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Defiance-Gli ebrei che sfidarono Hitler

I giorni del coraggio” e’ il sottotitolo del film tratto dal libro della prof.ssa Necham Tec che raccoglie la testimonianza degli ebrei polacchi sopravvissuti allo sterminio grazie al loro istinto che li ha portati via dal ghetto in fuga verso la foresta della Bielorussia occidentale nell’otriad di Tuvia Bielski.

La ricercatrice americana che da tempo studiava la politica nazista contro il suo popolo, si chiedeva come mai gli ebrei fossero stati vittime mansuete ed incoscienti… no, ci sono stati ebrei che non solo si sono ribellati per se stessi ma hanno aiutato anche altri a sopravvivere.

Infatti, secondo questa accurata ricostruzione storica condotta non soltanto tramite le interviste ai protagonisti ma anche sui “documenti della Shoa” custoditi in Israele, alla fine furono 1200 esseri umani a sopravvivere alle Aktion naziste.

Bielski era una famiglia ebrea polacca povera ma numerosa. Quando iniziarono le pesanti restrizioni per gli ebrei e l’obbligo di trasferirsi nei ghetti separati dalla popolazione “civile”, i figli Bielski scapparono nella foresta già territorio partigiano (dei partigiani russi contrari ai tedeschi ma a loro volta filo-antisemiti nei fatti anche se non ufficialmente).

Durante la riorganizzazione, l’otriad Bielski fu inserita ufficialmente nella brigata Kirov. Vasiliev, il comandante russo, aveva pini speciali per i partigiani ebrei”.

Tuvia organizza l’otriad per accogliere tutti quelli che riuscivano a scappare dai ghetti: donne, vecchi, bambini e malati. Tutti. C’era il gruppo armato che partecipava alle azioni con i partigiani russi ma, caso unico fra i gruppi nella foresta, il comandante Tuvia accoglieva ogni essere umano trattandolo con dignità pari alla propria.

Verso la metà del 1943, quasi tutti gli ebrei dei ghetti circostanti conoscevano l’esistenza dell’otriad Bielski e fu proprio la speranza del rifugio sicuro che offriva a dare agli ultimi residenti del ghetto di Nowogrodek la forza di organizzare un’evasione di massa.”

Tuvia Bielski è morto negli Stati Uniti negli anni ’80 dopo aver a lungo lavorato come tassista.

Dopo la vittoria, dopo la resistenza, arrivato nello stato d’Israele dove è considerato un eroe che ha salvato oltre 1200 persone, alla domanda cosa possiamo fare per te rispose: “datemi un taxi”.

L’abominio nazista è qualcosa di talmente atroce da lasciare gli uomini senza parole ma la dignità di quest’uomo merita il coraggio di affrontare l’argomento… a futura memoria.

di Lucia Pulpo

Necham Tec, Defiance. Gli ebrei che sfidarono Hitler,Sperling & Kupfer

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