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Recensione al libro di Florian Illies

NZO1913 L’anno prima della tempesta un libro che ho desiderato tanto quando ero ancora fra i banchi di scuola a studiare dai manuali la biografia degli autori, la storia sempre troppo ufficiale, la storia dell’arte.

L’autore Florian Illies nei dodici capitoli di questo libro (dodici come i mesi dell’anno) racconta minuziosamente la vita che si evolve nel 1913 nel mondo culturale di allora, non solo l’Europa con Parigi, Londra, Zurigo, Berlino, Ginevra, Firenze ma anche gli Stati Uniti dove il testo inizia col capodanno del dodicenne Louis Armstrong che spara dei colpi di rivoltella per festeggiare il nuovo anno e finisce in riformatorio dove il direttore gli mette in mano una tromba e Louis inizia a stupire.

Non c’è una storia o un significato ultimo. Le pagine procedono secondo l’ordine cronologico dei fatti illuminando il lettore con un sorriso pettegolo perché le circostanze riportate non appartengono esclusivamente alla “materia pubblica” e s’intrecciano nomi importanti con titoli eclatanti e bisbiglii maliziosi non tramandati sui testi scolastici:

“Freud era divertito all’idea che i viennesi avessero cominciato a prendere sul serio la sua teoria della rimozione e gli studi sull’inconscio solo dopo che era stato nominato professore. Hanno già cominciato a piovere felicitazioni e omaggi floreali, come se il ruolo della sessualità fosse stato improvvisamente e ufficialmente riconosciuto da Sua Maestà, il significato del sogno confermato dal Consiglio dei  Ministri.”

Ogni capitolo è introdotto da un breve riepilogo che anticipa qualche momento saliente del mese come un gustoso antipasto che incrementa la curiosità salottiera che corre con allegra vivacità da un protagonista all’altro senza insinuare dubbi o gettare ombre su nessuno e per questo sembra proprio di trovarsi in un salotto con una grande gabbia con pappagalli e canarini che cinguettano allegramente tinteggiando tutta la stanza con la luce che si riflette dalle loro piume variopinte. Nella modernità tecnologica dei nostri anni basta saper consultare Twitter per conoscere le relazioni tra cronaca, personaggi e libri stampati e forse questo libro soddisfa esigenze considerate poco importanti nel mondo pre-digitale però quest’opera non è scritta con i veloci caratteri dei socialnetwork quanto con inebrianti sguardi e ammiccanti cenni che vivacizzano e procurano una confidenza rispettosa nell’atmosfera di quei tempi.

“Franc Marc vuole illustrare la Bibbia insieme ad alcuni amici artisti. Nel Marzo del 1913 scrive a Vasiy Kandinskiy, Paul Klee, Eric Heckel e Oskar Kokoschka. Come è facile aspettarsi, sceglie per sé la Genesi e crea ogni giorno animali nuovi, cavalli azzurri che non hanno bisogno di azzurri cavalieri.”

Inoltre la letteratura e gli incontri di Thomas Mann piuttosto che Musil e la cronaca… insomma un libro delizioso che ridona il movimenta e l’energia che si stava accumulando fino ad esplodere nella prima grande guerra mondiale dell’anno seguente 1914.

 

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