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Il segno delle idee

Il mio spazio creativo

Figli di stelle aliene

Stelle aliene. Secondo Douglas Boubert, ricercatore del Magdalena college di Oxford , nella nostra “Via Lattea” ci sono almeno due stelle aliene, anzi probabilmente “le stelle più vecchie della via Lattea sono tutte provenienti da galassie precedenti”, ovvero se siamo figli delle stelle molti fra noi sono alieni. Le stelle aliene sono chimicamente diverse dalle nostre, la loro identificazione è stata resa possibile dallo spettroscopio, come spiega Anna Frebel, astronoma del Massachausetts institute of technology (MIT).

Fortunatamente, mister president Trump non ascolta gli scienziati e non crede nella scienza, altrimenti…

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Neruda e le impronte dell’olio sulle onde del mare

Nel 1959, Pablo Neruda pubblica la raccolte di poesie:”Navigazioni e ritorni”. Leggendola mi sono soffermata su “Ode alle acque del porto” perché mi ha riportato immagini di tanti porti visti e tutti con lo stesso “profumo” di acqua marcia. Tanto che mi sono chiesta ma in tutti questi anni nessun altro ha intuito che stavamo sporcando il mare e che questo avrebbe avuto conseguenze gravissime?

Improvvisamente sono tutti ecologisti e, in chiacchiere banali del tipo “come stai, cosa stai facendo in questo periodo” s’infiltrano parole moraleggianti che pretendono di pontificare sulla salute dei pani e dei pesci. Vi siete svegliati questa mattina? Signori le cose sono degenerate fino a questo punto perché sono anni che vanno male. Li vedi questi bei pensanti con aria superiore pronti a volermi convincere che sono la rovina del mondo perché non ripeto a memoria la loro filastrocca. Il problema c’è e ha le dimensioni di una catastrofe e sarei contenta se vi foste svegliati dal letargo dei mostri, temo però nella ennesima filastrocca da dimenticare passata l’estate e arrivato un nuovo motivetto per l’inverno. Per questo vi propongo l’ode di Neruda, non filastrocche ma poesia da sentirsi addosso.

ODE ALLE ACQUE DEL PORTO

Non altro galleggia nei porti

se non rottami di casse,

cappelli abbandonati

e frutta deceduta.

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Un vittoriano al Sud

Taranto, Taras, Tarentum; nel 1897 lo scrittore inglese George Gissing intraprende un viaggio nel sud Italia; viaggio raccontato ne: Sulle rive dello Ionio, dove emerge chiara­mente il dissidio tra la realtà che s’incontra e l’epopea classica di cui, quei luoghi, sono stati protagonisti.

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Numero civico 18

Beatrice carissima,

sei arrivata alla mitica porta della maturità, quella legale con numero civico 18. Oltre si apre “via Indipendenza” illuminata da un sole piacevolmente tiepido nel segno del Futuro.

Sicuramente arriverà leggero l’eco del battito del mio cuore, ritma una canzone di buon auspicio perché tutto il bene possibile riempia l’aria che respirerai percorrendo quella strada. Noi della tribù dei sognatori abbiamo un linguaggio onirico, quasi surreale ma, spero tu riesca a cogliere i fiori del nostro prato, oggi sono tutti tuoi e le spine le abbiamo tolte una a una, tutte per la Morgana che dovesse provare a mettere il naso nella nostra storia.

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Il grande spirito. Un sogno sul grande schermo

Ho letto che la settima arte (il cinema) si sia materializzata quasi simultaneamente all’interpretazione dei sogni e la psicanalisi del dott. Freud. Intorno alla fine del XIX secolo, l’inconscio ha iniziato a precedere e guidare, in maniera ufficiale, la parte conscia dell’uomo. Per togliere polvere e muffa da queste affermazioni seriose vi racconto cosa mi è successo qualche giorno fa quando sul grande schermo ho visto “Il grande spirito” di e con Sergio Rubini, Rocco Papaleo e, tra gli altri, Bianca Guaccero.

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Gemelli

Gemelli riempiono pagine di storia fra mitologia e realtà. Romolo e Remo a Roma, Apollo e Artemide nell’Olimpo greco…

Gemelli divini e gemelli maledetti che vivono un giorno nell’Ade e il giorno seguente nell’Olimpo come Caspare e Polluce, i gemelli di Sparta, figli di Zeus e Leda, cresciuti dal re spartano Tindaro marito di Leda. I racconti tramandati sono tanti e diversi fra loro, comunque i “Dioscuri” erano protettori dei naviganti e avevano il dono di domare venti e tempeste.

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I passi del tempo

Il tempo risuona nel mio corpo

vaga fra le membra

non trova posto per sedersi

per scoprirsi interessante

si crede condannato

a inseguire i suoi passi

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Il bigliettino della festa

La sorpresa nel tuo sorriso

il regalo nello sguardo scintillante

potessi pensare al Paradiso

direi che tu lo guardi ,almeno un istante

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L’energia inebriante della Rimbambend

Orfeo con la sua lira suona, canta e incanta tutti gli esseri viventi inducendoli a uno stato di benessere al confine col divino. Durante la prima guerra mondiale è stato un fante a incidere sulla trincea: “canta che ti passa” come riportato dall’ufficiale Piero Jahier nella sua raccolta di poesie “Canti del soldato”. Da allora l’epitaffio è divenuto un luogo comune a cui nemmeno Orfeo è riuscito a ridare brillantezza.

La scontatezza e la banalità dei luoghi comuni appannano il valore e la saggezza della verità popolare. Così quando amici mi hanno invitata ad andare con loro a sentire la Rimbambend, non ho chiesto dettagli sulle loro precedenti esibizioni perché il nome è esplicativo ed evocativo quanto basta, e poi mi fido dei miei amici.

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La letteratura e i nuovi orizzonti di Cosimo Kiruna Argentina

Cosimo Argentina non vuole definirsi scrittore. Dice di essere un narratore di storie ma, le sue storie offrono molteplici spunti di riflessione, hanno sapore forte e deciso, così è difficile rinchiuderle nella cornice della storiella raccontata da ingoiare come acqua di fiume. “Saul Kiruna, requiem per un detective” è il nuovo romanzo dell’autore tarantino a cui chiediamo maggiori delucidazioni:

1) Argentina, in questa storia confluiscono tante briciole della nostra realtà: i luoghi come strade e ville perfettamente individuabili sulla cartina, le facce uguali e siliconate dell’umanità di Le Havre, i riti fra l’esoterico e il carnevalesco dove si confondono mafie e potere, l’inquinamento nel cielo dove si rincorrono fiamme e gas, dunque è una specie di denuncia sociale?

Il narratore scrive una storia e cerca di dare coerenza a ciò che vuole raccontare. Realtà e immaginazione si fondono attraverso un meccanismo che è difficile da decodificare, ma esiste un remoto luogo del cervello dove dei piccoli nani lavorano incessantemente a cesellare, ripulire, ordinare, creare qualcosa di nuovo utilizzando ciò che hanno a disposizione. In questo caso a disposizione avevano alcuni elementi ovvero un mondo che va sempre più a rotoli, una integrazione che si vuol far passare a colpi di atti legislativi e azioni massmediatiche, ma che cozza contro un’assenza di cultura dell’accoglienza, un’umanità che si ridisegna da sola in nome di non so bene cosa. E allora va bene rifarsi il seno con una sesta misura, rifarsi il naso alla francese, festeggiare feste che non esistono come Halloween eccetera eccetera.

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