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La favola del mondo contemporaneo a teatro

1932492_627830163960785_1823537492_nIl tempo presente talvolta ci scivola via confondendosi con quello eterno delle favole in un miscuglio fra Realtà ed immaginazione che sovverte i ruoli donando all’immaginazione un aspetto più concreto e credibile rispetto a quello reale in cui dovremmo ritrovarci.

Il teatro è il luogo più adatto per ricreare la suggestione di un racconto reale partendo da uno di fantasia. Il prossimo 4 aprile al teatro Verdi (Martina Franca), la compagnia teatrale “Le Quinte” porterà in scena “Occhio Pino”, una libera interpretazione dalla favola di Collodi.

Cosmopolis ha incontrato Matteo Gentile, autore del testo teatrale, per chiedergli degli approfondimenti…

di Lucia Pulpo

Un testo elaborato sulla favola di Collodi, quali sono le differenze fondamentali tra il suo testo e quello di provenienza?

Il nostro Pinocchio, rispetto a quello di Collodi, si muove in un mondo moderno, dove la ricerca del lavoro è una metafora, ma non troppo, del suo percorso di ricerca di se stesso e della sua libertà. Accanto alle figure tradizionali collodiane, Pinocchio si muove in un mondo sospeso tra favola e realtà quotidiana, con un linguaggio più vicino al mondo attuale, senza tuttavia tralasciare le suggestioni a tratti oniriche, ma speso concrete e reali che caratterizzano il testo originale.

Un testo ed uno spettacolo teatrale per ragazzi e bambini?

Certamente pensato inizialmente per i più piccoli, lo sforzo è stato quello di adattarlo comunque a un pubblico il più eterogeneo possibile. Anche perché in ogni adulto alberga l’animo del ragazzo che va stimolato verso la curiosità e la ricerca. Mentre in ogni bambino c’è la spinta verso il mondo degli adulti, alla ricerca dei mezzi e delle opportunità di crescere per costruirsi da se il proprio mondo. Le scelte registiche sono molto importanti nella messa in scena di un testo che vada incontro a tutti, nel tentativo di condividere emozioni e stati d’animo.

La sua collaborazione con la compagnia “Le Quinte” dura già da tempo… quando e come è nata?

Conosco il regista Pasquale Nessa da quando eravamo ragazzi, e già diversi anni fa avevamo calcato le scene insieme. Poi lui ha fatto di questa passione la sua vita, e le nostre strade si sono ritrovate un paio di anni fa. Prima con l’adattamento di alcune scene de “Ditegli sempre di sì”, poi con la riscrittura de “Il pifferaio magico”. Dopo una breve “puntata” sul palco ne “L’avaro” di Moliére, nel quale ho condiviso la “polvere” e l’adrenalina del palco con tutti i ragazzi della compagnia, sono tornato dietro le quinte, dove mi sento più a mio agio. E su richiesta dello stesso regista ho riscritto Pinocchio cercando di pensare anche agli attori che lo avrebbero messo in scena.

Questa rappresentazione si fermerà a Martina Franca? Avete altre date o progetti teatrali diversi da questo?

Al momento abbiamo le matiné per le scuole e il serale del 4 aprile al Verdi di Martina. Stiamo pensando a una replica estiva in una location all’aperto, e abbiamo già qualche contatto in provincia e anche fuori. Ma è tutto un progetto che valuteremo, anche in base alle eventuali richieste che, speriamo, possano avvenire.

Sta scrivendo o pensi di scrivere un altro romanzo (dopo Danza di passione) oppure Gentile si è appassionato al teatro?

In realtà il teatro è il mio primo amore, ma un nuovo romanzo non è da escludere. Ci sono delle idee che si rincorrono nella mente e che compaiono e scompaiono così come sono arrivate. Magari in questa esperienza teatrale troverò il filo conduttore per legare insieme la trama e l’ordito delle tante situazioni cui ogni giorno si va incontro. E poi c’è stata un’esperienza molto forte e drammatica che ho vissuto in questi giorni con la scomparsa di Donatella De Blasio, la giovane calciatrice che militava nelle fila della Virtus Five Martina, società con cui ho iniziato a collaborare come addetto stampa volontario. Una rasioiata che ha lasciato un segno indelebile. Vedremo.

 DA COSMOPOLISMEDIA

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