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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Un quadro, una strada, un viaggio…

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Questo quadro è opera di Valerio D’Ospina. Un ragazzo del liceo artistico “Lisippo” di Taranto che vive e lavora negli USA, dove è apprezzato sia come pittore sia come docente universitario. Non sono un’esperta, potrei dire che vedo qualcosa del pittore Edward Hopper, mi piace, ecco, partiamo da qui.
La strada mi fa venir voglia di viaggiare, seguire una meta, mi risucchia, quasi, sulla traiettoria di una luce disegnata che forse non è il principale soggetto del pittore ma richiama la mia attenzione.
Sembra essere un fermo immagine per multare la fretta dei miei respiri, fretta dovuta, anche, alla velocità di sguardi che corrono veloci sulle superfici di cose banali, scontate, tutte uguali a quelle di altri posti, altre strade…contemporaneità.

Viene tutto da quella meta lontana, un punto che ha voce di sirena e attira i miei occhi. Forse li strappa dalle orbite di pensieri diversi, li ingoia come un vortice d’aria che da e toglie ossigeno.
La strada disegnata è l’unica via d’uscita. Chi prima arriva, meglio alloggia! Scontato, anche questo è un luogo comune. Alfa e omega nella meta da raggiungere. Questo è il mio viaggio nella via di un altro.
Testardamente mi fermo a considerare i dettagli. Palazzi non grattacieli e una strada non una super strada con macchinoni decapottabili. Sarà New York oppure vecchia Europa? L’odore e i mattoni mi giungono familiari, credo davvero di esserci passata qualche tempo fa. Chissà, magari dovrei stare attenta ai malviventi di perifferia. La strada porta lontano ma passo dopo passo il punto rimane sempre oltre lo sguardo. Infine, mi chiedo cosa dovrei guardare: le linee di luce che corrono veloci, le ombre materiali delle cose che ci sono, la salvezza lontana che fugge in un punto oltre lo sguardo… Ecco cos’è la quotidianità, una strada che ci porta dentro la nostra vita.

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