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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

La biblioteca compie dieci anni

Per festeggiarli, entriamo a leggere alcuni suoi libri!

(introduzione generale)

… La biblioteca è, come vuole Borges, un modello dell’Universo, cerchiamo di trasfor­marla in un universo a misura d’uomo, e, ricordo, a misura d’uomo vuol dire anche gaio, […] cioè una bi­blioteca in cui faccia venire voglia di andarci e si trasformi poi gradatamente in una grande mac­china per il tempo libero, com’è il Museum of Modern Art in cui si va al cinema, si va a passeg­giare nel giardino, si vanno a guardare le statue”.

Così scrive Um­berto Eco nel De biblioteca, in occasione dei 25 anni della biblioteca comunale di Milano; dove illustra “l’arte sottile” di consul­tare i libri cartacei, con rilegatura preziosa e cata­logazione imprescindibile per

tuffarsi nell’av­ventura della ricerca del libro giusto. Perso nei meandri più misteriosi, nelle stanze segrete di antichi castelli ed abazie dove è nata la biblioteca per nascondere più che custodire, le verità in­confessabili dei primi pensatori, il professore Eco, quasi disorientato nell’impatto con l’energia di tanta storia, si compiace di camminare lungo que­sto percorso sollevato dalla pesantezza della gravità terrestre che lega il suo corpo al pavimen­to ma, tale forza è beffata dalle idee apprese e stimolate in quelle mura.

Lo studioso illustra diversi modelli di biblioteca da quella virtuale ed ipertecnologica delle gran­di istituzioni, quella più ricercata bendisposta verso la riprodu­zione dei testi tramite fotocopiatri­ce, a quella più piccola e accogliente, anche se, limitata negli orari e nel­lo spazio a disposizione delle sale di lettura.

Insomma, la biblioteca del cuo­re è quella in cui si fa esperienza e si cresce, grazie al contatto con i tanti racconti e le tan­te vite racchiuse nel mondo stesso della biblioteca. Un covo di canta­storie autorevoli e sinceri, voci, in parte, alter­native nella realtà compartecipata da autore e let­tore.

A Statte, la Biblioteca Civica abita all’an­golo di via Bengasi con via Castello, dunque è facilmen­te raggiungibile, aperta nell’ora­rio degli uffici pubblici con 15000 libri per accogliere l’inte­resse dei cittadini che vogliono sperimentare tutti i modi possibili della civiltà umana.

Non parlo di scaffali pieni di parole obsolete conservate in naftalina, ma di un luogo familiare , intimo e confortevole, dove la curiosità (e con essa la ma­turazione spirituale) è sollecitata attra­verso il contatto con i segni di idee possibili ma sconosciu­te. Nessuna paura, qui le “caramelle” degli sconosciuti si possono accettare, anzi i nuovi incon­tri sono auspicabili e ricercati sotto il costan­te controllo dei bibliotecari, i mediatori un po “cupi­do” nel consigliare e porgere ad ognu­no il te­sto più idoneo alle sue esigenze. In quest’ottica, la biblioteca di Statte è un luogo d’incon­tro fra anime che cerca­no un tassello mancante nel pro­prio puzzle ideale, una parola, un’imma­gine, un suono, la creazione per un decupage personale e tutto questo desiderio trova soddisfa­zione in que­sto posto perché, spesso, nella sala principa­le, sono ospitate esposizioni pittoriche e foto­grafiche, concerti e presentazioni di libri, ovvero le opere di quegli artisti che vogliono in­contrare gli utenti e migliorare insieme con loro. Volendo trasmettere il fascino di un ordinato e mo­derno caffè letterario pieno di suggestione, sebbene qui non ci sono testi antichissimi dalle pagine in­giallite e manoscritte, per ricreare l’entusiasmo di sfogliare casualmente testi de­siderati ma mai letti “…credo che in un luogo così venerando sia opportuno cominciare, come in una ce­rimonia religiosa,con la lettura del Libro”.

GLI STRUMENTI DEL COMUNICARE (i servizi)

In una cultura come la nostra, abituata da tempo a frazionare e dividere ogni cosa al fine di controllarla, è forse sconcertante sentirsi ricordare che il medium è il messaggio. “

Il nostro medium è la biblioteca, ovvero l’insieme dei servizi (strumenti) raggruppati sotto questo nome; un medium da considerare, secondo la logica del sociologo McLuhan, come l’estensione stessa del sistema nervoso umano.

