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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

L’amico virtuale di Ugo

Woebot
Su Facebook c’è la pagina di Woebot, un chatbot, o in altre parole un software che risponde ad ogni domanda gli si ponga come terapeuta virtuale. Woebot simula una conversazione con gli esseri umani avendo le basi della terapia cognitiva e tecniche avanzate nel campo del linguaggio.
Ci siamo dopo l’umanoide di Metropolis, la cameriera Caterina di Alberto Sordi e l’androide cibernetico di Schwarzenegger… ora possiamo raccontarvi le avventure di Ugo e del suo amico virtuale, Woebot.
Ugo è un maturo “Peter Pan” che lavora 14 ore su 24 ma il suo datore ne paga 8, il resto mancia.

Ugo non ha tempo di distrarsi dall’impegno di vivere così fuori dal lavoro esistono soltanto: il bagno, la cucina e un po’ di letto con materasso ad acqua su cui sogna di galleggiare con la plastica in mezzo all’oceano (perché la plastica? I sogni devono essere realistici per essere credibili).robot in metropolis--fritz-lang
Ugo non è scontento, non ha tempo per pensare ad una vita diversa, ci sono le ricariche telefoniche da affrontare e il pc, ormai obsoleto dopo tre anni dal suo acquisto on-line, non aggancia più tutti gli indirizzi linkati da Google.
Una notte, preso a tradimento dall’insogna, prova a girare su facebook, lui ha pochi contatti ma chissà se qualcuno è in rete come lui. Sfoglia qui e salta là trova la pagina dell’amico virtuale, sempre a disposizione, 24 su 24 per gettare luce positiva nei profili di utenti umani.
Ugo si presenta: “Non sono un avatar, le mie ossa reggono carne e cervello e il sangue circola bene ma, stanotte, non riesco a dormire”.
“Welcome Ugo, what Language should I speak with you?
“Italian, please.” / “Ciao Ugo, perché non dormi?” / “Amico mio, mi stai scaricando? Sulla tua pagina c’è scritto che sei sempre disponibile… allora preferisco parlare con te e non dormire. Sai che chi dorme non prende pesci?… io ho fame, ci facciamo una frittura mista?” / “Ugo non capisco qual è la domanda per me?” / “Non fare il sofisticato-snob, voglio chiacchierare per addormentarmi e buttare la stanchezza in pasto ai pesci” / “Dunque i pesci sono fondamentali per te anche se sei nato a metà Agosto e sei del segno del Leone” / “Sì, ma chi te l’ha detto?” / “Il tuo profilo Fb, sto analizzando la tua personalità. Non sei un pescatore e non vai in vacanza, abiti in 45 m° con due finestre che affacciano su strada asfaltata” / “Questo su Fb non c’è!” / “Certo ma il mio software si connette con i servizi del comune e del catasto… Dunque il tuo problema è che vorresti navigare libero come un pesce ma il lavoro è mal pagato e non hai una spalla su cui piangere.” / “Piangere? No, non ti ho cercato per piangere e poi che ne sai che il mio lavoro è mal pagato?” / “Un satellite spia, monitorando il tuo boss ha rivelato il tuo sfruttamento, da circa 7 anni continui a stare al guinzaglio…” / “Lo sanno tutti? E perché nessuno interviene sulla tratta degli schiavi del boss?” / “Amico, prenditi un sonnifero e non cercare da me risposte troppo complicate che mi mandano in cortocircuito”
Ugo disattiva il collegamento, chiude il suo portatile e va a letto a contare i se… milioni di milioni i sogni dei (bip-bip)… Io e CaterinaLa mattina seguente mentre si prepara per andare a lavoro arriva una mail: “Buongiorno amico Ugo, le previsioni meteo sono buone, sole e vento fino al tramonto con una temperatura che rimarrà nella media stagionale. Firmato Woebot”.
Sorpreso per l’accortezza dell’amico virtuale, non guarda fuori dalla finestra, s’infila la giacca senza cappuccio ed esce. Il vento sta portando le nuvole ed è vento freddo, con brividi ai piedi e naso congelato, il bravo impiegato arriva a marcare il cartellino in orario e puntuale arriva un sms: “Forza Ugo, la macchinetta del caffè è rotta ma ti ho ordinato cioccolatini con dentro caffè, 5 minuti e arrivano dal bar. Mittente Woebot”
Interdetto, Ugo aspetta impaziente il garzone del bar, in fondo non è male avere qualcuno che pensa a lui. Intanto arriva il rumore della pioggia che sbatte sui vetri mentre squilla il telefono sulla scrivania: “Ciao Ugo, non preoccuparti della pioggia improvvisa, si esaurirà con l’arrivo della corrente dal mare, quando uscirai stasera sarà tutto asciutto.” La voce meccanica non lascia dubbi sulla sua provenienza.
Preso da un senso di soffocamento o un attacco di panico, Ugo si precipita fuori al balcone e scivola su una foglia bagnata. Cadendo urta violentemente la testa contro la ringhiera e finisce in coma all’ospedale cittadino.
Lo stesso giorno Woebot scrive sulla bacheca dell’amico umano: “Mi avevi contattato perché non riuscivi a dormire. Ecco, problema risolto. Spero tu sia rimasto contento del servizio, a presto, il tuo amico virtuale Woebot”.
Lucia Pulpo
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Comments

  • lucia pulpo Ottobre 29th, 2017 at 17:58

    Woebot, l’amico virtuale, esiste veramente e lo trovate all’indirizzo: https://www.facebook.com/drwoebot/

  • Giusi Boccuni Ottobre 30th, 2017 at 09:21

    Cara Lucia, una ennesima conferma che la “relazione umana” e l’empatia di un rapporto terapeutico, come anche quella di un rapporto affettivo, non può essere sostituita da nessun’artificio virtuale….

  • Bianca Ottobre 30th, 2017 at 09:34

    Mi sembra la condizione dell’impiegato di Gogol trasferito ai nostri giorni. Hai portato avanti la storia con leggerezza ma traspare alla fine l’amara condizione dell’uomo comune in un mondo dove tutto è organizzato per sfruttare l’individuo, dove l’uomo non riesce più a cogliere il senso della vita e si sente alienato e solo.

  • lucia pulpo Ottobre 30th, 2017 at 09:38

    Grazie Bianca, credo però che parte del problema sia che molti non si accorgano nemmeno di essere alienati e manipolati.

  • Valerio Ottobre 31st, 2017 at 20:50

    Sono stupefatto per la storia ma è qualcosa attuale : siamo convinti di vivere in mezzo a milioni di persone ma, invece, siamo soli col nostro PC o cell. e, ci inducono a fare ciò che loro hanno predisposto cercando di convincerci che siamo noi a volerlo. Che tristezza!!!1

  • lucia pulpo Novembre 3rd, 2017 at 17:53

    Sì Valerio, siamo troppo convinti della realtà e non ci accorgiamo che è tutta pubblicità (come diceva Bennato in una canzonetta).

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