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Il mio spazio creativo

Citazione spassosa da VIVERE è UN’ARTE

Il 3/2/2009, durante la trasmissione mattutina “Télématin” (sul canale France2) ,il pubblicitario francese Jacques Séguéla ha fatto la seguente affermazione: “Come si può rimproverare a un Presidente della Repubblica di avere un Rolex? Chi non ha un Rolex? Se uno a 50 anni non ha un Rolex è praticamente un fallito!”

Da assiduo praticante di Platone mi sono chiesto cosa avrebbe detto Socrate di questa battuta. Il problema è che i Rolex al tempo non esistevano, il che ci fa capire quanto dovessero essere infelici gli uomini dell’epoca. In ogni caso, doveva esistere un simbolo equivalente anche nei tempi antichi. Mi sono affannato a frugare nei libri di storia ma non sono riuscito a trovare un oggetto che potesse far le veci del Rolex nel mondo greco-romano, un articolo inessenziale ma di prestigio che si doveva per forza possedere per dimostrare di essere riusciti nella vita. Certo, i segni della ricchezza e del potere erano tanti: dalle dimensioni della casa al numero degli schiavi, passando per gli inevitabili gioielli. Ma non c’è traccia di una cosa irrisoria come un orologio e tuttavia capace di fungere da segno d’un esistenza di successo. Mi sono dunque rivolto a uno dei migliori storici del mondo antico: René Goscinny. Il papà di Asterix mi ha suggerito la risposta. Nel Nel Regno degli dei, Goscinny mostra che il massimo dell’eleganza era avere un menhir nel cortile interno, l’atrium di casa.

Dunque, con una piccola acrobazia anacronistica, mi immagino che Socrate assista ai giochi circensi di Roma. Durante l’intervallo, mentre vengono portate via le spoglie sanguinanti dei gladiatori prima di dare una manciata di cristiani in pasto ai leoni, lo speaker del Circo Massimo intervista il grande pubblicitario dell’epoca, Jacobus Sequelus Imboniitores, sulla scarsa sobrietà del nuovo imperatore. E Segulius risponde: “e chi non ha un menhir nell’atrio? Se no a 30 anni [50 sono un po santini per epoca] non ha un menhir nell’atrium, vuol dire che è un fallito!” La folla applaude. Socrate è perplesso. Alla fine dello spettacolo osserva centinaia di bravi cittadini romani precipitarsi in massa dai mercanti di menhir. Incuriosito ne ferma uno. Ed ecco il loro dialogo. Socrate: Dimmi un po’, Julius Cretinus Verus [è questo il nome del passante], dove te ne vai così di fretta?

Julius Cretinus: Vado in via Condotti a comprarmi un menhir.

S.: E per quale motivo?

J.C.: Non hai sentito cosa ha detto Jacobus Seguekus Imbonitores? Se a 30 anni non hai un menhir in giardino vuol dire che sei un fallito. Io ne ho 29 e non mi va che gli altri pensino una cosa simile di me!

S.: Dunque non è tanto per convincere te stesso, quanto per convincere gli altri che vai a comperare un menhir? Se provi a interrogarti, pensi che la tua vita sia un fallimento?

J.C.[pensieroso* Ho una moglie e dei bambini che amo; una professione modesta, ma che mi riesce bene; una domus abbastanza graziosa e tanti amici. Certo qualche preoccupazione ce l’ho, ma tutto sommato sono contento della mia vita …

S.: E allora perché andare a comprare un menhir se pensi che la tua vita sia per molti versi un successo?

J.C.: Ma è ovvio, Socrate, perché gli altri non lo sanno. Se metto un bel menhir in cortile, tutti sapranno che la mia vita è felice!

S.: Questo sembra certo, Julius Cretinus, perché lo dice l’opinione comune. Ma sapendo che non è vero, pensi di poterne trarre una soddisfazione autentica?

J.C.: Certo che no. Ma mi rassicurerà sapere che i miei vicini ed i miei amici lo pensano.

S.: Fra le tue conoscenze c’è qualcuno che abbia un menhir in giardino?

J.C.: Ma certo, Socrate! Parecchi!

S.: E puoi affermare con certezza, senza alcun rischio di cadere in errore, che tutte queste persone sono felici e hanno avuto successo nella vita?

[…]

J.C.: Hai senza dubbio ragione Socrate. Ridiamo e beviamoci su, giacche domani moriremo!

S.: Ecco la ragione per cui dobbiamo tutti cercare la verità, Seguelus. La vita è troppo breve e preziosa per trascorrerla distraendoci e accumulando tesori effimeri. Cerchiamo piuttosto di comprenderne il vero significato e di arricchire la nostra anima.

Frédéric Lenoir

Comments

  • Antonella Febbraio 29th, 2012 at 20:20

    Mia cara Lucia, devo ammettere che Lenoir e’ un gran uomo e filosofo e quello che scrive sempre davvero adattabilissimo ai miei allievi o alla gente che mi circonda…”imperativo categorico: devi mostrare, se no nessuno ti considera”. ma chi l’ha detto?e per quale motivo? invece di pensare troppo ad “avere” perche’ non ritorniamo un po’ per volta ad “essere”, a capire chi siamo e chi vogliamo essere, ad essere migliori o soltanto ad essere noi stessi?eh no lavoro troppo duro e impegnativo, mi direte, e’ piu’ facile riempirsi di oggetti ed averi,cosi’ a portata di mano,a buon mercato e poi con i saldi e’ ancora piu’ bello!a questa generazione di “I love shopping” ribatto con una generazione “gnoti se auton”,conosci te stesso,oppure con una “I love to be better”!Lo scontro e’ arduo, ma ne vale la pena, credetemi!

  • t Febbraio 29th, 2012 at 21:52

    L’apparenza e l’appartenenza è tutto oggigiorno.Il modo smart per battere gli asserviti è quella di mistificare..conun falso rolex e godere dei loro complimenti, sapendo che li hai fregati un’altra volta.Questo è un modo per andare controccorrente.

  • lucia Marzo 1st, 2012 at 12:32

    “Fregare” gli altri ti appaga?
    Io voglio molto di più!!

  • lucia Marzo 1st, 2012 at 12:42

    Antonella, che dire? Con la crisi l’apparenza è divenuta (anche) un mostrare cose false e farle passare pe vere e pretendere il successo da tutto questo imbroglio confuso. Ma appunto avere successo e non sentirsi ed essere di successo… il riconoscimento degli altri prima del nostro interiorizzare… ok basta troppo filosofico, ciao!!

  • lucia Marzo 1st, 2012 at 12:42

    Antonella, che dire? Con la crisi l’apparenza è divenuta (anche) un mostrare cose false e farle passare pe vere e pretendere il successo da tutto questo imbroglio confuso. Ma appunto avere successo e non sentirsi ed essere di successo… il riconoscimento degli altri prima del nostro interiorizzare… ok basta troppo filosofico, ciao!!

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