Frequentare la Biblioteca Civica non significa, esclusivamente, consultare libri, perché le possi­bilità offerte agli utenti sono molteplici, ad esempio: sfogliare giornali quali il Quotidia­no, la Gaz­zetta del mezzogiorno, il Corriere del giorno, la Repubblica, il Corriere della sera periodici come l’Espresso, Panorama, Ribalta, Focus, Archeo, InformAnnunci; si possono consultare siti web grazie a tre postazioni internet che costituiscono l’internet- point; la bi­blioteca è anche sportello informa-giovani dove ,non solo ,è possibile reperire bandi di con­corso ed informazioni varie per la ricerca di impiego, ma, si può addirittura chiedere aiuto per la reda­zione di curricola lavorativi.

In dettaglio i servizi erogati servono a mettere in comunicazione il singolo con la società com­plessa della modernità.

Comunicazione, trasmissione di saperi, passaggio di notizie coinvolgen­do un po tutti i sensi dal tocco delle pagine scritte alla visione di immagini foto­grafate e dipinte, spesso, esposte nella sala principale, ai suoni dei concerti per strumento e voce, fino alle rasse­gne cinematografiche ed ai convegni aperti al pubblico.

La conoscenza intellettuale, anche la più sofisticata, inizia con la raccolta di dati sensibili e, nel villaggio globale teorizzato dal su citato massmediologo, tutti i sensi hanno pari im­portanza e di­gnità; per questo è importante che siano sollecitati contemporaneamente, così da fornire una vi­sione completa della realtà complicata in cui viviamo.

Di base c’è un patrimonio librario (essenziale all’apertura stessa di una biblioteca), tale ca­pitale conta 9000 volumi “comunali” più 5500) in comodato d’uso dalla regione, a questi vanno aggiunti tutti i testi “virtuali” del prestito interbibliotecario tramite i progetti(importantissimi per il futuro) “BIBLJORETE” la rete delle biblioteche dell’area Jonica che permetterà anche l’acquisto di 1600 nuovi testi; naturalmente i testi presenti abbracciano i generi più svariati dai aggiornatissimi testi universitari corrispondenti alle varie facoltà presenti sul territorio regionale ai serissimi classici dall’ottocento ad oggi; agli approfonditissimi testi di storia e cultura locale a quelli più colorati e morbidi per i bambini.

Al patrimonio fondamentale si aggiungono, continuamente, le donazioni dei cittadini come quel­la , prevalentemente in francese, ad opera del fondo prof.ssa Zigrino.

Insomma, qui confluiscono tante “conoscenze” messe poi a disposizione di quanti, studen­ti di professione o per diletto, ricercano specifiche nozioni per una ricerca scolastica o una curiosità, in maniera multimediale grazie ai suggerimenti dei bibliotecari esperti nel distri­carsi fra cataloghi e siti internet con estrema gentilezza e competenza.

Gli uomini sono improvvisamente diventati raccoglitori di conoscenza; nomadi come mai nel passato, informati come mai nel passato, liberi da specializzazioni frammentarie come mai nel passato, ma anche coinvolti come mai nel passato nella totalità del processo so­ciale; perché con l’elettricità estendiamo globalmente i nostri sistemi nervosi centrali, met­tendo istantanea­mente in rapporto ogni esperienza umana”. Questa è l’elettricità che cir­cola nel medium Biblio­teca.

Il fu Mattia Pascal (la storia)

Nessuno prima di lui s’era curato di sapere, almeno all’ingrosso, dando di sfuggita un’oc­chiata ai dorsi, che razza di libri quel Monsignore avesse donato al Comune: si riteneva che tutti o quasi dovessero trattare di materie religiose. Ora il Pellegrinotto ha scoperto, per maggior sua consolazione, una varietà grandissima di materiale nella biblioteca di Monsignore; e siccome i libri vennero presi di qua e di là nel magazzino e accozzati così come venivano sotto mano, la confusione è indescrivibile…”

Mattia Pascal, nell’omonima opera di Luigi Pirandello, scrive la storia della sua strana vita sul tavolo di una biblioteca frequentata dal solo custode Eligio Pellegrinotto, un posto ricco di polve­re e di topi, rifugio per l’anima che non trova il suo posto nel mondo.

