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Democrazia e convivenza. M. Bovero, 2009

bovero
Mi auguro risulti intuitivo: non ogni consenso popolare è un consenso democratico. È fallace sostenere che tutto ciò che è gradito ai più (una decisione, un governo, un leader ecc.) è “democratico”.
L’identificazione acritica tra consenso popolare e democrazia impedisce di vedere persino ciò che dovrebbe essere evidente e cioè che l’adesione del popolo (demo) al potere (crazia) di un autocrate non istituisce affatto una demo-crazia, un potere DEL popolo, in alcun senso plausibile, quand’anche tale adesione si manifestasse come un plebiscito (paradossale) “plebiscito di tutti i giorni”.
La cosiddetta “democrazia plebiscitaria” è in realtà una forma di “servitù volontaria”.
Ho parlato di “condizioni” della democrazia in senso logico. [La parola Democrazia indica, come forse direbbero i logici, un “mondo sociale possibile”, ovvero una delle configurazioni che può assumere l’organizzazione della convivenza.]

Ma l’analisi che ho condotto porta ad interrogarci sulle sue condizioni in senso clinico. A mio giudizio, , sono condizioni critiche, molto gravi, un po’ dappertutto. Come succede quando si diffonde una pandemia. La patologia infettiva che ha aggredito la democrazia è in pieno sviluppo, e non accenna a regredire. Ciò non significa che non esista alcun rimedio. A meno che questa metafora clinica non si riveli insufficente a farci intendere la gravità del problema. Se fossimo indotti a riconoscere che si tratta non già di un’infezione, o dell’invasione di parassiti voraci che consumano l’organismo democratico dall’interno, bensì di un processo di mutazione genetica – come ho adombrato, e come temo – le prospettive sarebbero disperanti: una mutazione è difficilmente reversibile. Ma non voglio crederci.
Anche per questo, preferisco abbandonare le metafore organiche per adottare una metafora artistica. La democrazia è un artificio umano. Un’opera d’arte: un’architettura. Forse la migliore opera d’arte della convivenza che il genere umano abbia progettato, e (bene o male) realizzato e che ora sembra deciso a sfigurare. Oggi, nel mondo, la democrazia è seriamente danneggiata: nelle architetture istituzionali dei regimi che continuiamo a chiamare democratici e nei riflessi mentali dei cittadini che vi abitano. Occorre restaurarla appunto come un’opera d’arte che ha subito atti vandalici. I n primo luogo, bisogna provare a fermare i vandali. E bisogna contrastare la diseducazione dei cittadini che non li riconoscono come tali. Se la democrazia può essere restaurata, il compito di restituirle alla dignità del progetto ideale deve essere perseguito anzitutto offrendo ai cittadini soprattutto ai più giovani, come diceva Kant, “giusti concetti”, accompagnati da “buona volontà”. I primi sono necessari per riconoscere chiaramente la gravità dei danni che la democrazia ha subito, senza indulgenze o inganni consolatori; la seconda per porvi rimedio.
Michelangelo Bovero
“La democrazia e le sue condizioni”, festivalFILOSOFIA sulla comunità, Sassuolo 2009

Comments

  • Raffaella Gennaio 9th, 2018 at 11:54

    la democrazia è seriamente “danneggiata” nel suo significato reale. quello che vedo sono poche,forse un pò più di poche,persone che detengono la democrazia e ne fanno l’uso che ritengono più vantaggioso per loro…NON per il popolo. purtroppo la gente è troppo pigra o troppo benestante per reagire a questo scandalo che si perpetua oramai da decenni e che peggiora di anno in anno…questo torpore si desterà di colpo dando nuovamente il potere ad una sola persona..???? corsi e ricorsi storici???? possibile che non impariamo nulla dalla storia?…o forse non la studiamo abbastanza e tantomeno riflettiamo sugli avvenimenti.

  • lucia pulpo Gennaio 9th, 2018 at 15:01

    Nell’epoca dellìhomo videns (come direbbe il prof. Sartri) il potere è nelle mani di chi ha il consenso popolare conquistato con efficaci spot televisivi (o con video postati su social o youtube). Vediamo caroselli di dubbio gusto e nessun senso che però muovono e conquistano la pancia dei nuovi servi di cortile (ciitando Malcom X).Con tutto questo la democrazia ha poco a che fare ma per capirlo devi esserti già affrancato dalla schiavitù.

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