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Intervista a Diego Fusaro

Diego Fusaro è ricercatore presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Studioso di “filosofia della storia” è considerato uno degli esperti del pensiero di Marx e per questo è intervenuto recentemente al festival della filosofia di Modena, Carpi, Sassuolo.

Recentemente lei ha scritto il libro: Coraggio. Vuole essere un augurio, un’esortazione o una riflessione?

Coraggio è il tentativo di mettere a fuoco la situazione in cui ci troviamo. Nel testo ripercorro l’ excursus filosofico, analizzo il significato della parola dai Greci ai nostri giorni ed, infine, la uso come esempio di saggezza. Bisogna trovare la forza di rifiutare che “le cose” stiano così. Non si può accettare che il lavoro sia precario, non si devono accettare compromessi a favore dello sfruttamento del lavoro.

Qui, a Taranto, il problema del lavoro è legato a quello della salute. Tanto che queste appaiono come “entità antagoniste” e l’unica certezza sembra rimanere lo stabilimento siderurgico dell’Ilva. Lei come vede la questione?

Il capitalismo efferato ha portato a situazioni drammatiche come quella di Taranto. Lo sfruttamento del lavoro ha ridotto il lavoratore ed il suo habitat a cose da usare e poi gettare. La produzione fine a se stessa, cioè fine al produrre ricchezza, non si cura delle istanze vitali dei suoi servi, anzi le considera ostacoli alla propria realizzazione.

In “Essere senza tempo” lei ha scritto: “…il futuro si è letteralmente eclissato e, con esso, il progetto ucronico della modernità spariti come altrettanti anelli di fumo che, ex post, erano fin dall’inizio destinati a dissolversi nell’aria.” Il futuro sembra essere perso, o lavoro o salute e qualunque strada sarà sbagliata. Secondo lei come dovremmo inquadrare la situazione per risolvere il problema?

Il sottotitolo del saggio è “Accelerazione della storia e della vita”, perché la perdita del tempo viene dall’accelerazione dei tempi di produzione. L’ansia e la fretta sono le patologie che hanno distorto la nostra percezione del tempo. Bisognerebbe riappropriarsi del proprio tempo e con esso del proprio futuro. Siamo diventati “ergastolani” del presente. Dovremmo reagire, fermare questa accelerazione forsennata che ci sta distruggendo.

Si parla anche di crisi del sistema scolastico. La filosofia com’è trattata nella scuola? Penso al sito “La filosofia e i suoi eroi” che lei gestisce da anni, è un tentativo di “democratizzazione” del sapere filosofico?

L’impianto scolastico italiano è opera del filosofo Gentile. Malgrado i recenti tentativi da parte di governi di destra e di sinistra, la filosofia è studiata bene fin dalle scuole superiori. Certo dovrebbe essere materia di discussione e non solamente di studio nelle sedi adibite. Ma è normale che la filosofia sia relegata in un angolo perché il pensiero è pericoloso sopratutto se contempla la critica come strumento basilare di crescita. Nella “piazza del mercato” non sono ammessi individui pensanti. Comunque la questione è dibattuta da tempo, già Hegel e Schelling erano su posizioni opposte. Per Schelling la filosofia era “materia di studio” per il Genio, mentre io concordo con Hegel, tutti dovrebbero accedere al sapere filosofico e in questo senso che si muove il mio “filosofico.net”.

Marx, Hegel Schelling… ma cosa pensa delle teorie post-moderne?

Le teorie post-moderne giustificano il sistema contro cui , penso, si debba reagire. Hanno sostituito la discussione critica delle idee con la fede assoluta nella scienza, imponendo un pensiero unico rispetto alla modalità del vivere. Causando l’omologazione degli esseri privandoli dei loro sogni e delle loro certezze. Così siamo stati privati del nostro futuro e questo non lo dobbiamo accettare.

PUBBLICATO SU COSMOPOLIS IL 30 SETTEMBRE 20112

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