Un paese moderno ed evoluto ha la sua biblioteca, un riferimento sicuro per quanti voglia­no in­traprendere un viaggio nella conoscenza pur non disponendo di cavallo e carrozza per andar lontano; così nel 1995 Mario Pennuzzi, già collaboratore per i servizi sociali di Statte, propose al sindaco di allora, Orazio Marinò e all’assessore alla cultura Marianto­nietta Spirelli, di aprire una biblioteca adeguata alle esigenze di un paese che da frazione della città di Taranto andava inse­guendo l’autonomia.

L’abbozzo di una biblioteca pre-esisteva presso il palazzo baronale “Blasi”, con a disposi­zione una modesta raccolta di volumi, dei “doppioni” smistati dalla biblioteca “Acclavio” (di Taranto), soprattutto enciclopedie (tanto in voga negli anni ’70); questo ufficio pubblico contava su un uni­co impiegato, preciso e molto ordinato, il sig. Fischietti. L’organizzazione, seria, di un tale servi­zio deve preventivare una scelta accurata dei volumi da consultare, spazi sicuri ed attrezzati per la custodia e la lettura dei volumi; un tale progetto ha costi cospicui non facilmente disponibili, allora… 5000-5500 volumi (collezione datata ma prege­vole es­sendo curata dalla redazione del­la casa editrice Einaudi) furono dati, per uso capio­ne, dal­la regione grazie all’interessamento di Giuseppe Orlando tramite il CRSES/TA/52; invece il mobilio come scaffali, sedie e tavoli furono “ereditate” dal sovvenzionamento di un proget­to per minori, mentre era allo studio il locale da af­fittare e ristrutturare per acco­gliere tutta la mole di carta e gli utenti della Biblioteca Civica. Nel Frattempo (1996), entu­siasta del progetto culturale, il prof. universitario De Marco aveva iniziato a girare gli archi­vi storici di tutta la provincia per trovare ed acquisire notizie documentate su Statte, fotoco­pie accura­tamente indicizzate, costituenti 19 faldoni, e confluite nei due studi editi, fonda­mentali per la ricostruzione storica delle vicende locali, saggi curati, naturalmente, dallo stesso insigne studioso vanto di tutta la comunità stattese.

Per l’apertura della biblioteca (delibera del Settembre 1998), il comune di Statte fece un ulterio­re investimento equamente ripartito fra l’acquisto della enciclopedia treccani e testi universitari specifici che, nel tem­po, hanno reso possibile l’elaborazione di studi e di tesi di laurea (riguar­danti temi storico-locale), mentre il lavoro umano di “messa in opera” della bi­blioteca stessa fu sostenuto da volontari grazie a cui la biblioteca ha aperto i battenti il 21 marzo 1999nella sede predisposta di via Bengasi angolo via Castello con la soddisfazione del sindaco Gigante, del­l’assessore alla cultura dott. Campofiore e di tutti quelli che hanno sperato, creduto e partecipa­to a quell’evento, come Enzo Monaco preside del “Tito Livio” (Liceo di Martina Franca) che ha inaugurato solennemente la sede.

I primi 6 mesi bibliotecari erano un gruppo di otto volontari seguiti poi da dipendenti “rego­lari” quali l’attuale assessore alla cultura di Statte, la prof.ssa De Pace (sovraintendente uf­ficiale del lavoro culturale della biblioteca) e il dott. Mario Pennuzzi at­tualmente, ancora, in carica. La Bi­blioteca non è più una realtà precaria, la dottoressa Agnese Giandomenico si è alternata con la prof.ssa De Pace e tanti altri collaboratori, tirocinanti e volontari conti­nuano a rinnovare il rap­porto di amicizia ed amore verso questo pianeta- li­bro.

La fantasia si sarebbe fatta scrupolo, certamente, di passare sopra a un tal dato di fatto; e ora gode,[…] di far conoscere di quali reali inverosimiglianze sia capace la vita, anche nei romanzi che, senza saperlo, copia dall’arte”.

Il giro del cielo

(Nati per leggere, Natale diventa un film, il presepe fai da te)

D’altra parte del cielo! Sono entrata! È proprio questo che ti volevo raccontare. Papà, sai cosa c’era d’altra parte del cielo? / No, dimmelo. Dimmi subito, amore mio, che cosa c’è d’altra parte del cielo. Sia­mo in molti a farci questa domanda…”

Daniel Pennac mostra alla figlioletta 12 dipinti, eseguiti da Joan Mirò, per avvicinare la bim­ba al­l’arte, la piccola, prontamente, imbastisce una storia mettendo in sequenza le tavole del pittore, il racconto, In giro per il cielo,viene però concluso dal genitore che la ascolta partecipando così, atti­vamente alla sua crescita.

