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News- Teatro per Piacere

In questo blog, generalmente, pubblico racconti, articoli e poesie mie o di altri ma testi compiuti. Oggi invece v’invito a Teatro, per vedere la Commedia della compagnia teatrale “Teatro per piacere” dal titolo “NON SIAMO PAZZI, PERò…”presso il teatro “Padre Turoldo”…

Il comunicato stampa lo trovate di seguito … io vorrei raccontarvi di come ho conosciuto Stefano Zizzi, l’atttore principale. Tutti e due dovevamo intervenire al convvegno “Placebook”, non c’eravamo mai visti; comparve davanti a me una figura elegante nei modi con un magnifico cappello in testa. Un borsalino o qualcosa di molto simile, una chicca per me ch adoro gli uomini col cappello. Si tolse il cappelllo con gesti ampi e disinvolti e mi salutò con fare cordiale… “affascinante, un vero attore”  pensai. Poi ho avuto modo di parlargli e scoprire una persona ironica e schietta, lontanissima da ipocrisie e barocchismi vari. Adesso affronta questo tema e sono sicura sarà applauditissimo perché ha passione ma non manierismo, arte o talento puro e semplice.

Venerdì 2 marzo, presso il teatro Padre Turoldo di Taranto, la Compagnia Teatrale “Teatro Per Piacere” porterà in scena “Non siamo pazzi, però…” una commedia dialettale in due atti di Aldo Solito, il quale ha curato anche la regia.

La serata è organizzata dall’Associazione CulturaleETS2002 (Essere Tarantini Sempre)con la circoscrizione Tre Carrare – Solito.

In tante famiglie, spesso vi è la presenza di persone meno fortunate rispetto ad altre; forse a causa di avvenimenti tragici accaduti in passato oppure a causa di handicap che indifferentemente però lasciano il segno nella vita del diretto interessato e di chi li sta intorno. La gente reagisce in maniera differente a queste “sofferenze” c’è chi le supera con successo e chi invece resta ancorato ai propri problemi ponendosi così sempre un passo indietro rispetto agli altri e costruendo in questo modo un muro che non permetterà a loro stessi di proseguire una vita “felice”. Iniziano perciò a chiudersi prima dentro le proprie case, successivamente in loro stessi, autoescludendosi dal mondo esterno, ed infine arrivando ad interloquire con oggetti animati, giochi o vecchie fotografie che altro non sono frutto della loro fantasia quasi,oserei dire, malata. Queste persone, questi uomini, queste giovani donne vivono così con la speranza, la voglia che un giorno qualcuno possa far loro visita, chissà forse un parente, o un amico. Ma per quale motivo qualcuno dovrebbe ritrovarsi ad andarli a trovare, per parlare di cosa, se il mondo esterno ormai è troppo lontano dalla realtà di questa gente?! Ecco per un amico, o per un parente quale sarebbe la cosa migliore da fare? Sicuramente non far pesare questa diversità, ma in che modo? Nascono così degli imbarazzi nella gente che gli sta accanto,che per qualche strano motivo pensa di fare la cosa migliore unendo i propri cari a gente che è affetta dai loro stessi dolori. Purtroppo però così non è, non c’è niente di buono in questo, poiché la sofferenza aumenta e la vicinanza ad estranei non aiuta ma peggiora solamente le cose. Cosa fare dunque, cosa dovremmo fare trovandoci dinanzi a questa situazione, cosa dovrebbero fare coloro che sono vicini a questi uomini? Aiutarli, consolarli, accudirli, far sì che la vita per loro sia il più naturale possibile, dialogandoci, tenendoli sotto il nostro stesso tetto, facendoli sentire speciali, utili, insomma facendole sentire persone vive!

Uno spettacolo che fa pensare ma allo stesso tempo divertentissimo, di cui la compagnia terrà due repliche nella stessa sera: alle ore 17.45 e alle ore 21.00. Si accede per mezzo di inviti gratuiti da ritirare presso la sede della circoscrizione, fino ad esaurimento. Appuntamento, dunque, venerdì 2 marzo presso il Teatro padre Turoldo, in via Laclos, a Taranto. Per informazioni: www.piazzaebalia.net

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