella PIGNATELLI Gennaio 5th, 2019 at 17:01

    Bella considerazione. Credo che dovremmo, me compresa, leggere di piu’ per cercare di comprendere meglio cio’ che ci accade quotidianamente. Grazie per indurci a riflettere con le tue considerazioni. Un abbraccio

  • lucia pulpo Gennaio 6th, 2019 at 13:10

    Piacere mio, condividere le riflessioni è stimolante per produrne ulteriori!

  • Valerio Gennaio 7th, 2019 at 09:21

    ciò che dici, Lucia, per me e quelli della mia età non costituisce una novità in quanto la giovinezza di coloro che passavano il tempo a leggere è trascorsa in compagnia dei libri di scrittori americani come appunto London, Hemingway, Maugham e tanti altri. Libri stupendi!

    Loro ci raccontano di una società non banale e cialtrona, come quella attuale, ma più ordinata e, sopratutto, dove i protagonisti sono sempre gli essere umani, tutti e senza discriminazioni, con le loro passioni e sentimenti.

  • lucia pulpo Gennaio 7th, 2019 at 11:44

    … Protagonisti gli esseri umani, tutti e senza discriminazione… che bel mondo!

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