Questo è lo spirito di “Nati per leggere”, il progetto nazionale a cui la Biblioteca Civica ha aderi­to; l’idea è quella di avvicinare bambini piccoli e piccolissi­mi (dai 6 mesi ai 6 anni) alla lettura tramite l’ascolto dei genitori che, ad alta voce, traduco­no, per i loro eredi, i segni d’inchiostro tracciati sui libri.

Tale interazione è importantissima per lo sviluppo creativo del bambino, per la sua capaci­tà lin­guistica e per la sua propensione all’ascolto di altre voci umane.

Il tempo, che i geni­tori dedica­no a questa lettura con i figlioletti in braccio, viene ricambiato dalla creazione di un rapporto inti­mo fra genitori e figli, capace di consolidare le speranze in un avvenire color di rosa.

A questo progetto la biblioteca contribuisce con un numero importante di vo­lumi per bambini, testi studiati appositamente per piacere ai bimbi con pagine coloratissi­me altre morbide, altre in cartone per essere sfogliate direttamente dalle loro manine.

L’at­tenzione verso gli ometti del domani è manifestata anche, da iniziative come il cinefo­rum na­talizio, evento, ormai, permanente per bambini e ragazzini che vogliono maturare e di­vertirsi in­sieme.

Ai bambini piace tanto fare, costruire con le mani, oltre che con la fantasia… come testimo­nia il successo del concorso ”Un Presepe fai da te” (lanciato dalla biblioteca), si tratta di elaborare e realizzare in biblioteca un presepe fatto in gruppo con materiali di uso dome­stico un po’ come le statue che Mirò faceva con carta e spago. L’interpretazione che i bambini danno del mondo è la strada più sicura per uscire da complicate sofisticazioni e sovrastrutture che limitano la nostra vita; per questo è importante coltivare il loro entusia­smo e la loro curiosità.

Che cosa è la felicità papà?/ La felicità? Un grande cielo blu dove plana una sfilza di allegre appen­dici che spalancano gli occhi come coccarde. Alcune diventano delle bambine”.

Odi elementari

(per adulti e collaborazione con istituto Pirandello)

Il carciofo/ dal tenero cuore/si vestì da guerriero,/ ispida edificò/ una piccola cupola,/si mantenne all’asciutto/ sotto/ le sue squame,/ vicino a lui/ i vegetali impazziti/ si arricciarono/ […] il dolce carciofo/ lì nell’orto/ vestito da guerriero/ brunito come bomba a mano/ orgoglioso,/ e un bel giorno/ a ranghi serrati,/ in grandi canestri di vimini, marciò/ verso il mercato/ a realizzare il suo sogno…”

Pablo Neruda è un poeta eccezionalmente vitale in tutte le sue espressioni (questa è l’O­de al carciofo),anche durante il suo esilio volontario per motivi politici, egli è amante e canto­re magnifico della vita. La pioggia che cammina scalza su strade bagnate, il carciofo dal cuore te­nero e le donne calde e profumate di pane… dai versi del poeta cileno si sprigiona una energia che rinno­va continuamente l’invito a godere del mondo, permettendoci di ap­prezzarne anche le forme più scontate ed umili.

Questione di sensibilità ed elasticità mentale, l’esperienza spesso corrobora le speranze per il futu­ro, cosicché diventa difficile stupirsi di un fiore azzurro e guardarlo “come se il mare vivesse in una sola goccia” .

Per mantenere attiva la capacità e l’interesse degli uomini adulti verso il mondo che li cir­conda, o semplicemente per aggiornare ed approfondire le conoscenze già acquisite in bi­blioteca si tengono corsi di lingua inglese e d’informatica, laboratori speri­mentali di decou­page e di riciclo materiali domestici; grazie alla collaborazione con l’istituto comprensivo Pirandello, ovvero il centro territoriale perma­nente, la cui sede tarantina è parte di un pro­getto diffuso su l’intero suo­lo nazionale. Il protocollo d’intesa del comune di Statte col su citato istitu­to, ha reso possibili vari corsi sull’ecologia del paesaggio (Custodi del Pae­saggio), ed ancora, un percorso per la cono­scenza dell’astronomia, corsi di fotografia per sviluppa­re, oltre la creatività, competenze di os­servazione e studio della realtà.

