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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Lupo Alberto e la gallina Greta

Lupo Alberto, dopo aver fatto il brodo con Marta, si presenta a Davos al Worl Economic Forum col suo famoso sorriso da inguaribile malandrino con i suoi intramontabili occhiali a specchio e troppi, seppur inediti, troppi peli bianchi. Alberto nota subito una giovane pollastrella di nome Greta, ma non volendosi avvicinare troppo usa la sua tattica di seduttore e inizia a parlare riferendosi a lei ma senza nominarla apertamente:

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Pescado. Il tempo e la vita nel corto di Davide Caracciolo

Da diversi anni, la Puglia è terra di cinema, una terra che stimola sogni e desideri. Questo è accaduto anche al regista e autore di soggetti cinematografici, Davide Caracciolo che fin dall’età di 16 anni scrive e dirige cortometraggi premiati a festival internazionali come “Fuoricampo CinemaGiovane Film Fest” di Roma con la proiezione nella prestigiosa Sala Deluxe alla Casa del Cinema a Villa Borghese.

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Dentro il mondo dei Crifiu

Crifiu nasce dal sogno comune della band salentina composta da:Andrea Pasca, Luigi e Sandro De Pauli, Enrico Quirino.

Forti di una sonorità energica e coinvolgente che esalta il messaggio dei testi e comunica entusiasmo malgrado l’opacità della realtà che ci circonda e a cui le canzoni fanno riferimento. I Crifiu esaltano la vita in tutte le sue forme e con tutti i suoi problemi perché “ogni giorno è un buon giorno per andare avanti”. Ci sono le fake news, il lavoro precario, l’immigrazione, la disabilità ma, sopratutto, c’è buona musica e tanta speranza in un futuro migliore.

”Ma che cos’è? Questa festa che cos’è?/ se ti avvicini a me e mi sfiori l’anima/ e non finisce questa festa non finisce…”

Raccogliendo il loro invito cerchiamo di avvicinarci e festeggiare con loro:

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Leggere una storia

Questa storia era già iniziata quando ho scoperto di essere uno dei personaggi che le stavano dando corpo reale. Realtà e fantasia, uomo e personaggio… nel racconto di carta non ci sono distinguo ma un unico spirito  che anima la realizzazione d’una intuizione, qualunque cosa essa sia. Stavo nuotando fra libri trovati, regalati, comprati e sparsi disordinatamente su tavolo, sedie e scaffali della libreria.  Nel silenzio soffocante mi sono accorta di un bisbiglio quasi accennato. Proveniva da due libri disposti uno su l’altro ma con gli angoli molto sporgenti, come se volessero andare in direzioni opposte. Intanto stavano fermi in punta alla sedia e se la prendevano comoda  riempiendo lo spazio col loro brusio da amanti segreti capitati casualmente vicini, infischiandosene della mia presenza. 
Conoscevo il loro linguaggio lei avevo messi sulla sedia dopo averli letti, con la loro stessa indifferenza mi avvicinai per carpirne il segreto. Il motivo di tanta audacia era il titolo di un volume non ancora aperto sul tavolo dalla copertina poco invitante, un romanzo piuttosto voluminoso ma non bellicoso, stampato con caratteri grandi da una caa editrice piccola. Il tomo non mi guardava neppure, aspettava che lo prendessi fra le mani e stava lì, tranquillo senza sgomitare, come un ragno aspetta che la mosca rimanga imbrigliata nella sua rete. C’è un ordine di arrivo delle letture e bisogna rispettarlo, così come bisogna impegnarsi a leggere fino all’ultima pagina con le antenne tese per recepire ogni segno sul foglio ma quando la tempesta irrompe nella stanza spazza via tutti gli orpelli superflui e l’unica maniera per uscirne indenni è assecondare la sua volontà e leggere l’unico superstite alla sua furia, l’unico racconto di cui si ode ancora la voce. Il ragno era rimasto nell’ombra e non immaginavo che sapesse ridere, lo imparai nell’aprire lo scrigno di parole in bella vista sul tavolo. Il contenuto era talmente avvincente da non permettermi di lasciarlo incustodito fuori dal mio cuore, né potetti chiuderlo col buio della notte sopraggiunta alle nostre spalle. I personaggi non mi somigliavano fin quando scoprii che avevano maschere e parrucche come attori sulla scena teatrale ma sotto c’erano voci a me familiari. Una aveva un timbro antipatico, sembrava registrata su un messaggio telefonico, che odio la mia voce registrata. La mia voce? Dunque il bisbiglio degli amanti era dovuto a me, personaggio fuori dal suo libro. Che ci facevo là fuori? Avevo dimenticato il mio cielo come un’anima che si rincarna? Forse, oppure non era quella la mia storia ma soltanto una storia per me. La storia che sto scrivendo è la mia storia e quanto io sia personaggio o autore, io non lo so. Io scrivo, intanto scrivo e magari qualcun altro scoprirà il suo personaggio imbrigliato fra le mie righe e vorrà portarlo fuori in una storia infinita.
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Presentazione: Come nel ventre di una madre

