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Duello all’ultimo inchiostro

0 . 0 . 0 . 0 . duelloL’anno 2013 sta volgendo al termine e bisogna salvare nei ricordi quello che di bello è accaduto nel corso dei 12 mesi.

Qualcosa da salvare ci sarà ma è piuttosto difficile da certificare su carta bollata.

Carta…libri… sì ecco qualcosa da non buttare “dalla finestra” con i botti di Capodanno.

Molte sono state le pubblicazioni di autori locali (a km 0 come dicono i salutisti) e l’argomento immortale? L’amore!

Allora vediamo: autori locali, storie d’amore… Due titoli: “Per sempre carnivori” di Cosimo Argentina e “Il libro dell’amore proibito” di Mario Desiati.

Lucia Pulpo

Qui scatta un bel duello stile “Amore e Tanatos”, alzate le penne miei prodi, ne ferisce più la penna che la spada ma speriamo che il terzo (il lettore) non debba godere dei colpi mortali rimasti fra una riga e l’altra.

Il libro degli amori proibiti narra di una storia d’amore nata tra i banchi di scuola fra la professoressa Donatella e uno dei suoi alunni Veleno. “Per sempre carnivori” invece gravita intorno alla storia d’amore nata a scuola ma consumata in gita scolastica fra il professor Leone e un’allieva di nome Dio.

Due esempi di amore convenzionalmente sbagliato, passioni forti ma dannate al limite dei sogni inconfessabili che esplodono nel subconscio dei protagonisti e li spingono verso una vita sempre più al limite.

Partiamo da particolari che non incidono sul racconto ma rivelano “lo stile” delle vite dei protagonisti:

Dio è “l’amata” di Argentina, lei per un istante viene spodestata da un’ombra in una torretta saracena sulla litoranea: “La ragazza si era girata ed io l’avevo vistai lì, ferma (…) Un pomeriggio della tua vita vedi qualcosa, un particolare, un dettaglio, un volto, ascolti un suono e restano in te, per sempre. Lei era stata una specie di miraggio. Io non credo ai miraggi ma la ragazza della torre mi s’incollò al cervello e la cosa strana fu che non ne parlai con nessuno.”

L’incontro di Veleno col suo “miraggio” avviene sui gradini di una chiesa dopo una confessione affannata ed estenuante: “Lei era ancora più bianca e bionda del solito suoi occhi verdi che mi prosciugarono le ultime stille di energia. Mi piegai davanti a lei come se avessi dovuto confessarmi un’altra volta .Stai male? Mi guardò con occhi languidi mentre mi dava un bacio sulla fronte. (…) Era soltanto pietà ma ne ebbi paura.”

In entrambe i testi ci sono 2 grandi amici (Nappi e Walter da Martina Franca per Veleno e Makò e i dentuso nella Ginosa di Argentina) e tante comparse femminili e avventure poco romantiche ma la presenza che si avverte fino a respirarne il sale, la meta delle passeggiate di Veleno che costeggia e s’infrange sulle rive di Leone, direi “The winner is” Il Mare che è anche la culla della vita e dell’amore.

“… Quel fottuto non lo fece e restammo lì, in quella casa sul mare, due infelici con lo sciabordio del Mediterraneo a intossicarci giorno e notte con i cani randagi a grattare la pattumiera, con i topi d’appartamento che si facevano ogni giorno più temerari, fino a che mio padre non riuscì a pretenderne uno che cercava qualcosa in garage…”(Dal libro Per sempre carnivori).

Il mare già appariva all’orizzonte. C’erano i trattini bianchi delle onde e poi un cielo azzurro che sfumava nell’indaco. Era entrato beffardo dentro l’auto l’odore della salsedine mista alla terra, un profumo incantevole che si sente solo in prossimità del mare tra campagna e litorale. (…) Vedevamo nell’orizzonte di spuma e acquamarina la nostra salvezza.” (dal Il libro dell’amore proibito).

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