[…] Cammino/ e vado con i fiumi/ cantando/ con i fiumi,/ ampio, fresco e aereo/ in questo nuo­vo giorno,/ e lo ricevo,/ sento/ come/ mi entra nel petto, guarda con i miei occhi…” (Ode al chia­rore).

Fahrenheit 451 (Parole in penombra e OBCZ book-crossing)

…Ognuno aveva un libro che voleva ricordare e che ha ricordato. Quindi, per un periodo di cir­ca vent’anni, ci siamo incontrati, durante le nostre peregrinazioni, connettendo così la nostra amplissima ed elastica rete e gettando le basi di un piano”.

Ray Bradbury affida a Montag il compito di salvare un libro, quello che gli fa aprire gli occhi su quanto accade in una nazione dove la televisione detiene il monopolio dell’informazione e della comunicazione. Fahrenheit 451 è un racconto di fantascienza, ambientato in un futuro dove la lettura e la detenzione di libri sono messe al bando dal governo, pochi ribelli non si omologano a que­sta legge ed, addirittura, imparano a memoria i loro libri preferiti di cui si scambiano le co­noscenze. Il segreto di questa atmosfera da “iniziati” sembra avvolgere le maratone di lettu­ra, Parole in penombra”, che periodicamente si svolgono in Biblioteca; i lettori si concedono alla rilettura di brani amati e la regalano, confidenzialmente, agli altri presenti.

L’i­niziativa nata in occasione della giornata del libro, permette non solo di evidenziare le proprie preferenze letterarie, ma anche, di identificare sensazioni provate nella quo­tidianità, nelle quali riconoscere noi stessi ed i nostri affini.

Per una sera, la biblioteca diventa un club pieno di vibrazioni vocali e, sopratutto, emozionali.

Il destino del libro non è quello del suo autore e, forse, nemmeno quello del suo proprieta­rio; al­meno i libri che sfuggono al fuoco, all’autocombustione di Fahrenheit, sono libri che sopravvivo­no al volere dei governanti passando in mani “clandestine”. Chissà, magari, questa è l’idea pre­monitrice del book-crossing Lo scrittore del romanzo è americano pro­prio come il fondatore del “passaggio del libro”, il tentativo di liberare i libri da limiti mate­riali di tempo e spazio dando loro la cittadinanza del mondo. Infatti i libri regolarmente iscritti nel sito del book-crossing non ap­partengono a nessuno, si possono trovare nei cen­tri OBCZ o in luoghi pubblici, riconoscibili per­ché etichettati col simbolo di testi corsari, di­sponibili alla lettura di chiunque vorrà leggerli per poi rilasciarli e permettere loro di conti­nuare il viaggio nelle culture del mondo intero. La Biblio­teca Civica non solo fa parte di questo circuito , essendo una zona ufficiale del book-crossing, essa ha promosso, la can­didatura di Statte al premio Città del libro 2009 per invogliare i cittadi­ni alla lettura che sia un esercizio privato o pubblico purché sia perpetuata a lungo.

Ma ora lo attendeva una lunga passeggiata mattutina fino a mezzodì, e se gli uomini ta­cevano,tacevano perché c’era da pensare a ogni cosa e molto da ricordare. Forse, un po più avanti nella mattinata, quando il sole fosse stato alto nel cielo e li avesse riscaldati, avrebbero cominciato a chiacchierare, o semplicemente a dire le cose che ricordavano, perché, non c’era dubbio, essi erano ben là, ad accertarsi che molte cose fossero al sicuro dentro di loro.”

La storia infinita (alcune collaborazioni ed eventi)

Mi piacerebbe sapere che diavolo c’è in un libro fintanto che è chiuso. Naturalmente ci sono dentro tanto le lettere stampate sulla carta,però qualche cosa ci deve essere dentro, perché nel momento in cui si comincia a sfogliarlo, subito c’è lì di colpo una storia tutta in­tera. Ci sono per­sonaggi che io non conosco ancora[…] e d’improvviso si sentì avvolgere da un’atmosfera quasi solenne. Si sistemò comodamente, afferrò il libro, aprì la prima pa­gina e cominciò a leggere LA STORIA INFINITA.

Questo è un libro di libri perché lo scrittore Michael Ende intreccia fra loro la storia reale di Ba­stiano, il viaggio di Altreu in Fantasia per salvarla dal Nulla che divora le storie già scrit­te che l’Infanta Imperatrice sta dimenticando.

