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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

2045, le avventure di Mimino

Nell’anno astrale 2045 Siderlandia festeggia la sua raggiunta posizione di “Società di fratellanza” dove i suoi cittadini sono tutti ugualmente disperati perché manca il lavoro, il pane, manca aria da respirare, la dignità di resistere alla disperazione violenta e manca pure la salute per scappare lontano. In quello che sarebbe stato “il giardino delle delizie” se Bosch avesse cercato una location per il suo trittico.

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Apertura nuova aula studio

Dal prossimo sabato, 9 novembre, lo spazio sociale Arci-Gagarin aprirà le porte agli studenti universitari di Taranto mettendo a loro disposizione la sede in via Pasubio. Tutti i sabato, dalle 9 alle 16, orario continuato,

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La città perduta

Uscire dalla mia testa

andando dietro

raggi di luce calda

con passi leggeri

sorridendo a uno sbuffo di vento.

Parole da illusionista

prude l’anima irritata

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La fabella delirante

Cari lettori c’è speranza per l’Umanità, nulla è perduto, come insegna la “fabella”. Si tratta di un osso del ginocchio quasi scomparso nell’uomo fino al 1800 d. C., dal secolo scorso si è registrato un aumento di presenze, gli uomini stanno ritrovando la fabella!

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Odisseo internauta

Odisseo naviga davanti allo schermo del computer mentre squilla il telefono. Il figlio Telemaco lo cerca allarmato dalla notizia che il padre è stato messo in pensione anticipata perché non aggiornato sulle nuove possibilità che la tecnologia e internet offrono. Telemaco lo cerca al fisso di casa, poi al mobile che il padre tiene sempre acceso e carico, infine teme sia successo qualcosa fra suicidio e distrazione. Odisseo vuole aggiornarsi subito per dimostrare di essere ancora utile, se non indispensabile, in ufficio. Odisseo sa che entro 10 ore sarà pubblicato l’annuncio per trovare il suo sostituto per cui inizia subito a “smanettare” accedendo alla posta elettronica che non usa e che è piena di avvisi dalla sua azienda alla banca.

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Disorso sulla schiavitù volontaria. De La Boetie, 1576

Si racconta che i pirati della Cilicia si raccolsero una volta in così gran numero che si rese necessario mandare contro di loro Pompeo il grande; non solo, ma riuscirono perfino a trascinare nella loro alleanza molte città tra le più belle e popolose; nei loro porti trovavano rifugio dopo le varie scorribande e come ricompensa vi lasciavano una parte del bottino che quelle città si erano impegnate a custodire.

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Alle origini della solidarietà

Solidarietà è una di quelle bellissime parole che viene praticata quando conviene, quando c’è un debito o è previsto nell’immediato futuro. Chiesta da chi si sente privato di un bene “comunitario” e praticata (nel migliore delle ipotesi) da chi gli è vicino, a stretto contatto e quindi contagiato dalla sua richiesta. Esagero? Troppo cinica, forse, ma il mio ragionamento scaturisce dall’origine stessa della parola: obbligazione in solidum.

La prima apparizione del concetto “solidarietà” si fa risalire al diritto romano, quando un gruppo aveva un debito in comune lo si definiva in solidum. Vale ancora oggi per le piccole società, ma anche per realtà condominiali, nel contratto si decide che i soci (o i condomini) sono sono sempre responsabili in solido nei confronti dei creditori della società e quindi rispondono tutti del debito contratto insieme. Il creditore può addirittura chiedere il pagamento totale a uno di loro e poi questi si rifà sugli altri (se qualcuno non paga le spese condominiali, tutti gli altri pagano per lui o tutti subiscono le conseguenze). Ovvero il fatto di avere un debito in comune è alla base della solidarietà. Si potrebbe dedurne che chi non sia in debito o in credito, non debba necessariamente essere solidale.

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Gli incontri di una lumaca avventurosa

I grandi poeti non hanno bisogno di motivi per essere letti. Un lettore apre un libro quando ha voglia di leggere, di uscire dal proprio mondo… ma i grandi autori vanno letti per sentire cosa hanno da dire qualunque sia l’argomento di cui scrivono. Certamente non tutti sono grandi, anzi bisognerebbe capire bene chi lo sia e secondo chi e quando. Allora dirò che da quando ho letto diverse poesie di Garcia Lorca, l’ho collocato tra i grandi, grandissimi del mio cielo personale. Da allora quando mi capita sotto gli occhi qualcosa scritta da lui, la leggo, voglia o non voglia è un “imperativo categorico”.

Naturalmente ci sono versi che mi colpiscono più di altri, atmosfere che mi coinvolgono maggiormente e situazioni che capisco meglio di altre. Ci sono anche canti che mi commuovono senza avere rapporti diretti con me e altri che sembrano parlare di me senza saperlo. Di seguito vi propongo un poema,uno scritto lungo per noi gente distratta del 2019, anche questo ha a che fare con “Gli incontri di una lumaca avventurosa”. (di Garcia Lorca).

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Conversazione con Cosimo Argentina sul suo striptease letterario

Cosimo Argentina dal 16 ottobre terrà un corso di scrittura creativa presso la libreria “ Al Sette“. Un’occasione appetitosa per parlare di letteratura, scrittura e lettura dal “di dentro” con una delle voci più autentiche ed interessanti nel panorama italiano contemporaneo. Al suo attivo ha 14 romanzi tre cui:Cuore di cuoio, Maschio Adulto e solitario, Vicolo dell’acciaio, Beata ignoranza, L’umano sistema fognario e il più recente Kiruna Requiem per un detective.

d. Secondo lei che si è sempre definito narratore e non scrittore, cos’è la scrittura creativa? Anzi lo striptease letterario che dà il titolo al corso?

r. È un nome come un altro. Uno slogan. Bisogna sintetizzare e io lo faccio e quindi sarà un modo come un altro per definire il tentativo di scrivere storie: brevi, lunghe, di genere, non di genere. Lo strip invece è un modo divertente per dire che parleremo di questo e di quello cercando di mettere a nudo le varie differenze tra un genere letterario e l’altro.

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Imma Tataranni nella Matera di Mariolina Venezia

Quando ho visto su RAI1, la pubblicità della fiction “Imma Tataranni, sostituto procuratore” ho pensato: “Ecco, anche Matera ha la sua fiction. D’altra parte è la capitale europea della cultura 2019.” Continuo a pensarlo ma i libri da cui è tratta la fiction non sono tutti datati 2019. In effetti, l’ultimo “Via del riscatto” è arrivato in libreria due giorni dopo la messa in onda della prima puntata, i precedenti però sono stati stampati nel 2009 “Come sassi fra le piante”, nel 2013 “Maltempo”, nel 2018 “Rione Serra Venerdì”, tutti da Einaudi. Questi primi tre romanzi gialli avrebbero dovuto formare una trilogia, almeno nelle intenzioni iniziali dell’autrice che, visto il successo della serie, ha completato l’opera col novello sottotitolato “Imma Tataranni e le incognite del futuro”.

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