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Recensione: PER SEMPRE CARNIVORI, di Cosimo Argentina

 

… Vi racconto questa storia di vittime e carnefici, ma forse anche di amore e passione e io credo che è probabile che un giorno, chissà fra trent’anni, qualcuno nel valutare il caso dirà che si è trattato solo d’amore. Niente di più e niente di meno.”

La storia di “Per sempre carnivori” è narrata da Leone Polonia, giovane venticinquenne laureato in giurisprudenza che per accumulare punteggio insegna nella scuola privata di Ginosa, la “Nuova Caledonia”, ed abita sulla costa ionica verso Pulsano e Leporano.

Colleghi di lavoro e compari nella vita sono Mako’ e il Dentuso, la storia è una corsa rocambolesca verso la morte. Sì,questi tre esemplari di carne cercano di dimenticare la vita e i suoi dannati denti che affondano nella carne e tirano morsi sfilacciando la forza di reazione ma lasciando al corpo quel tanto di sangue necessario per tirarsi dietro le ombre di un altro giorno.

Ci sono le donne, quelle non troppo disponibili e quelle abbordabili, importanti solo fin quando aiutano il protagonista ad accrescere i suoi sensi di colpa, i suoi peccati, la sua dannazione: “Le donne mai amarle fino in fondo. Cercano di rubarti l’anima e allora tu devi ricordarti che l’anima va’ riservata ai demoni e alle femmine puoi offrire tutt’al piu’ un simulacro di spirito affinche’ loro possano intuire cosa c’e’ dietro senza pero’ riuscire ad afferrarlo.”

Leone non e’ un poeta maledetto, non e’ un bello e dannato, un esteta perverso, no, Polo’ e’ un giovane che vive alla giornata senza fare progetti per il futuro, cinico come tutti gli uomini che si condannano alla solitudine.

L’autore Cosimo Argentina, in questo libro mescola realtà ed immaginazione al punto da dilatare lo spazio dell’una nei miraggi dell’altra in un tempo al limite fra il conscio e l’inconscio ottenendo un racconto (in capitolo unico) da “Reality shock” il cui senso sfugge se lo si cerca sulla crosta terrestre illuminata dal Sole, bisogna addentrarsi nell’abisso del proprio inferno, magari al ritmo della musica che si spande in tutto il romanzo: “E la milonga, in un certo senso, non fa che irrorare di note e malinconia una spiaggia in cui s’e’ consumato un disastro nato dal desiderio d’amare.”

Cosimo Argentina, Per sempre carnivori,MinimumFax

(Pubblicata su Cosmopolis il 12/2/2013)

Comments

  • Raffaella Febbraio 14th, 2013 at 11:56

    Sembra molto interessante … anche se penso che il rapporto uomo – donna debba recuperare una dimensione più “naturale” e meno cervellotica…

    Baci

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