La vicenda nel reame di Fantasia ha come luogo di riferimento la “torre d’avorio”, una immagini­fica torre di Babele, dove sono custoditi i racconti di ciò che accade nel regno; an­che la Biblio­teca Civica è un centro “di gravità permanente” nel quale si svolgono diverse storie con diversi personaggi.

La prima compagnia, nel bosco frusciante, è quella delle as­sociazioni locali, come la Proloco, Statte Futura l’associazione scacchistica di Statte o le Chiese parrocchiali, promotrici di semina­ri e convegni (svolti in biblioteca ma non solo qui), incontri per rilanciare le potenziali­tà del terri­torio, ovvero delle tradizioni e della cultura locale, per uno sviluppo armonico a partire dalle ca­ratteristiche del pianeta Statte.

Esistono incubi terribili nel “profondo abisso “ di Fantasia popolato da un mostro informe che nessuno, fin ora, riesce a colpire, un orribile cosa che potremmo chiamare Mafia, fatta di piccole mafie che si uniscono fra loro compattamente e contro cui si scaglia l’urlo di Ba­stiano e dell’ente “Avviso Pubblico” che con la sua carovana trova nella Biblioteca Civica un accampamento sicu­ro per organizzare l’impresa e sconfiggere lo Ygramul mafioso. Ba­stiano vuole evadere dalla sua realtà dolorosa, mentre a Fantasia si cerca un figlio di Ada­mo che dia un nome nuovo alla Infanta Imperatrice salvando lei e, Fantasia tutta, da morte inelutta­bile… in un certo qual modo questo richiama l’appello di Amnesty Internetional contro la pena di morte, invito accolto e ri­petuto anche nella nostra biblioteca per salvare Fiordiluna e tutti i Caino della terra.

Bastiano deve immaginare tutto un mondo nuovo affinché esso possa diventare vero, così pro­cede al buio e si perde nel “bosco notturno” che al mattino diventa un “deserto colora­to” senza sapere dove si trovi e quali siano le caratteristiche, o le insidie, del posto, do­mande che, nella nostra biblioteca, hanno avuto risposte dal CEA (centro educazione am­bientale), centro costituito dalla dott.ssa Gentile e dal dott. Pace.

Proseguendo Bastiano ed Atreiu arrivano ad un burrone dal fondo del quale arriva il la­mento degli Acharai… ah se avessero seguito il corso di speleologia tenuto presso la bi­blioteca dal gruppo Speleo di Statte!

I protagonisti assistono insieme ai festeggiamenti nella città di Amarianta dove, oltre alle musi­che ed ai balli, ci sono poeti e narratori a declamare le loro opere; qui il parallelo con la Bibliote­ca Civica è scontato, infatti tanti sono stati gli autori che hanno proposto il pro­prio lavoro dall’or­mai famoso Alessandro Leogrande a Francesco Terzulli alla pittrice Rosa Ressa agli interventi musicali di Leo Tenneriello o le interpretazioni del gruppo teatrale.

Il protagonista di tutta la vicenda è un lettore che diviene lo scrittore del libro, e i personag­gi che incontra e che vogliono incontrarlo sono i suoi amici immaginari, simmetricamente l’u­tente della biblioteca è messo al centro dell’attenzione e per incontrarlo, spesso, sono le as­sociazioni e, genericamente, gli autori che vengono in biblioteca a cercarlo per parlare con lui del mondo da costruire… “ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra vol­ta”.


PATRIMONIO LIBRARIO

  • 1600 nuove edizioni per piccoli e piccolissimi

  • 500 volumi dal Fondo documentario De Marco

  • Fondo universitario

  • Fondo Nati per leggere

  • fondo adolescenti

  • Fondo Zigrino


SERVIZI

  • Biblioteca

  • ricerche scolastiche e bibliografiche

  • sportello informa-giovani

  • internet-point

  • Zona OBCZ (book-crossing)

  • centro culturale (iniziative e corsi)

INIZIATIVE CULTURALI

  • incontri nelle scuole, rivolti agli alunni delle scuole elementari e secondarie di primo livello in occasione di ricorrenze quali il giorno della memoria, il giorno del ricordo e la festa della Repubblica

  • eventi in collaborazione con la proloco in occasione della settimana santa, dei falò di s. Giuseppe

  • corsi col gruppo speleo di Statte

  • manifestazioni in collaborazione e simbiosi col CEA

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