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Cataldo non chiude gli occhi

Lo scorso venerdì (27 Luglio) il traghetto che prendo per andare sulla spiaggia al centro della rada di Mar Grande è rimasto fermo all’ancora per diverso tempo perché gli operai dell’Ilva avevano bloccato il traffico stradale per protestare contro la perdita del proprio lavoro dovuta alla chiusura di parte dello stabilimento siderurgico.

Ero già arrivata sull’acqua ma non il capitano, così gli operai hanno fermato anche il “traffico marino”. Ottima occasione per finire la lettura di un libro incominciato da tempo: I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca.

Fra una pagina e l’altra il mio sguardo si è fermato su un pesce che nuotava confuso vicino al mio “galleggiante”. Un animale snello, agile e colorato che faceva avanti e indietro nervosamente fin quando si è allontanato per appressarsi alla riva della città vecchia, quasi di fronte al mio molo.

Il pesciolino si è come accucciato vicino sotto l’ombra che un bambino proiettava in acqua.

Non ti spostare, la tua ombra fa riposare i miei occhi. Col sale di qui non riesco a piangere e gli occhi mi bruciano”

Pesce, che vai raccontando? Mica piangono quelli come te”.

Prima di tutto io mi chiamo Cataldo e non sono un pesce di qui. Per cui di me non sai nulla e non puoi giudicare”

E sentiamo: che razza di pesce saresti tu? Il Piagnolentis nordicus?”

Vengo dalle acque calde e dolci dell’acquario di una bella casa. Non lo so come sono finito qui, ma non si nuota bene e poi mi tirano le squame e, certe volte, quando ci sono le onde finisco per sentire freddo”

Bene, tu piangi, hai freddo … senti anche la tua puzza?”

La mia? Io sto sempre a mollo, sei tu che dovresti lavarti e toglierti quell’odore di dosso.”

Guarda che sei controvento, con la tramontana senti solo l’odore dell’ Ilva”.

Non sono stupido, questo è odore di terra e qui di terra ci sei soltanto tu”.

Io invece penso che la polvere dell’industria terrestre sia entrata anche nel mare e nelle tue branchie così come nei miei polmoni e nei miei incubi.”

Cosa sono incubi?”

I cattivi pensieri che vengono quando dormi”

Ah, ho capito cose vostre, ma perché dovrebbero essere entrate nelle mie branchie?”

Cataldo, ma nessuno ti ha detto che non esisti solo tu e che devi accettare anche i rifiuti della società, anche se non ne vuoi fare parte?”

E perché dovrei sentire la puzza degli altri? Non mi sembra giusto, io non obbligo nessuno a sopportare la mia …”

Giustizia, che pretese che hai per essere un forestiero.”

Tu non vuoi Giustizia? Preferisci continuare a vivere con gl’incubi?”

No, ma mio padre lavora là e dice che se chiude non avremo più da mangiare. Se muoio che giustizia c’è per me?”

Dunque devo subire io, e stare zitto e muto con l’acqua in bocca?”

Vediamo come posso aiutarti. Ecco, vieni qui, in questo retino che ti porto in salvo… in padella!”

Certo Cataldo non ha la forza di liberarsi ma, con tutto il veleno che ha in corpo, è un bocconcino pesante e chissà dove i due si rincontreranno dopo aver banchettato insieme.

Pubblicato su CosmoPolis il 27 Luglio 2012

Comments

  • LEONARDO Aprile 1st, 2017 at 15:56

    Lucia, che dire? I tuoi scritti sono sempre originali e … dovrebbero essere oggetto di riflessione per NON RIFLETTE. Ciao buona domenica.

  • lucia pulpo Aprile 2nd, 2017 at 14:19

    Grazie Leonardo, sempre molto generoso con me… mi sto riferendo ai toi commenti scritti su FB circa la presentazione del 29 Marzo. Grazie!

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