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L’anima graffiata di Lucrezia Maggi

le orme Pubblicare comunicati stampa non mi piace.
Tuttavia qui di seguito troverete il comunicato riguardo l’opera poetica “Prima che il tempo ne cancelli le orme” di Lucrezia Maggi. Una poetessa dall’anima graffiata dal dolore ma dalla voce chiara, forte, sempre pronta a riprendere il suo canto malgrado le avverse interruzioni.
Merita rispetto e questo è il segno del mio rispetto:
Doppio appuntamento campano per l’autrice pugliese Lucrezia Maggi che, a tre anni dall’uscita della sua prima edizione, torna in libreria con la seconda edizione dell’intenso pamphlet “Prima che il tempo ne cancelli le orme” (Print Me Editore).

Venerdì 10 febbraio, alle ore 19.00, a SALERNO, sarà presentato presso la Chiesa di Santa Maria de Lama. Ad introdurre l’evento, il monologo tratto dal testo interpretato da Sergio Mari (scrittore/attore), con le musiche originali di Filippo D’Eliso (musicista/compositore). A conversare con l’autrice, il direttore organizzativo di incostieraamalfitana.it, il giornalista Alfonso Bottone. Con la collaborazione del “Touring Club Italia” Club di Territorio di Salerno e dell’Associazione UniverCity Salerno.
Sabato 11 febbraio, alle ore 11,30, il libro sarà presentato a NAPOLI presso la libreria Raffaello, via Kerbaker, 33/35. Ad introdurre l’evento, come nel precedente, il monologo tratto dal testo interpretato da Sergio Mari (scrittore/attore), con le musiche originali di Filippo D’Eliso (musicista/compositore). A conversare con l’autrice, la dott.ssa Fortuna Marcuccio (responsabile fisioterapia ambulatoriale CTO). Interviene il prof. Giuseppe Russo (psicoterapeuta, presidente Associazione Nemetos onlus).
L’ingresso ai due eventi è libero e gratuito
IL LIBRO: Amore, impotenza, dolore, rabbia. Questi i sentimenti che affiorano in questo pamphlet, racconto di denuncia. Un diario, quello di Lucrezia Maggi, incalzante e coinvolgente che fa rivivere gli accadimenti di quei “giorni infausti”. La denuncia, gridata, è contro un sistema sanitario, sia pubblico che privato, che perde di vista l’umanità del malato, lasciando sia lui che i familiari in balia di dubbi e domande a cui nessuno può rispondere. Un sistema sanitario che fa diventare la salute un “bene” per pochi, per chi può permettersi di pagare per scavalcare le liste d’attesa. Per tutta la durata del racconto, il lettore vivrà in prima persona tutta la vicenda facendolo sentire protagonista di tutto quello che è accaduto, come se anche lui fosse presente in quei luoghi dove tutto è successo. Il 2013 è l’anno che vedrà accadere gli eventi narrati nel pamphlet “Prima che il tempo ne cancelli le orme”.“Come affrontare quanto accaduto, come dare giustizia alla nostra storia e fare in modo che non capiti ad altri?” queste le domande che si è subito posta Lucrezia, nel corso e in conseguenza al drammatico sviluppo degli eventi. Chiedere un risarcimento? Sporgere denuncia? Il dubbio – o già un’amara certezza – era quello di rimanere inascoltati e ignorati, fino al punto in cui sarebbe stato troppo tardi per agire. Il modo migliore era metterci la propria voce e il proprio volto, portando di persona la storia all’attenzione di altre città e di altre persone e personalità. Lucrezia darà così il via ad un tour di divulgazione, in cui il libro, edito a novembre del 2013, sarà portato in numerose città italiane quali Taranto e la sua provincia, Bari, Avellino, Napoli, Salerno, Catania, Roma, Milano. Numerosi gli incontri realizzati con il prezioso supporto di relatori del calibro degli scrittori Andrea G. Pinketts e Cosimo Argentina, del dott. Santino Mirabella, magistrato catanese, di Alessandro Salvatore, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, del giornalista campano Alfonso Bottone, direttore organizzativo della Fiera del Libro in Mediterraneo che, hanno portato la vicenda dinanzi all’attenzione di un pubblico crescente e sempre più partecipe in quei coinvolgenti momenti di dibattito e dialogo che sono stati, ogni volta, le presentazioni di questo pamphlet.

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