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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Respiro di Libertà

d.c. Honorè Daumier
In un caldo pomeriggio del Sud, stavo leggendo svogliatamente un romanzo col libro appoggiato su un tavolo da giardino in plastica pulito ma ruvido in alcuni tratti. La luce non offende gli occhi perché c’è una ombra di qualche pino che mi stuzzica buttandomi qualcuno dei suoi aghi sul tavolo e sulla testa. Vedo arrivare una brezza profumata di sale, silenziosa mi solletica i piedi con qualche granello di polvere che ha rubato da chissà che spiaggia. Da timida si fa sfacciata e sale in piedi sul tavolo battendo i piedi come una gitana schiocca le nacchere e gira la pagina del mio libro… magari girasse pagina alla mia vita!
Alzo gli occhi e vedo lancia e cappello, sì signori è lui in spirito e ombra: il mio Don Chisciotte.

“Hidalgo, immagino che tu voglia spronarmi a venire con te fuori da questa realtà soffocante per compiere la grande impresa di vivere secondo la mia coscienza.
Ma vedi, gli aghi di pino cadono secchi e non importa loro cadere sul tavolo, sulla mia testa o cento metri più in là a terra… sono già secchi, morti e soli allora danzano col vento che accarezza il loro corpo e li adagia lontani dalla loro tomba come rianimandoli con un soffio delicato e avvincente.”
“Damigella, dunque la pianta a cui lei si aggrappa è fertile e florida e la nutre e delizia con miele e ambrosia tanto da farle sembrare morto tutto il resto… tuttavia lei non mi sembra florida e felice.”
Questa è la pagina da svoltare. Non si tratta di trovare o di rinunciare a imprese ardite, si tratta di mettere a fuoco il proprio panorama e poi il resto vien da se ed è giusto così.
“Devo cadere a terra magari fragorosamente e fare un buco nell’acqua delle mie lacrime?”
“Davvero piangerebbe tanto da grulla? Chissà se le uscirebbero le radici o se si alzerebbe per correre dietro un raggio di Sole fermatosi vicino al suo sorriso per scaldarsi e splendere maggiormente. No, deve decidere se cambiare dimensione e vivere diversamente oppure no. Ora devo andare a svegliare Sancho prima che la notte gli rubi la speranza di un giorno nuovo.”

Comments

  • Leonardo Giugno 5th, 2016 at 20:02

    Che dire cara Lucia? Una pagina bella e delicata; la malinconia è sfuggente “(la brezza)… magari girasse pagina alla mia vita!” ma poi, c’è la volontà di reagire: “deve decidere se cambiare dimensione e vivere diversamente oppure no”. Cara Lucia anche quando scrivi in prosa, le tue pagine sono “poesie”.

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