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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Morte di una persona cara

Ieri, 17 Luglio, è morta una persona a me cara. Questa perdita è stata coperta dal clamore mediatico per la morte di Andrea Camilleri. Ne parlano in molti, non tutti in maniera adeguata ma, il padre di Montalbano è conosciuto a livello internazionale ed ognuno si sofferma sull’intervista che gli ha fatto, sul libro che ha letto, sulla frase che più l’ha colpito e sorpreso.

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Citazione: Emily Dickinson

Come occhi che videro deserti

né credono più a nulla

che non sia il vuoto e l’ampia solitudine

variata solo dalla notte,

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Pirati ad Alcatraz

La realtà supera la fantasia, sempre. Le parole della realtà però sono nude e riproducono immagini crude, così meglio sfumarle con la fantasia…

Il vascello dei pirati solca mari tempestosi oppure silenziose maree notturne su cui veglia la Luna piena presagio di sventura e malasorte in agguato.

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Noir di Puglia

Dopo tanta nebbia, a Bari fu da subito tutta un’altra aria. Appena scesa dal Frecciabianca, perfino il respiro si fece più Sereno, i colori più intensi, i contorni delle cose più netti. Aspirai l’odore della focaccia calda che arrivava dal panificio di via Carulli, e pensai che non poteva esserci benvenuto migliore.

Dopo tanta nebbia, Gabriella Genisi

“Atterrare al nuovo aeroporto di Taranto fu come atterrare su un altro pianeta. Nulla a che vedere con l’oscura e piovosa Milano, niente a che spartire con Le Havre e anche mille anni più avanti rispetto a Lecco. L’aereo atterrò verticalmente sull’isola di San Pietro.”

Saul Kiruna, requiem per un detective, Cosimo Argentina

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Numero Primo

Ebbe qualche dubbio sulla sua natura. Se aveva ringhiato doveva essere vero, impaurito. Se fosse stato artificiale forse avrebbe scodinzolato come un cane e avrebbe cercato compagnia. Si comportavano così, di solito, gli animali sintetici abbandonati, qualunque fosse la loro specie modello. Capitava di trovare delle tigri malinconiche, in cerca di affetto. O dei pinguini depressi. O magari dei cobra giocattoloni. Certo nessuno, di primo acchito, dava per scontato che fossero codificati per essere mansueti. Tutti scappavano, anche se notavano il tratto distintivo dell’animale sintetico: una coda, o criniera o striatura di diverso colore.

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Taranto, la musica e la speranza

Da qualche anno la musica è divenuta un elemento portante per l’energia nel panorama della mia città, Taranto. Mi riferisco ai concerti del MEDIMEX (Patty Smith, Liam Gallagher, gli Editors), al concerto del primo maggio (giunto alla VI edizione), iniezioni di energia particolarmente necessarie in una città che sprofonda nei suoi “acciacchi di vecchiaia” e che non è capace nemmeno d’immaginare un futuro vicino per i suoi figli.

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Due realtà e un mondo

Quando lasci spalancata la finestra ti accorgi che la Natura scalpita, la vita corre sotto l’asfalto delle nostre strade deserte pronta a far capolino e riguadagnar terreno. Ne avverti i segni dal cinguettio inaspettato sul bordo di un balcone al canto dimenticato di cicale in vacanza nella pineta vicino al mare, un papavero rosa il cui seme è stato trasportato e piantato dal vento, un germoglio uscito dopo anni da un tronco secco.

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Figli di stelle aliene

Stelle aliene. Secondo Douglas Boubert, ricercatore del Magdalena college di Oxford , nella nostra “Via Lattea” ci sono almeno due stelle aliene, anzi probabilmente “le stelle più vecchie della via Lattea sono tutte provenienti da galassie precedenti”, ovvero se siamo figli delle stelle molti fra noi sono alieni. Le stelle aliene sono chimicamente diverse dalle nostre, la loro identificazione è stata resa possibile dallo spettroscopio, come spiega Anna Frebel, astronoma del Massachausetts institute of technology (MIT).

Fortunatamente, mister president Trump non ascolta gli scienziati e non crede nella scienza, altrimenti…

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Neruda e le impronte dell’olio sulle onde del mare

Nel 1959, Pablo Neruda pubblica la raccolte di poesie:”Navigazioni e ritorni”. Leggendola mi sono soffermata su “Ode alle acque del porto” perché mi ha riportato immagini di tanti porti visti e tutti con lo stesso “profumo” di acqua marcia. Tanto che mi sono chiesta ma in tutti questi anni nessun altro ha intuito che stavamo sporcando il mare e che questo avrebbe avuto conseguenze gravissime?

Improvvisamente sono tutti ecologisti e, in chiacchiere banali del tipo “come stai, cosa stai facendo in questo periodo” s’infiltrano parole moraleggianti che pretendono di pontificare sulla salute dei pani e dei pesci. Vi siete svegliati questa mattina? Signori le cose sono degenerate fino a questo punto perché sono anni che vanno male. Li vedi questi bei pensanti con aria superiore pronti a volermi convincere che sono la rovina del mondo perché non ripeto a memoria la loro filastrocca. Il problema c’è e ha le dimensioni di una catastrofe e sarei contenta se vi foste svegliati dal letargo dei mostri, temo però nella ennesima filastrocca da dimenticare passata l’estate e arrivato un nuovo motivetto per l’inverno. Per questo vi propongo l’ode di Neruda, non filastrocche ma poesia da sentirsi addosso.

ODE ALLE ACQUE DEL PORTO

Non altro galleggia nei porti

se non rottami di casse,

cappelli abbandonati

e frutta deceduta.

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Un vittoriano al Sud

Taranto, Taras, Tarentum; nel 1897 lo scrittore inglese George Gissing intraprende un viaggio nel sud Italia; viaggio raccontato ne: Sulle rive dello Ionio, dove emerge chiara­mente il dissidio tra la realtà che s’incontra e l’epopea classica di cui, quei luoghi, sono stati protagonisti.

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