EU Cookie Law

Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Luci, voci ed emozioni nelle storie di… Capatosta

capatosta “Capatosta e altre storie” è un libro sorprendente.
Nato dalla creatività di Gaetano Colella, racchiude due testi teatrali e un radiodramma. Gli atti unici sono interessanti perché riportano fedelmente l’amarezza che si respira, persino, nella città dei due mari dove le opere sono ambientate, come dimostra anche il linguaggio usato impastato di dialetto, sale e polvere d’acciaio.
Due operai sono i protagonisti di “Capatosta”, due figure segnate diversamente dall’attività siderurgica; sulla scena loro si confrontano e scontrano in una escalation di luci fra ricordi e progetti futuri.
Luci sfocate a tratti abbaglianti e soffocanti in un turbine di energia che nasce dalla rabbia di dover accettare un destino imposto da un capo assente ma opprimente… rabbia che si trascina di parola in parola ed inesorabilmente esplode con un boato che spinge, nello spettatore, il cuore più in dietro per lasciare spazio alla pietas… la disperazione non vuole ragione da dimostrare ma voce per mostrarsi.

Le luci della notte di “Marevomito” sono bagliori di stelle riflessi in mare, luci provenienti da un remoto cielo dove memoria e credenza popolare danzano insieme sulle acque del mare, sperando di avere ancora un riflesso brillante nel presente che era futuro al quale non hanno avuto tempo di arrivare.
Pierre e Annina sono i due fantasmi che animano questa narrazione, tratti dalla storia reale della città e dalle credenze tramandate per spaventare bambini ed ingenui (escamotage che spesso ritroviamo nelle rappresentazioni curate da Colella per la compagnia teatrale CREST, con cui rivivono vicende, personaggi e favole tarantine impolverata e dimenticate nelle stanze disabitate della vecchia Taranto ).
Un lungo e fragoroso battito di mani andrebbe tributato al dramma radiofonico “Esodo”. Un lavoro realizzato per la radio e che sembra essere una trasmissione di pensieri intercettata abusivamente dalle orecchie dell’ascoltatore-lettore, una frequenza privata che s’impadronisce della nostra attenzione attirando anche i nostri pensieri e immettendoli sulla stessa “modulazione di frequenza”, incrementando onde alte in sintonia col malumore di quanti sono costretti a lasciare la propria casa alla ricerca di un posto vivibile.
Leggendo il testo arrivano le interferenze radio causate dal vento e dal cattivo tempo. Si tratta proprio di una trasmissione di pensieri, un uomo sul tetto di un palazzo protesta per ottenere un domicilio degno di un essere umano ma su quel tetto finisce per rimanere isolato…
Pensa, come quando eravamo piccoli e parlavamo con noi stessi come se fosse un altro ad ascoltarci…
Antonio ci dice: “In tutti questi anni ho tenuto una catena al piede che non mi ha fatto mai fare quello che volevo. Una catena che misurava i passi, per non farmi mai andare, alzare da terra, volare. Non me ne sono mai accorto, mai. Però adesso… stando su questo tetto… ho cominciato a vederla bene… la vedo chiaramente.”
Chissà se siamo noi ad intercettare i suoi pensieri oppure è lui a dar voce ai nostri… Alla fine siamo in troppi su quel tetto , bisognerà scendere prima che ceda sotto il peso della nostra umanità.
Luci, voci, emozioni trascritte in parole pubblicate da “Edit@” in un agevolissimo testo di 103 pagine.
Lucia Pulpo

Comments

  • Raffaella Settembre 13th, 2016 at 14:57

    una presentazione che desta interesse per questo libro…ed anche spunto di riflessione per pensare, uscendo un attimo dalla routine quotidiana che ci tiene legati ad un qualcosa che forse vorremmo…dovremmo cambiare.

  • lucia pulpo Settembre 14th, 2016 at 14:35

    Ciao Raffaella, ho tralasciato gli spunti di riflessione offerti dai personaggi sulla classe operaia… un libro piccolo ma pieno di contenuti interessanti!!!!!!!!!!!

Your Comment

CAPTCHA: Completa l\'operazione sottostante *