Giovedì 9 Gennaio.Lucrezia Maggi presenterà il suo romanzo “Come nel ventre di una madre” presso la sede dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia (A.N.F.I. in via scoglio del tonno, 31). Dialogherà con lei Lucia Pulpo (autrice di questo blog), alle 17,30. L’ingresso è gratuito con preventiva iscrizione presso: lemuseproject@hotmail.it

Dal libro: Dago non attese un secondo di più e calmo e placido, aspirando avidamente il fumo della sua Marlboro, le rispose: «Io non credo. Io non so. Non è mio interesse, né la mia è una battaglia verso la com­prensione e la conoscenza. In nessun campo. Io vedo ed esisto, cerco attimi, piacere, sofferenze, gioie e dolori, tutto ciò che c’è di buono e di cattivo.

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Calice ebbro di luce

Datemi un calice

ebbro di luce

che possa berlo al tramonto

per festeggiare e unirmi

a tritoni, sirene e delfini

nel corteo di Dioniso

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Pinocchio, siamo uomini o burattini?

Pinocchio ha perso l’ingenuità. Non crede più alle favole, non ha mai creduto alle favole. Le sue avventure erano esperienze del mondo vero. I bambini con Pinocchio conoscevano il mondo e provavano vergogna quando si allungava il naso e il gatto e la volpe non erano personaggi di cui diffidare, non subito, non prima di averli amati. Lo spot televisivo del nuovo film su Pinocchio è un oltraggio alla magia della favola. 1) Non si svela il trucco prima di fare la magia. 2) Le opere d’arte vanno vissute prima che spiegate. Il bambino vive le avventure del burattino per questo impara di che legno è fatta l’umanità.

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Come nel ventre di una madre. Recensione

Il libro si apre con un prologo, si abbassano le luci e arriva sulla ribalta scenica la voce di Nora, la protagonista: “Gradualmente le tenebre si diradarono cedendo spazio a una luce dorata e morbida che mi avvolse completamente, facendomi sentire sicura e protetta come nel grembo di una madre.

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Ombra ribelle

Stella che balli nel mio cielo

perché fuggi via dal mio sguardo?

Anche al ribelle manca il respiro

quando cerca pace nella tempesta

sono la tua tempesta?

Temi la mia ombra

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Friday for future, e noi ci saremo?

Lunedì 2 dicembre, a Madrid, si è aperta la COP25, la conferenza mondiale sul clima, partecipano al summit le delegazioni di 196 Paesi. Un incontro importante e sopratutto necessario per dare finalmente attuazione agli accordi di Parigi (2015) sulla riduzione delle emissioni inquinanti con particolare attenzione all’eccessivo rilascio di gas serra nell’atmosfera.

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