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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Ciao Gilgamesh

PABLO PICASSO - DEUX PERSONNAGES Egregio re Gilgamesh, dovrei rivolgermi a lei con la massima reverenza come si conviene verso un eminente esponente dei miti che furono ispiratori di virtù… ma il suo nome mi è familiare, anzi richiama il mio affetto per la libreria di Taranto intitolata a lei. Via i convenevoli, veniamo al punto.
Gilgamesh ho saputo che te ne stai andando. Lo so la libreria è una casa bella ma costosa, in questo momento non te la puoi permettere malgrado tu avessi un bello studio in quella sede, sempre aperto ad incontri con bella gente, autori interessanti, giornalisti e insegnanti. Ne hai fatte tante in quel locale: corsi di fumetto, fotografia, scrittura creativa, recitazione, sono venuti ad intrattenersi con te poeti, attori, artisti con le parole e con le luci…

Ora togli le tende e porti via l’entusiasmo che permeava le mura e ogni persona coinvolta nelle tue attività. In via Oberdan lascerai un buco nero come quello lasciato dall’esplosione delle bombe che spargono il silenzio attorno. Sapevo dove andare a cercare un libro di cui avevo poche notizie, ”da Gilgamesh c’è Miriam, mi dirà lei cosa e quando cercare”… e adesso? Dove andrò a trovare le tue virtù? Chi ha raccolto i tuoi insegnamenti per sfoggiare la tua eredità?
Da anni sento parlare delle difficoltà delle piccole librerie indipendenti, per questo non mi meraviglio, non posso dire di essere delusa perché si legge poco e si capisce anche meno e problemi economici sono equamente distribuiti fra librerie, biblioteche e centri di cultura in genere, ma mi dispiace tanto, ora che avevi imparato anche a cucinare, traslochi. Magari potessi venire a visitarti in qualche altra location. Ti seguirei, per non sentire la solitudine nella voce dei libri che mi aspettano. Loro mi rimproverano come se uscissero dalla “Gaia scienza “di Nietzsche: “Basta, finiscila con questa musica nera come i corvi. Non è chiaro mattino intorno a noi? E verdi, morbidi valli e prati, il regno della danza? Ci fu mai un’ora migliore per essere lieti? Chi ci canterà una canzone, una canzone mattutina così assolata, così lieve, così aerea, che non impaura i grilli – che i grilli anzi invita a ballare a cantare insieme?” Ai posteri l’ardua sentenza. Io ti offro un ballo su queste mie parole singhiozzanti, grazie di tutto, ciao.
Lucia Pulpo

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